dic 19 2011

Startup Competition di LeWeb: intervista ai vincitori di Beintoo

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Subito dopo aver vinto la Startup Competition di LeWeb, da queste parti si è avuta la possibilità di intervistare per primi Antonio Tomarchio e Rossella Dacono di Beintoo. Emozionati e affaticati da 3 giorni intensi mi han dedicato una decina di minuti per un’intervista senza fili che si è dovuto in gran parte tagliare nelle sue parti più divertenti ma tant’è.
Delle parole scambiate quello che emerge sono la consapevolezza per un bel prodotto, la cura dei dettagli e l’orgoglio di fare qualcosa di ottimo. Respect.
I temi toccati sono le prospettive future di Beintoo, la competizione di LeWeb, vantaggi e svantaggi dell’italianità per una startup dall’istinto globale.

Antonio, CEO e Founder di Beintoo, e Rossella Dacono, Marketing Director, hanno le idee chiare e un’ambizione. Scopritele in questa intervista di pochi minuti.

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dic 15 2011

LeWeb 2011: 10 cose particolarmente überlike

Da queste parti ci si è divertiti a fare una breve presentazione su 10 cose particolarmente gradite a LeWeb, Paris. Anche se manca la spiega delle diapos, hope you dig it!

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dic 08 2011

LeWeb, Startup Competition: pitch e impressioni

Published by Zeno under segnalazioni,vita reale

Lo spazio dedicato alle Startup ha visto protagoniste 16 finaliste, come anticipato settimana scorsa. E’ difficile fare una valutazione dell’effettivo valore di alcune delle società in nuce viste sul palco ma da queste parti qualche impressione la si è avuta. Eccone una lista ma bisogna fare una piccola precisazione al solito: se hai superato la selezione tra oltre 600 application e la scrematura da 32 a 16 partecipanti, insomma, se sei lì, sul palco, a Parigi, a metterti in gioco e parlare di una tua creatura che peraltro stai già costruendo, dette queste cose, allora sei un grande. Si parla sempre, soprattutto da queste parti, ma se fai, hai ragione a prescindere.

  • La prima impressione è che ci siano delle boiate pazzesche in giro.
  • La possibilità di società molto più grandi di implementare il core business di molte startup è relativamente ampia.
  • Ad esempio, gli annunci georeferenziati possono essere facilmente replicati da altre realtà.
  • Dunque, il business model sembra essere non tanto quello di fare un prodotto di cui essere orgogliosi, bensì quello di farsi acquistare.
  • Tuttavia, da queste parti si crede che solo con un prodotto ottimo (sotto diversi aspetti) si possa avere la possibilità di essere acquisiti.
  • Finché le startup avranno come obiettivo principale quello di vendere a società più grandi senza un prodotto strafigo, sono condannate al nanismo o alla scomparsa.
  • Però esistono alcune startup che fanno qualcosa di visionary  e disruptive. Sono quelle che fanno innovazione.
  • Google, per bocca di Schmidt, ha dichiarato di fare un’acquisizione alla settimana.
  • In questo, l’ecosistema Web mi ricorda quello discografico: 3-4 major che fanno il mercato e una miriade di indipendenti.
  • Startup come le Indie, settore R&D come Artist and Repertoire del settore discografico.
  • Con la differenza che sono 100 i milioni disponibili solo in Italia. Una liquidità straordinaria in cerca non solo di idee forti ma anche di un team adeguato (“Io finanzio al 65% il team”, riferisce un investor)
  • In generale, dal punto di vista della comunicazione, pochi hanno eccelso.
  • Per competenza, padronanza e chiarezza, Antonio di Beintoo è stato molto bravo. Si avevano dubbi sul suo prodotto ma ora sono completamente fugati. Ne sentiremo ben parlare.
  • Pur timidi, i ragazzi di ClearKarma hanno fatto una bella presentazione anche se il loro mercato è duro per dievrse ragioni (foodzy, fooducate etc). D’altra parte la loro value proposition è abbastanza forte. Non cambieranno il mondo ma aiutano le persone motivate.
  • Da questo punto di vista, poche startup volano alto: poca vision e pathos nel voler costruire un prodotto eccellente e semplice.
  • La parola giusta per definire la più parte di queste è una: queste startup a Paris sono perlopiù loffe.
  • L’anno scorso c’erano Waze, Paper.li e la GrandeMarmite (non più pervenuta), quest’anno è difficile dire di quale ci ricorderemo il prossimo anno. O forse ci sarà un effetto Jalisse.

Si possono votare le diverse startup sullo spazio youtube dove sono presenti anche i pitch. Check’em out!

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dic 08 2011

LeWeb 11: liveblogging II giorno

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Secondo giorno a LeWeb in diretta qui e soprattutto su twitter. Dalla sessione plenaria allo spazio startup #leweb

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dic 07 2011

LeWeb11: No advise, follow your rules

Published by Zeno under segnalazioni,vita reale

Si è aperta oggi a Parigi l’edizione 2011 di LeWeb, l’ormai tradizionale conferenza su Internet, business e dintorni, il vero punto di incontro tra la Silicon Valley e il vecchio continente.

Nonostante il focus fortemente orientato verso la tecnologia, l’appuntamento di oggi è partito con un’intervista di Loic Le Meur, l’organizzatore di LeWeb, al genio francese della moda, Karl Lagerfeld che ha stupito tutti per la sua capacità di legare tecnologia e moda. I due mondi hanno aree di sovrapposizione marcate più di quanto si immagini: si basano entrambi sull’innovazione, sul consenso di un pubblico bramoso di novità e sull’obsolescenza pianificata.
Il bello di una conferenza come LeWeb è proprio la sua capacità di unire mondi differenti, facendone una sintesi. Lagerfeld rientra perfettamente in questo caso: annuncia la sua devozione verso un couturier del design e dell’usabilità come Steve Jobs e riferisce, mostrandone una parte, della sua dotazione Apple: 4 iphone, un centinaio di ipod con la musica catalogata per tempo e luogo, 30 ipad che usa per fare i suoi disegni e schizzi.

La cosa curiosa è che non usa l’email: per lui questo strumento è per chi ha tempo. “Chi è indaffarato, non usa l’email“, dichiara. Al di là delle note di costume e di colore, è stato annunciato anche il lancio di Karl, la sua linea personale in collaborazione con Net-à-porter: la novità è rilevante.
Se negli anni la filiera della moda aveva abituato il pubblico ad un processo che partiva dalla casa di moda e in sei mesi arrivava ai consumatori tramite i buyer e i negozianti, con questa nuova linea lo stilista arriva direttamente agli utenti online, via web. La fase di disintermediazione – uno dei trend emergenti del web degli ultimi anni – viene fatta saltare anche nel caso dell’industria della moda.
Prima di chiudere, Karl Lagerfeld lancia anche il suo messaggio a chi gli chiede un consiglio per le startup: “no advise, follow your rules“.

La mattinata continua con diversi interventi, non tutti della caratura o dallo stesso impatto dello stilista. Bisognerà attendere il pomeriggio per avere un intervento di peso, quando sarà il turno di Eric Schmidt, l’uomo che da CEO ha fatto crescere Google prima di lasciare in aprile la carica a Larry Page. (qui il suo intervento)

Dopo una demo piuttosto istituzionale di Honeycomb, Schmidt si è lasciato andare a un dialogo molto franco e diretto con Loic Le Meur, dando una sua personale visione di come sarà nel futuro il rapporto dell’uomo con la tecnologia: “in 20-30 anni sia le macchine che gli umani continueranno a fare quello che sanno fare meglio. Le macchine hanno calcolo e infinita memoria, le persone creatività, intuizione, immaginazione“.
Schmidt sembra sincero quando parla dell’importanza della competizione e del ruolo emergente dell’Europa: “Silicon Valley needs a competitor and Paris is one of the cities that has the capacity to become one” e “places with the highest diversity and competition creates the strongest organisations” sono le frasi che più hanno fatto applaudire la platea. Proprio in Europa, a Parigi, Google ha appena aperto un nuovo polo Ricerca e Sviluppo, dal quale si spera di sviluppare un ecosistema di innovazione. Per Schmidt, “the Internet is the core source of future growth in Europe”.

Difficile mantenere i livelli dell’intervento di Schmidt. L’ultimo degno di nota della giornata è infatti quello dedicato a Mister Instragram, l’app che ha reso grandi fotografi 15M di utenti. Kevin Systrom ha spiegato come è nata la sua creatura, dedicando molto tempo alla user experience e alla costruzione di un team di eccellenza: “Per metterlo in piedi, ho pensato ai migliori ingegneri e designer da portare a bordo“. il prodotto prima di tutto, una lezione che dovrebbe essere tenuta a mente dalle startup che nei padiglioni a fianco stanno facendo i loro pitch per la Startup Competition 2011. Ma questa è una storia che si racconterà a parte con polemica e giudizio.

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dic 07 2011

LeWeb 11: liveblogging I giorno

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Come ogni anno si segue LeWeb in diretta. Dalla sessione plenaria allo spazio startup:

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dic 04 2011

C’est chic, c’est glamour, c’est LeWeb

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Bene, il titolo di questo post è assolutamente vacuo e superficiale. Il motivo è che da queste parti è come fosse Capodanno, un nuovo inizio per ricaricare le pile e farsi un corso di igiene mentale. Questo rappresenta Le Web: il paese dei balocchi per chi è innamorato di business e Internet, pochi giorni per resettare e ragionare un poco sui prossimi mesi a livello professionale e amatoriale, facendosi ispirare dal panel delle persone presenti e dalle conoscenze serendipitose che capitano ogni anno.

Se proprio non avete altro da fare, da queste parti si dovrebbe dare adeguata copertura tramite Social Cosi, Twitter in primis ma anche FF e FB.
Di motivi per partecipare alla manifestazione (anche via streaming, è gratis) ce ne sono molti ma scritto qui fa molto scarrafone a mamma sua. Lasciamo parlare gente competente.

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nov 28 2011

LeWeb: Startup Competition, le 16 finaliste

E’ online la lista delle 16 finaliste alla Startup Competition.

Purtroppo la più parte di queste faranno il lancio proprio in occasione della conferenza per cui è difficile farsi un’idea più o meno approfondita: alcune sembrano delle boiate pazzesche, altre invece sembrano ben fatte, altre ancora über-innovative.

La mia preferita è ClearKarma perché permette alle persone con problemi alimentari di scansionare un prodotto e sapere se lo possono mangiare o meno. Certamente ci sono altri competitor come Fooducate ma il taglio medico/salute mi sembra sia vincente per guadagnarsi una bella fetta di un settore molto importante.

Ecco la lista dei partecipanti, en tout cas:

  • 23minutes.to (US): questo sito aiuta le persone a organizzare in 23minuti incontri basati su wild ideas. Da lanciare.
  • Apila (FR): social network per il parcheggio da lanciare: lascio un parcheggio e te lo dico. Da lanciare.
  • ARNav (PL): applicazione di realtà aumentata per girare in città senza mappe o cartine. Da lanciare.
  • Babelverse (CL): app che permette la traduzione simultanea grazie a una community di interpreti. Da lanciare.
  • Beintoo (IT): community di fruizione di apps con programma premi e dinamiche di gaming.
  • ClearKarma (AT): app meravigliosa per la scelta dei cibi attraverso la scansione dei barcode.
  • Commerces & Co (FR): app per la scoperta dei negozi di prossimità. Ancora da lanciare.
  • Compath.me (JP): condividere i propri interessi e scoprire le attività inerenti intorno. Ancora da lanciare.
  • Echo Labs Limited (HK): app che permette di scoprire i pensieri vicini ai tuoi. Ancora da lanciare.
  • Flagfriend (FR): social gaming basato sulla geolocalizzazione.
  • Gauss (DE): social network di prossimità. Ancora da lanciare.
  • Geokiwi (FR):  annunci di prossimità. Ancora da lanciare.
  • HeyCrowd (FR): app per i sondaggi online da condividere.
  • inZair (CH): pubblicizzato come next mobile messaging. Ancora da lanciare.
  • RadikHub (IN): piattaforma per gestire più utenze sui social network. Ancora da lanciare.
  • Staround (FR): App per foto, opinioni, condivisioni.

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nov 09 2011

Prendi quei soldi e goditeli: due casi di mancati pagamenti

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Qualche tempo fa, da queste parti, si era parlato di un credito vantato nei confronti di un’associazione che organizzava master privati.

La lettera dell’avvocato all’associazione non ha sortito risposte e gli eventuali passi legali richiedevano degli impegni economici non indifferenti, pur avendo la certezza, in giudizio, di poter ottenere una sentenza favorevole.

Gli organizzatori dei master CommunicActive, diretti da Cinzia Moretti, sono come scomparsi e non si riescono ad ottenere risposte. Insomma, la possibilità di rivedere quella cifra – non particolarmente importante ma che comunque fa comodo – è persa.

Con questo post rinuncio definitivamente: persone di CommunicActive, questi 1.500 euro prendeteveli e divertitevi, fate girare l’economia italiana oppure dateli in beneficenza. Quello che volete. Vanno bene anche le bollette che dovrete pagare ma anche birra e superalcolici. Sono vostri. A vostro insindacabile giudizio.

Altra storia micragnosa, forse anche peggiore della prima, è quella che riguarda il patinato mondo delle riviste di moda che comunque mi dà l’occasione di postare foto capaci di innalzare gli accessi (e non solo) :)

Nel maggio 2010 da queste parti si decide di dare la propria casa per uno shooting fotografico di un giorno. Il servizio, a firma di un mio contatto (che non cito perché non voglio che sia associato a questa storiaccia) esce qualche mese dopo in occasione di Pitti uomo. Parte delle foto sono quelle a fianco. Purtroppo la modella non è rimasta, il divano è sempre quello : )

Il pagamento concordato è di 250 euro lorde.

Secondo voi, com’è andata a finire? La fattura è partita con molti mesi di ritardo - mea culpa - a gennaio 2011 ma il bonifico non risulta ancora arrivato a novembre 2011, nonostante ripetute mail alla redazione e – si scopre in corso d’opera – a chi si dovrebbe occupare dei fornitori. Le diverse mail inviate a un certo punto da maggio 2011 non hanno più avuta alcuna risposta.

Da queste parti si stigmatizzano le questioni di principio ma a maggior ragione fa demoralizzare e imbestialire che non si paghino 250 euro.

Per una rivista di moda molto famosa dovrebbero essere bruscolini. Sembra quasi un modus operandi quanto gli stagisti non pagati che ho pure visto in in alcune aziende.

Anche qui, con questo post rinuncio definitivamenteEcco, signori di Maxim, fateci quel che volete, regalatevi un negroni di redazione il prossimo casual friday oppure date una mancia in più quando bevete il caffè al mattino. A vostro insindacabile giudizio. Sono vostri.

Se la situazione in Italia è questa, prima di lavorare con qualcuno, da queste parti si ricorrerà al pagamento anticipato o alle referenze sui potenziali clienti, la loro affidabilità nei pagamenti, la loro celerità. Il risultato sarà lavorare e guadagnare meno ma perlomeno il sangue amaro non ce lo si fa più.

Post ispirato a una conversazione con Roberto Chibbaro.

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nov 03 2011

Facce da schiaffi

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[Attenzione, post nell'odiosa prima persona singolare]
Una delle scene migliori di quel capolavoro che è Colazione da Tiffany è quando i due protagonisti vanno in libreria alla ricerca del libro di lui e Holly – ma come “chi?”, è la divina – con l’espressione che più le si confà dice al commesso che l’autore è proprio lì di fronte.
Un po’ con questo spirito ci si è avvicinati alla cassa di un’anonima Feltrinelli il mercoledì sera: l’orgoglio di comprare* il libro di un amico e fare una foto, sfocata, alla pila di libri in barba alla security: “la foto è per l’autore!” (scusa da riutilizzare).

Quel cialtrone di Mattia – l’uomo che ha riabilitato Angelina in società e dato spessore a sua magresse Carlabruni – ha scritto con Facce da schiaffi, Add Editore, questa galleria di ritratti. Riguarda tutti, tranne te (tributo).

Probabilmente, proprio parlando con qualcuno di voi, gli è venuto in mente alcuni dei personaggi descritti. Da queste parti, ci si riconosce in almeno 20 caratteri, compresa la figa mondiale ça va sans dire.

Scherzi a parte, per quel poco che ho divorato in nottata, il libro merita ed è riduttivo definirlo un libro satirico. La risata e l’invettiva sono pretesti per uno sguardo spietato sulla società di oggi, per guardarsi dentro con autoironia e, infine, migliorarsi. Con moderazione, ovviamente. Altrimenti, Sberla Mattia non potrà prendersi ulteriori schiaffi.

Riassumendo. Insomma, l’autore è figo, la lettura scorrevole, è sotto le 200 pagine: è il libro che vi aspetta per la strenna natalizia, cattàtelo o uno schiaffo vi seppellirà!

*NB il libro è stato comprato perché i bro/fratelli fighi/compagni di colazione si aiutano.

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