Set 20 2008
Tag Archive 'youtube'
Lug 31 2008
La verità su Mediaset contro Google
Oggi nasce Digitalia 08. Dopo ieri, si tratta di casualità o causalità? Che ne pensi, Matteo?
Update: chiedo scusa a Matteo, la domanda può essere interpretata in modo retorico, nn era voluto
Update 2: un’occhiata da Quinta
(via Andrey)
Gen 09 2008
Il mio amico Obama, endorsement 2.0
Da queste parti si gode come un eurinaceo durante il periodo delle campagne elettorali negli States, Caucus prima, Presidenziali poi. Stamani, mentre facevo colazione, stavo guardando su Rai 3 proprio un servizio in merito, concentrato sulla figura di Barack Obama. Quello che sta accadendo - era la tesi dello speciale - è una campagna elettorale all’insegna del sogno americano, una riedizione della campagna di JFK di oltre 40anni fa, o di suo fratello Robert, magistralmente ripreso in quell’ottimo film che è Bobby. La parola chiave - oggi come allora - è speranza, non a caso utilizzata da Obama nei suoi discorsi, insieme a cambiamento e credere (change we believe in).
Al centro della sua campagna on line, c’è il sito ufficiale con i link agli altri strumenti di comunicazione, da quelli classici come la newsletter a quelli più coinvolgenti come i social network. E’ naturalmente presumibile che dietro a questi ci sia una squadra ad hoc, ma è apprezzabile lo sforzo nell’andare dove gli elettori sono e non il contrario, contrario che avviene spesso con l’utilizzo improprio dei mezzi di comunicazione di massa. Detto questo, l’endorsement 2.0 - è il caso di dirlo - scelto dal team di Obama è composto da flickr, facebook, myspace, youtube, linkedin, ognuno diretto ad uno specifico target. Gli insiemi presentano sovrapposizioni di target e diverse zone grige.
- Flickr: foto dei dibattiti pubblici e dei volontari che lavorano alla campagna. Obiettivo: coesione interna e ampliamento della base.
- Myspace: con oltre 200mila “friends” si presenta un po’ come il Veltroni degli US: amico di tutti! Barack, my dear, seleziona un poco! Curiosità, è presente un banner pubblicitario segno che il profilo è stato creato gratuitamente, un po’ come hanno fatto la più parte dei friends adolescenti di Obama. Identificazione con l’elettorato: brat rats che non voteranno ma romperanno le scatole in casa in suo favore. Forse.
- Youtube: oltre 10milioni le views del canale al cui interno sono presenti oltre 400 video di ogni taglio: interviste, discorsi, commenti dei sostenitori e, infine, messaggi ad hoc agli elettori. Le views dei singoli video vanno da poche centinaia a svariate migliaia. Rincorsa della nicchia, di ogni singola nicchia anzi, a coprire l’eventuale parabola della long tail. Qui il profilo è ufficiale, a pagamento e ben organizzato. Evidentemente, Obama punta molto su questo mezzo a complemento della enorme copertura mediatica di cui gode.
- Linkedin: l’obiettivo è quello di accreditarsi come persona affidabile, vista la scarsa esperienza di cui gode: un profilo completo delle sue esperienze, un gruppo per sostenerlo, l’add assicurato dovrebbero permettere al nostro di raggiungere un target ampio e di buon livello, adulto e avviato. Purtroppo non è disponibile il numero delle sue connessioni: il profilo mostra un inutile 500+. E’ interessante cmq che Obama, o chi per lui, abbia postato una domanda sulla politica sulle piccole medie imprese che dovrebbe seguire, ricevendo poco più di 1400 risposte.
- Twitter: poco meno di 7000 followers e 7000 following. Barack è un uomo cui piace ricambiare la cortesia di seguire i propri followers. Al 9 gennaio gli update sono finora 56: potrebbe essere davvero lui a cinguettare, spero che a novembre canti anche. I suoi twit cmq sono segnalazioni di pubblici dibattiti e apparizioni.
- Su Facebook, il discorso si fa complesso. Troviamo non solo il profilo ma anche la pagina dei gruppi, di sostegno e addirittura 2 applicazioni. Bisogna capire quanio di questi strumenti siano ufficiali. Certamente i numeri sono enormi: oltre 200mila supporter sul profilo ufficiale. Più impressionante è il numero dei gruppi a lui dedicati, oltre 500. La capacità enorme di Facebook di creare legami, oltre che dipendenza, si combina perfettamente con la necessità per Obama di creare enodorsement e uno zoccolo duro con un elettorato giovane. Di che tipo non si sa. Sicuramente, data la qualità della piattaforma di alto profilo e istruito.
Ci sono anche delle applicazioni che tuttavia non hanno successo, visto il bassissimo numero di aderenti.
A corredo dell’operazione sui social network vengono forniti anche codici per inserire dei banner di sostegno nei profili o nei blog (come quello di sopra).
L’epoca di Howard Dean sembra il mesozoico, invece era solo 4 anni fa. Chiaro i tempi non erano maturi però fa una certa impressione l’enorme scalino tra le due campagne.
A causa della globalità della rete, il punto debole di queste cifre è separare il dato americano dal resto del mondo. Effettivamente - e questo post ne è una prova - noi Europei siamo molto attenti a quello che succede negli States, diamo il nostro sostegno dimenticandoci un particolare importante: non votiamo. Anche se, parafrasando una battuta di Eco, visto che gli US governano il mondo, perché non possiamo votare Barak anche noi?