apr 16 2013

Mobile Marketing, rivoluzione in punta di dita, anzi, di tap

A volte ci si dimentica che il marketing sta vivendo una rivoluzione in punta di dita, anzi, di tap. Quello che sta accadendo è il progressivo passaggio verso l’Internet mobile, quello che qualcuno ha definito Internet con una mano sola. Cambiano le modalità di relazione e – piuttosto che “ma” –  l’utente è sempre più al centro con il suo bisogno di esperienze, anche in mobilità. Bisogna provare a capirlo di più nel suo processo di fruizione dei contenuti anche digitali, così da fornire alle aziende migliori strumenti per coinvolgerlo. 

E’ quello che fa Marco Massarotto, mio ex capo per due anni, che esamina il cambiamento di paradigma nel mondo del marketing con il suo primo ebookMobile marketing, coll. Sushi, Apogeo. Non tragga in inganno il titolo, la cosa fondamentale è quel che si scrive dopo - riflessioni sul nuovo rapporto tra azienda e consumatore - perché in effetti Marco riesce a cogliere il passaggio epocale che la modalità Always On comporta nei nostri comportamenti di consumatori quando siamo in relazione con un prodotto, un’azienda, un marchio. 

Il libello è un vademecum scorrevole, si legge nel tragitto Milano-Firenze e presenta moltissimi spunti di rilievo tanto che gli appunti salvati sono arrivati a oltre 10 pagine: dalla introduzione fino al cuore principale della discussione – quello che dovrebbe interessare soprattutto chi fa marketing oggigiorno – Mobile Marketing è un bel corso di igiene mentale. Mobile First è il mantra che viene portato avanti da Google e WPP: Marco spiega alcuni passaggi fondamentali di questa rivoluzione per far sì che l’azienda possa cavalcare al meglio questa tendenza basata, ma non solo, sull’interstizialità dei momenti, la soglia di attenzione, l’elasticità della fruizione

L’Internet mobile cambia la natura del rapporto tra le persone e la Rete. Cambia il modo in cui si fruisce dei contenuti e quello in cui li si produce; cambia la natura della ricerca dei contenuti e quindi della navigazione o dell’esperienza utente.

Ecco, forse sarei meno assoluto ma il valore euristico di queste parole è fondamentale.

Il libro di Marco, peraltro, cade proprio a ridosso dell’annuncio di Facebook Home, la suite tra telefonino e utente. Timing perfetto per il libro che riesce così a far capire la direzione che Facebook sta prendendo nel creare questo frameLe aziende, sugli input di Facebook, potranno comunicare meglio in base alle attività dell’utente: Marco fa l’esempio di alcune newsletter che arrivano al mattino quando l’utente, secondo alcuni studi, non ha voglia di riceverne, o come la corsa mattutina ha ripercussioni su quel che riceviamo via mail. 

L’azienda con le innovazioni che una piattaforma simile a FB Home permetterà, non farà tanto invii di newsletter in base all’orario ma bensì all’attività solita che l’utente in quel momento starà seguendo. Non appena l’utente si sarà preso un momento di pausa, potrà ricevere la comunicazione di un certo prodotto, ad esempio. Alla base, non c’è solo marketing ma anche un lavoro di intelligence e di CRM incredibile sulla base delle indicazioni che Marco ha ben abbozzato negli ultimi capitoli. 

Dalle sue intuizioni su e-commerce, viaggi e turismo, sport, salute, moda si passa allo studio di una strategia basata sul luogo, il momento e le esperienze dell”utente, studio che rende ben spesi i €3.99 di ”Mobile marketing“  acquistabile in un paio di click, anzi, di tap. 

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apr 03 2013

Garance Doré per Kering: il rebranding corporate raccontato da una blogger

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Da queste parti, dopo un passato nel settore tecnologia, ci si è sempre più interessati alla moda: il motivo è presto detto. E’ forse l’unico ambiente in cui l’Italia ha un qualche tipo di ruolo guida. Se unite questo fatto alle tendenze social, c’è la possibilità di fare delle belle cose in questo settore.

Le dinamiche, inoltre, dal punto di vista dei social media, sono per certi versi simili a quelle già viste in passato e ricalcano quelle dell’annata 2004-2008 del settore tech (per me, per diversi motivi, lo spartiacque fu la nascita inizio del blog di Microsoft Italia, M-Clips).

Ora stiamo entrando in un’altra fase, in cui i contenuti cominciano ad emergere prepotentemente. Non è tanto la foto con il prodotto che è fashion blog – l’outfit – ma parlare di moda significa capire le atmosfere, i prodotti, le persone e le storie che ci sono dietro, come fanno già bravi giornalisti (Marchetti, Verratti) della stampa. E anche in Italia cominciano ad esserci bei nomi che riescono a coniugare moda e social media. Ho alcune brave ex colleghe, amiche o semplici conoscenti che mi hanno stupito per professionalità e varietà di contenuti come, in particolare e diversi modi, Simona, Chiara LuciaCaterinaChiaraElena, Laura, Simone, Alessandra. Ci vuole cultura per emergere dalla superficialità del like e della foto marketta.

E’ quello che devono aver pensato in casa Pinault quando hanno deciso di coinvolgere Garance Doré nel processo di rebranding corporate. Non so voi, ma quando l’ho letto mi sono stupito per diversi motivi.

Immaginate uno dei gruppi più importanti al mondo di moda, PPR, che decide di cambiare il nome in Kering e, non solo, di affidare il racconto della transizione non a una classica giornalista ma a una blogger. I video, nella loro normalità, riescono a comunicare quello che vuole il committente, una delle più belle parole italiane capace di esprimere responsabilità sociale e lungimiranza: adesione ai nuovi linguaggi giovanili, digitali, taglio sofisticato senza essere affettato, freschezza che unisce brand diversissimi come Gucci e Volcom.

Il mondo della moda, l’ho notato in questo ultimo anno, è fatto di dinamiche diversissime, tendenze conservatrici da una parte, aspirazionali ed apparentemente esclusive dall’altra. E con questa operazione di Kering, capace a volte di slanci molto innovativi.

 

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apr 02 2013

Boost Milano: Adidas e Social Media

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Pur non essendo più uno sportivo, per diversi motivi da queste parti si è tenuto sempre d’occhio Adidas, le cui campagne sui Social Media si distinguono da anni per intelligenza e impatto, senza le esagerazioni tipiche di altri brand.

Anche l’ultima – Boost Milano – non è stata da meno: per caso e di grazia, peraltro, si è stati avvicinati qualche settimana fa a proposito del lancio di questa loro scarpa, quindi c’è stata un’attenzione particolare.

Il primo contatto è stato una scatola con dentro una minicassa per la musica, una maglietta con il mio nickname twitter sul dorso, un invito video per un party sul Pirellone con dei giocatori di calcio (?) che mi immagino tutto il giorno a ripetere la stessa scena per N inviti: personalizzazione, impegno e coinvolgimento su più livelli, varietà di oggetti da scoprire, riferimenti a mondi sportivi e musicale, location meravigliosa, evento di accompagnamento (vertical running di un atleta) e mapping della facciata del Pirellone, il tutto ben raccontato sui Social Media e anticipato da una campagna per accapparrarsi i biglietti creando un equilibrio tra esclusività, aspirazionalità, accessibilità (perché le cose da menosi da queste parti si odiano). Se poi c’è l’open bar, è anche meglio.

Bella campagna, complimenti, frutto dell’avere committenti svegli e bravi partner. 

Rif: TwitterFacebook

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mar 27 2013

Next Berlin 2013: dritti al cuore della tecnologia

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Meno di un mese al Next 2013, la bella conferenza di Berlino lontana dai fasti di LeWeb e dal clima eccitante del Pioneers Festival di Vienna: in Germania, si va dritti al cuore del digitale e delle sue implicazioni, senza (troppi) nomi altisonanti ma con figure di peso rilevante del web e non solo come Stephen Wolfram, Robert Scoble, Bruce Sterling, il CTO della campagna di Obama, country manager di Uber, Etsy e Airbnb, e tanta industria tedesca.

Il tema di quest’anno è volutamente, così dicono, nebuloso: here be dragons perché sono molti i settori in cui il digitale sta avendo ancora (una volta) un impatto radicale: commercio, industria, media, telecomunicazioni.  L’obiettivo di questa conferenza è far scoprire territori inesplorati – quelli dei draghi, come nel medioevo – prossimi trend legati perlopiù alla robotica, ai maker, alle interazioni uomo-macchina, le smart thing, e dare nuovi strumenti di analisi e, naturalmente, creare connessioni tra i diversi partecipanti.

A margine, la solita Startup Competition il cui ultimo step chiude proprio in questi giorni. Vi partecipano anche aziende più o meno italiane da votare per far loro accedere alla fase finale: buzzoole, alive shoes, mynews.is, ploongee, gnammo, map2app, fannabee, wanderio.

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feb 27 2013

3wine: Lo spirito del vino si tuffa nell’e-commerce

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Da Che Futuro

Ci sono diversi modi di fare e-commerce e quello a subscription sembra essere in questo momento a più alto tasso di crescita perché coniuga una gestione intelligente della liquidità con un efficiente uso del magazzino e una stima più precisa delle vendite.
Se poi a questo trend si aggiungono le peculiarità locali di cui è ricca l’Italia e le passioni dei singoli, gli ingredienti per una buona startup ci sono tutti. E’ il caso di 3wine che da Verona, ogni mese, consegna ai suoi clienti 3 bottiglie di vino da accompagnare a delle ricette, consigliate da loro.
E’ la creatura di Alberto Zampini che coordina specialisti di diversi campi perché oltre all’idea è fondamentale il team e l’implementazione del progetto. Lo abbiamo incontrato in un’osteria veronese, ovviamente davanti a un Ripasso e a un Reciòto della Valpolicella, e ci ha rivelato i segreti di 3wine, sviluppi e retroscena.  Continue Reading »

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gen 27 2013

L’acqua cambia tutto: L’intervista a Scott Harrison, founder di charity: water

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Da Che Futuro

A LeWeb Parigi, ha forse creato il momento più intenso della 3 giorni parigina, scavando una breccia profonda nelle coscienze, accompagnando tutti i presenti in un viaggio in Africa a scoprire cosa si può fare con una donazione facile – sarebbe proprio il caso di dirlo se in alcune situazioni non fosse invece così drammatico – come bere un bicchier d’acqua.

Secondo Fortune che lo ha inserito in una lista accanto ai fondatori di Facebook, Google, ma anche a personalità di McKinsey, Bridgewater e General Motors, Scott Harrison è uno degli under 40 più influenti al mondo. Lo abbiamo intervistato.  Continue Reading »

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gen 15 2013

Berlino: qualche mio consiglio di viaggio

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Mi si chiede spesso di Berlino, una delle città in cui mi trovo meglio. Ogni volta mi trovo a dover spiegare questo e quell’altro, fare copia-incolla di innumerevoli mail, tra cui quella che poi ha fatto riferimento a un bell’articolo di un’amica che non trovo più. Ora ho sistemato e messo qui senza  nessuna velleità di fare il pretenzioso o essere esaustivo: solo i posti che mi sono piaciuti e dove mi sono trovato bene. La città è ricchissima di opportunità (partire da qui magari), i posti cambiano continuamente e i gusti sono diversi. Comunque, se tu che passi hai gradito quanto ho scritto, metti un like o un commento, grazieContinue Reading »

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dic 12 2012

Tutti gli italiani di LeWeb2012: le startup, i team e gli investitori (più il fantasma di Massimo Banzi)

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Da Che Futuro

Per parlare dell’impatto degli Italiani su LeWeb 2012 – la conferenza parigina sui temi dell’innovazione tra le più importanti a livello mondiale – si potrebbero scomodare alcuni personaggi che hanno fatto fortuna in Francia come Caterina De’ Medici, Leonardo da Vinci e Paolo Conte ma per questo Rinascimento italiano che parte dal fenomeno delle startup non c’è una figura particolare come l’anno scorso quando ha trionfato Beintoo alla Startup Competition.

Eppure, questa edizione parla senza dubbio italiano grazie alle finaliste della Startup Competition, all’alto numero tra gli addetti ai lavori (anche sul palco con Marco Montemagno) e al vero convitato di pietra della rassegna, Massimo Banzi di Arduino. Infatti, quest’anno il tema era Internet of Things, la prossima stagione tecnologica in cui gli apparecchi possono essere collegati fra loro tramite Internet, rendendo il mondo sempre più programmabile. (continuaContinue Reading »

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nov 20 2012

CheBanca! Che like su Facebook!

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Ieri allo spazio Pavè c’è stata una chiacchierata informale con i vertici di CheBanca!, la costola online del gruppo Mediobanca dedicata al retail. Il motivo di tanto interesse stava nell’attenzione che CheBanca ha avuto nei confronti delle tematiche a me care. Il loro CheFuturo rappresenta infatti uno degli esperimenti più riusciti di engagement dai tempi di Telco & Co. di Franco Carlini.  Continue Reading »

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nov 09 2012

La startup di Caterina Falleni che ci mostra il genoma in 3D per vivere meglio

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Da Che Futuro

Gli occhi di Caterina sono quelli di una ragazza che scopre e assapora il mondo nel pieno dei suoi 24 anni. Viene da Livorno, una città multietnica e culturale, dalla vocazione internazionale. Proprio come quella di Caterina che già l’anno scorso aveva fatto parlare di sé per aver ideato un frigorifero senza corrente. Questo progetto, Freeijis, le ha dato visibilità e aperto alcune porte.

Ho incontrato Caterina Falleni, durante i giorni del Pioneers Festival di Vienna: salta da un pitch a un panel con la facilità del veterano e di chi ha imparato tanto negli ultimi mesi. Caterina è stata, infatti, una delle ultime studentesse italiane alla Singularity University, l’istituto che seleziona talenti internazionali con l’obiettivo di far loro creare delle realtà in grado di cambiare il mondo nei prossimi anni.  Continue Reading »

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nov 06 2012

16 finaliste, 3 italiane, a LeWeb

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Sono stati appena annunciati i nomi delle 16 finaliste a LeWeb che è forse la più popolare delle manifestazioni europee dedicate al mondo dell’innovazione, Internet e startup. Qualcuno l’ha anche definito come un angolo di Silicon Valley sotto la Tour Eiffel.

Le 16 startup sono state selezionate secondo diversi criteri quali un investimento inferiore a 2M di euro, lancio del prodotto durante l’evento di dicembre, target business o consumer. Per questo è veramente difficile sapere cosa in effetti questi nomi promettono. Ci proviamo.

1. Agent of Presence www.agentofpresence.com: società che nasce dietro la designer Alison Lewis. Il loro prodotto di punta è un vestito tecnologico che può mostrare l’umore o il battito del cuore. (video).

2. Alleantia www.alleantia.com: si tratta di una società di Pontedera (PI, ancora per poco:) ) che si occupa di monitoraggio ambientale e di impianti fotovoltaici. Probabilmente hanno un prodotto legato all’Internet of Things, cui è dedicata la conferenza di quest’anno.

3. Altheia www.altheia-group.com: francesi, il loro obiettivo è quello ambizioso di portare Internet su reti 2G.

4. Argus Labs www.getjini.com: app che permette di avere una buona idea al momento giusto nel posto giusto.

5. Biletu www.biletu.com: è un’app che permette il pagamento fra amici. Pare sia nata per evitare l’imbarazzo del conto. Mai più conti alla romana.

6. Green momit www.greenmomit.es: società spagnola che si occupa di monitoraggio, controllo e gestione a distanza di energia, stampanti, fabbriche.

7. InTOino www.intoino.com: seconda presenza italiana, la sua tecnologia permette di caricare progetti Arduino dal tuo tablet direttamente con un drag and drop. Nasce durante lo startup torinese del 2012.

8. kWIQly www.kwiqly.com: azienda che offre soluzioni per monitorare i consumi energetici di una casa per prioritizzarli. Un’altra soluzione nel solco del tema di quest’anno.

9. Lyncos Technologies SL www.lhings.com: social network per le proprie cose connesse. Altra startup collegata a Internet of Things.

10. Phonitive www.touchalize.com: dovrebbe essere un tool per la creazione di video virali personalizzati. Ovvero dato un video, la piattaforma dà all’utente la possibilità di renderlo personale, aumentando le possibilità che questo venga condiviso dall’utente stesso.

11. qunb www.qunb.com: se ho capito bene, si tratta di un database ad accesso libero i cui data possono essere caricati, rielaborati e, di nuovo, condivisi. Probabilmente diventerà una sorta di marketplace.

12. Recommend re.co: non pervenuto.

13. Snapeous www.snapeous.com: app che permette di aggiungere contenuti digitali ad oggetti reali tramite l’uso di QR code.

14. Ujoolt www.ujoolt.com: praticamente è twitter basato sul concetto di geolocalizzazione.

15. wiMAN www.wiman.me: è un router che permette  ai pubblici esercizi di  gestire facilmente l’accesso wi-fi a clienti e utenti, con login via FB con statistiche e monitoraggio delle connessioni.

16. World Climate Credit www.worldclimatecredit.com: svizzeri, hanno sviluppato MySollars, una piattaforma – con anche logiche di gaming – per acquisire e rivendere crediti legati all’impronta ecologica, emissione di CO2, ovvero l’impatto che le attività umane hanno sull’ambiente.

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nov 05 2012

Pioneers Festival: Clash of the Founders e Startup Competition

Published by under Startup,Web Economy

(Credits Foto: i bravissimi Heisenberg Media (sitofacebook) in CC-BY.)

Alla Startup Competition del Pioneers Festival ha trionfato Poikos che, al termine di 3 giorni molto intensi, è stata scelta come la vincitrice di un assegno di ben 25.000 euro.

Poikos ha sviluppato una piattaforma chiamata FlixFit, completa di API a disposizione di chiunque, che permette di prendere da remoto le misure 3d delle persone. I vantaggi – non solo per l’e-commerce, che vanta un 40% di resi nel settore dell’abbigliamento –  sono enormi.
Rispetto alle 8 finaliste, Poikos emerge perché ha saputo coniugare quello che la giuria chiedeva: chiarezza dell’esposizione, tecnologia, estrema facilità d’uso, modello di business e prospettive future. (continua) Continue Reading »

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