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Dic 15 2011

LeWeb 2011: 10 cose particolarmente überlike

Da queste parti ci si è divertiti a fare una breve presentazione su 10 cose particolarmente gradite a LeWeb, Paris. Anche se manca la spiega delle diapos, hope you dig it!

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Dic 08 2011

LeWeb 11: liveblogging II giorno

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Secondo giorno a LeWeb in diretta qui e soprattutto su twitter. Dalla sessione plenaria allo spazio startup #leweb

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Dic 14 2010

LeWeb ’10: Cronaca della seconda giornata

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leweb10LeWeb ha il particolare pregio di non limitarsi a parlare di Internet per due giorni, è qualcosa di più e parla di cambiare il mondo. I due giorni della conferenza hanno generalmente infatti caratteristiche diverse tra loro: tanto il primo giorno – e una coda del secondo – parla di cose Internet e tecnologiche, quanto il secondo mostra al pubblico come la cultura della rete, anche in contesti diversi da quelli geek cui siamo avvezzi, possa rendere il mondo un posto migliore.

Proprio a proposito di un mondo migliore, tra gli interventi più rilevanti c’è stato quello di Shai Agassi, founder di Better Place. Questa società ha come obiettivo, come molte, di diffondere l’auto elettrica ma si basa su un’intuizione fulminante: anziché ricaricare la batteria ogni volta, si creino delle stazioni dove rapidamente queste batterie vengono sostituite e in più si faccia pagare per il suo effettivo chilometraggio in modo da poter programmare spostamenti. “See your life as a platform to change the world” e “with reducing dependance on oil, we can build peace in the middle-east” sono due frasi che lasceranno il segno (qui il video).

D’altra parte, come dice Fabrizio Capobianco, chairman Funambol, ‎quelli che cambiano il mondo fanno qualcosa che gli altri pensano sia una scemenza.

Un altro protagonista della giornata è stato Salim Ismail della Singularity University (il video dell’intervento). Il suo intervento faceva parte degli inspirational moments della giornata. Singularity è una di quelle realtà che stanno facendo parlare di sé, riunendo al suo interno le migliori menti del pianeta con l’obiettivo di favorire la creazione di imprese capaci di cambiare i paradigmi esistenti nel campo dell’energia, dell’acqua, del biotech: “to connect to the brain, you do not need how it works.just what it does. do not spend energy in understanding“. Altra perla che ha regalato è stata “When you present a project to French people they’ll say: it works in practice but will it work in theory?“.

Il bello di LeWeb è che permette di incrociare persone di contenuto come Ismail alla coda per il caffè e chieder loro un paio di dichiarazioni, ad esempio, sul concetto di innovazione, la forte presenza di italiani nei loro corsi (ndr, LSdP ne ha parlato), la possibilità di vedere una Singularity University in Europa. Di seguito il video (sorry ma sono molto arrugginito)

Altro intervento di rilievo è stato quello di Mel Young di Homeless World Cup, che ha posto una serie di interrogativi, invitando la platea a riflettervi: è stato uno dei momenti più toccanti. Homeless World Cup dà una vetrina a persone che sono ai margini della società, usando il linguaggio più universale, quello del pallone: “If you watch the homeless world cup, you’ll never see a homeless person the same way than before“.
E’ forse su questo punto che LeWeb porta la sua dichiarazione d’intenti: guardare il mondo in modo differente e cambiarlo.

Protagonisti del pomeriggio sono stati i pitch della startup competition e la premiazione che ha visto un piccolo stravolgimento delle regole di assegnazione. Tanta, secondo la giuria, era la qualità delle 3 startup che si è deciso di creare 3 categorie, ognuna per le finaliste.

A Paper.li è andato quello della creatività: Paper.li dà la possibilità di aggregare contenuti social in una modalità visiva prossima ai quotidiani. In effetti è un bel prodotto il loro ma bisognerà vedere come monetizzeranno e se riusciranno ad affrancarsi rispetto ai Social Network.

I parigini di SuperMarmite hanno conquistato il premio all’originalità: danno la possibilità agli utenti di mettere in vendita i pasti preparati in casa. Sembrerebbe un’alternativa molto interessante ai pasti fuori ma, come già accennato, al di là dei problemi sanitari – risolvibili attraverso un sistema di feedback tra utenti, ce ne sono di seri dal punto di vista legale.

Infine, il premio per la tecnologia è stato dato a Waze, freschi di 25 milioni al round B (Foursquare ne prese 20 solo a luglio): la loro app di monitoraggio del traffico, già attiva su oltre 2,5 milioni di utenti, ha un modello basato per ora sul licensing delle informazioni ma gli sviluppi marketing, soprattutto di prossimità, sembrano enormi.
Ecco il video della premiazione con un simpatico siparietto di Alessio Jacona e Luca Sartoni.

(E questo punto con Superfuffa si è parlato del loro vero modello di business, fare b2b con la lobby dei lavavetri, fornendo loro programmazione e modalità di pagamento moneyless e tramite WR code).

La chiusura dell’evento è stato per il secondo anno affidato a Gary Vaynerchuck. Da queste parti non lo si ama tanto ma, come sottolineato da Alessio, è uno dei volti più carismatici nel mondo dei social media.

Insomma, dopo due giorni così intensi, sarebbe ingrato definire LeWeb una semplice rassegna di quanto Internet offre al mondo. Già l’altr’anno, la tendenza era abbastanza evidente: a LeWeb, per due giorni, alcune delle forze più dinamiche del pianeta e con più fede nel futuro si sono ritrovate per dare un segnale. Forse il clima di ottimismo è esagerato ma indica una chiara direzione: Internet c’entra come collettore di anime positive e rivoluzionarie ed essere uno dei volani per migliorare le cose. Oltre a questo, è il momento più importante europeo per conoscere di persona chi fa il cambiamento oggi per il domani. E’ il corso di igiene mentale di chi fa e non si limita a parlare. Per questo è importante esserci.

Update: leggete anche il punto di vista dell’ottima Paola.

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Dic 09 2010

LeWeb ’10: Cronaca della prima giornata

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leweb10Per due giorni, in Europa c’è un’enclave della Silicon Valley: è Parigi dove si tiene LeWeb, la ormai tradizionale conferenza che parla di Internet, startup, funding e tante belle cose della Rete. E’ sicuramente l’appuntamento da vivere per la qualità e la quantità di contatti che si riescono ad ottenere.

Potenzialmente, ogni chiacchiera, sguardo e incrocio di sguardi possono essere forieri di qualcosa per internazionalizzare il proprio business, stringere accordi di partnership e – cosa non da poco – aprirsi la mente ai segnali deboli di innovazione.

Ci sono molti curiosi e commerciali senza pudore che si muovono tra le file ma è molto facile riuscire a fare due chiacchiere con le persone che contano. A titolo di esempio, chi scrive è riuscito a parlare con Dennis Crowley, founder di Foursquare, e le anime delle prossime next big thing che, tra le quinte, cercano investitori ai quali raccontare la propria idea rivoluzionaria.

Da queste parti, si è soliti dire e usare a sproposito una frase attribuita a “Joichi Ito”: i contenuti sono un pretesto per creare contesto e quindi soddisfare il bisogno primario delle persone che sono animali sociali (Platone still rulez). Stringere relazioni, fare networking, direbbero i moderni. LeWeb rappresenta perfettamente questa frase: non sono così importanti i contenuti in sé tanto che la più parte delle sessioni sono disponibili via streaming e coperti da una pletora di blogger ufficiali. Ciononostante, è importante esserci.

En tout cas, i contenuti. La giornata è cominciata con una prolusione di Carlos Ghosn, l’artefice di Nissan-Renault. E’ stata una scelta lungimirante da parte degli organizzatori quella di invitare qualcuno esterno al solito giro: è il segnale che la Rete vuole contare e non limitarsi al recinto di Farmville.
La visione di Ghosn è forse un po’ vecchia* (“quando ero giovane, l’oggetto del desiderio era una macchina e sarà sempre così“, dimenticando che oggigiorno il ventaglio dei beni aspirazionali si è enormemente allargato) ma, anziché criticarla, indica i passi che bisogna ancora fare per portare la Rete nell’approccio di tutti.

Ghosn a parte, ci si è dedicati alla startup competition più che alla sessione plenaria: da 450 business inviati, sono state selezionate 16 startup. La cosa strana è che a fare i pitch c’erano aziende molto diverse tra loro: chi ha appena lanciato il prodotto, chi è appena partito e si sta costruendo le metriche, chi non ha idea di un business model, chi ha appena ottenuto finanziamenti da 25 milioni di dollari e può già contare su una customer base di oltre 2 milioni di utenti senza, peraltro, idea di come monetizzarli.

A latere, nelle conversazioni di corridoio, ci si è stupiti di non avere nessuna startup italiana: in effetti, visti alcuni pitch e confrontati con alcuni seguìti quest’anno, le startup nostrane non sono messe male. Forse, quest’ultime soffrono della mancanza di una visione internazionale fin da subito che impedisce loro di accedere a queste manifestazioni. Non c’è niente da invidiare: alla competition di oggi c’erano i cloni, la fuffa e i mestizia, con qualche eccezione.

Dal punto di vista privilegiato di cui ho goduto nell’ultimo anno seguendo il mondo delle startup e delle diverse iniziative nazionali, gli italiani possono giocarsela e pure bene. Basta crederci (e inviare la richiesta il prossimo anno).

A commento della conferenza, alla fine della mattinata, si ha avuto la fortuna di incrociare Leonardo Camiciotti e Christan Racca di Top-IX, e Frank Gonella, dPixel, per due battute. Les voilà.

*Non c’entra molto ma ricordava Jack Nicholson in Codice d’onore

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Dic 09 2010

LeWeb10: Liveblogging della II giornata

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Qui viene fatto il liveblogging della II giornata di LeWeb, la più importante conferenza europea sul tema Internet e dintorni, praticamente una sorta di salto spaziotemporale che porta la Silicon Valley a Parigi. Ulalah.C’è una diretta delle diverse sessioni in streaming mentre per commentare c’è friendfeed e twitter.

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Dic 08 2010

LeWeb10: Liveblogging della I giornata

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Qui viene fatto il liveblogging della I giornata di LeWeb, la più importante conferenza europea sul tema Internet e dintorni, praticamente una sorta di salto spaziotemporale che porta la Silicon Valley a Parigi. C’est chic.

C’è una diretta delle diverse sessioni in streaming mentre per commentare c’è friendfeed e twitter.

Ecco il primo video della Matinée a LeWeb.

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Dic 07 2010

LeWeb10: le schede della startup competition (2/2)

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Dopo la prima, ecco la seconda parte con le breve descrizioni delle startup che prenderanno parte alla competition di LeWeb.

  • Nuji, Gran Bretagna, ha l’obiettivo di permettere la scoperta e la condivisione dei prodotti con i propri amici.
    Purtroppo la beta è chiusa ma sulla carta, anzi sui pixel, le premesse sembrano buone per pulizia del layout della schermata (si dice così quando non c’è praticamente nulla).
  • Needium di Praized Media, Canada, è una piattaforma che permette alle PMI di intercettare le conversazioni (anzi, i bisogni) sui Social Media e offrire agli utenti servizi e prodotti selezionati nel rispetto della privacy. Attualmente il servizio è in beta su un campione di 8 città. L’unica in Europa è Paris, ça va sans dire.
    Sembra un ottimo strumento, visti gli screenshot, e in grado di generare conversazioni con il brand. Sta a quest’ultimo l’abilità di fare leading sui propri prodotti.
  • Paper.li di Smallrivers, Svizzera, raccoglie link condivisi su Twitter e li organizza come un quotidiano.
    C’è qualcuno che non lo conosce ancora? Probabile vincitore.
  • Super Marmite, Francia, il primo social network per mettere in vendita nelle vicinanze i piatti preparati a casa.
    Questa idea è geniale nella sua semplicità. Ci sono un po’ delle questioni legali, è forse troppo francese ma potrebbe avere risvolti clamorosi.
  • Tagattitude, Francia, è un servizio per le transazioni via telefonino.
    Ci sono altre aziende che stanno sviluppando in Europa queste cose. Vedremo a LeWeb in cosa Tagattitude si differenzia da queste.
  • Tinypay.me, Olanda, è un sito che permette, secondo il loro pay off, la vendita in 60 secondi sui propri social media. I pagamenti sono appoggiati a Paypal.
    La semplicità d’uso è disarmante. Altro possibile vincitore.
  • Waze, Israele, è un’app che permette di conoscere il traffico di una zona secondo le segnalazioni degli utenti.
    Sembra ben fatta tanto che si prevedono un aumento degli incidenti dal momento che in molti la consulteranno durante la guida!
  • Work4 Labs, Francia+US, un’app FB per fare recruiting ovvero offrire lavoro ai tempi del social network.
    Giuro, stamani in metro stavo pensando a declinare questa cosa con sistemi di premio/incentivi per chi trova il candidato giusto. Insomma, con questa App siamo su quella strada.

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Dic 05 2010

LeWeb10: le schede della startup competition (1/2)

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Pochi giorni e finalmente potrò assistere alla startup competition (e a latere svolgerà anche LeWeb). Come scritto poche settimane fa, ecco le schede delle startup partecipanti con alcuni miei punti di vista, anche se vale sempre la seguente regola: chi fa, ha ragione.

  • Badgeville, Olanda, è una piattaforma in white label che permette di creare dei programmi di loyalty e partecipazione basati sul sistema dei badge à la foursquare.
    Potenzialità incredibili per aumentare l’esperienza degli utenti sui siti delle aziende. Da testare al più presto.
  • PinPoints, Irlanda, di Cauwill è uno shorter di indirizzi fisici. Scrivi l’indirizzo fisico di un posto e ti restituisce una url ad una mappa du Google. Ad esempio, LeWeb si svolgerà in …(il sito in beta non funziona e non riesco a provare).
    Sembra dalle mille prospettive ma finché non parte una demo per la valutazione delle diverse caratteristiche e integrazioni con altri siti è difficile esprimersi.
  • Deways de City M, Francia, è un sito che permette di condividere la propria auto con altri privati. Hai una macchina che non usi spesso? La metti in condivisione per un tot al giorno.
    Una sola cosa e fatta bene che si inserisce in un trend emergente degli ultimi anni, quello del car sharing. Sembra carino, il sito è però un po’ tristanzuolo.
  • Phonedeck di Desk.io, Germania, è un’applicazione che permette la sincronizzazione tra telefono, social media e Outlook. Il loro valore aggiunto è fornire informazione su chi ti sta facendo la chiamata in arrivo.
    Ma non esistono già queste cose? Da testare anche questo.
  • Fiddme, Israele, è un social network dove pubblicare foto delle proprie scoperte culinarie con conseguente driving sui siti dei ristoranti.
    Fa’ una cosa e falla bene ma altri SN possono già benissimo sfruttare il loro vantaggio competitivo in termoni di customer base.
  • Garmz, Austria, raccoglie i bozzetti di giovani fashion designer: i più votati vengono messi in produzione. Non si capisce bene come evitare la copiatura.
    Molto carino ed elegante, è il caso di dirlo. Ci sono precedenti illustri come Threadless ma è molto più probabile che diventi in futuro una vetrina per designer.
  • Greendizer, Francia, permette pagamenti attraverso l’email.
    Sembra molto carino. Viene lanciato il 9 dicembre, quindi è tutto da vedere.
  • GreenPocket, Germania, è un software per il monitoraggio e la visualizzazione dei consumi energetici.
    Anche questo è da provare ma ben si inserisce nella green economy: potrebbe trovare spazio dappertutto.

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Nov 17 2010

LeWeb10: i nomi della startup competition

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Sono stati annunciati pochi giorni fa i nomi delle startup in gara all’edizione 2010 di LeWeb. Presto saranno disponibili delle brevi schede per meglio descriverle, in attesa di vederle live a Paris durante la startup competition.

Nota di colore, nessuna italiana: ci rifaremo il prossimo anno.

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Nov 09 2010

Venture Camp: Mind the Bridge

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Sabato scorso da queste parti si ha avuto la fortuna di assistere al Venture Camp 2010, organizzato da quei grandissimi di Mind The Bridge. I lavori, a dir il vero durati due giorni, hanno spiegato cosa vuol dire fare startup e impresa tecnologica grazie all’esempio di imprenditori che ce l’hanno fatta. E’ stato un corso di igiene mentale e di buoni consigli che dovrebbero aver ispirato la platea a fare meglio.

Purtroppo il periodo è quello che è per scriverne in modo ragionato. Ecco quindi qualche spunto volante della giornata di sabato:

  • Fabio Violante, Neptuny: we didn’t build the company to sell it, we built it to last
  • Roberto Bonzio, Italiani di frontiera: la capacità di creare link dev’essere il parametro di affidabilità di una persona.
  • Massimo Sgrelli, wave group:  metafora dei porcini: quando sei grosso devi diventare invisibile in Italia.
  • Alberto Onetti: Ricerca e attività di business. Perché non funziona?
  1. Problema Paese e barriere legali
  2. Mancanza di efficaci uffici per trasferimento tecnologici
  3. Accademici non parlano business
  4. Università non offrono incentivi per iniziative di spin-off
  5. Scarsità di executives con competenze ben specifiche
  6. Scarsa visione/vocazione di biz, non abbastanza ambiziosa
  7. Imprenditore ha dei limiti: un giorno deve fare un passo indietro
  • Ruggero Frezza, M31: Le prime startup non sono esplose perché mancavano strategie di mgmt e capitali
  • David Orban, Singularity University, ha ricordato la paura culturale del fallimento e come, se solo le startup ricevessero un decimo dell’attenzione delle grandi società, non ci sarebbero problemi.

I lavori sono finiti con un serie di consigli degli Alumni di Mind the Bridge per fare tesoro dell’esperienza nella Baia, premio cui i finalisti del Venture Camp ambiscono.

  • Ottimizzare i minuti (Marcello Orizi, Prossima isola)
  • Starci il più possibile e voglia di mettersi in gioco (Antonio Bonanno, Tripshake)
  • Sfruttate i ragazzi di MTB per il networking (Francesco Baschieri, Spreaker)
  • Buttatevi e fate maggiore networking possibile, chiedete feedback (Pietro Ferraris, Econoetica)
  • Andare in US con l’ambizione di cambiare il mondo: l’understatement non funziona (Umberto Malesci, Fluidmesh)

Finiti i lavori, si è finiti al N’Ombra de’ vin di via San Marco per una bevuta tra amici vecchi e nuovi. Si è avuta la possibilità di parlottare con uno dei più bravi e colti narratori in circolazione, Roberto Bonzio di Italiani di frontieraReuters: si è parlato con lui delle multinazionali come vasi comunicanti dove il livello alle estremità è uguale ma con diverse tubature.
Il punto è che in Italia l’ambiente è difficile, il vaso è incrostato di un sistema malato e il talento emerge con difficoltà ma se questo elemento viene inserito in un contesto estero, relativamente pulito, più facilmente emerge. Vedremo.

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Ott 25 2010

LeWeb10: les jeux sont faits

E’ ufficiale, si torna a Paris per LeWeb. Poter essere scelti di nuovo come official blogger è una bella fortuna e un bell’impegno: oltre alla copertura dell’anno scorso, da queste parti si spera di poter fare dei video e intervistare alcuni protagonisti, soprattutto italiani e/o dello spazio Startup competition. Ovviamente, se si hanno richieste particolari, a vostra disposizione: merito e fortuna vanno condivisi.

L’esperienza 2009, arrivata per caso e determinazione in un momento di confusione dopo un periodo di riflessione, è stata illuminante per il discorso intrapreso nel 2010. Tornare a Paris – amata e odiata città degli affetti – è sempre occasione per un po’ di ignoranza con gli amici di sempre – superfuffa su tutti – e scoprire le carte per il 2011. Paris è un po’ Heimat e sarà d’aiuto.

Nelle prossime settimane si decide l’impostazione della propria presenza all’evento: un anno in più, molte esperienze in cascina, diverse motivazioni e competenze renderanno LeWeb10 già indimenticabile.

(m.m. aka momento marketta se avete bisogno di un biglietto ormai è troppo tardi per l’early bird ma se acquistate dal mio link affiliato, mi prendo una commissione e vi offro una birra).

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Set 15 2010

LeWeb10: startup competition and more

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leweb10Nell’ambito di Internet e dintorni l’appuntamento europeo più hot è sicuramente LeWeb. L’anno scorso, chi scrive ha avuto l’opportunità di parteciparvi, di scrivervi e fare liveblogging dell’evento. Inutile dire che è stata una bellissima esperienza che si spera di ripetere e che si consiglia assolutamente a chi voglia capire meglio alcuni meccanismi e stringere relazioni (per parteciparvi e ottenere uno sconto).

Il panel di quest’anno è in via di definizione ma ci sono già dei bei nomi: Marissa Mayer di Google, Dennis Crowley di Foursquare, Mike Arrington di TechCrunch e Carlos Ghosn di Renault: sarà interessante vedere come quest’ultimo – una vera divinità in Francia – sappia coniugare la sua vena industriale con una platea fortemente orientata verso il web. Insomma, tanta roba.

Comunque, quel che più interessa ed è il principale motivo per andarci è che ieri è stato annunciato il bando per le startup competition dal quale usciranno 16 startup candidate a esporre i propri progetti. I tre vincitori poi presenteranno la loro azienda sul main stage dell’evento. L’application è da inviare prima del 15 ottobre.

Insomma, l’evento come al solito sarà bello, si spera di parteciparvi ancora e di divertirsi lavorando, cosa assai facile con LeWeb.

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