Tag Archive 'social network'

Ott 14 2008

Amazon e Rhapsody e il digital music market

Published by admin under musica

Nell’ultimo anno, Amazon Music e Rhapsody hanno registrato una crescita esponenziale senza tuttavia intaccare il monopolio di iTunes, percepito dai consumatori come il più completo ed economico. Eppure, iTunes ha poco da gioire: come tutti i monopolisti, è per certi versi bloccato e ha il rischio di dissipare il patrimonio che peraltro si è guadagnato meritatamente, inventandosi un nuovo mercato. Le altre due società nel frattempo hanno stretto accordi e lanciato mosse che li stanno aiutando ad aumentare la riconoscibilità.

Da queste parti, si ha una vera e propria ammirazione per come si sta muovendo Amazon, in particolare. Quello che sta facendo la creatura di Jeff Bezos è stringere una serie di accordi commerciali con alcuni social network come last fm o il fantastico the sixtyone, per generare leading verso lo store. C’è poi la gran comodità di non dover aprire un software residente come iTunes e l’assenza dei fastidiosi DRM o più in generale di restrizioni sul brano acquistato.

Anche iTunes lo sta facendo, in parte, ma non con la stessa convinzione. E’ la miopia del vincitore. Il monopolio è reso, infatti, profittevole dagli apparecchi fisici venduti: gli ipod generano traffico verso lo store. Per minare questo monopolio si dovrebbe rompere la filiera con nuovi device (i telefonini?), aspettare l’intervento dell’antitrust per il problema di fairplay, o più semplicemente augurare un miglioramento dei servizi per il consumatore da parte della concorrenza.

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Ott 06 2008

Le mail scompaiono, l’incertezza resta

Published by admin under comunicazione, social network

Bolla si interroga sulla scomparsa delle mail. Era un post che pensavo di scrivere da un po’ ma tant’è. Vi aggiungo una considerazione.
Tanto tempo fa, Scoble diceva che le email sarebbero scomparse e che le comunicazioni sarebbero avvenute via twitter. Sul primo punto, perlomeno a livello di cazzeggio, ci ha azzeccato, solo che il sostituto è Facebook, non quella fuffa simpatica elitaria di twitter.
La ragione, il punto è che facebook è molto più semplice per gli utenti rispetto alla mail. Fazzalibro è un medium basato sulla persona mentre la mail lo è, di fatto, su un codice alfanumerico che corrisponde ad una persona. E’ un passaggio in più ma fondamentale perché in esso ci si vede l’incertezza per cui la casella di posta del destinatario non sia, tra tante cose, più quella.
L’esigenza fondamentale è sapere che la comunicazione sia arrivata, che poi sia attraverso mail o social network, ha poca importanza.

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Ott 03 2008

Another yet map of social networks’ popularity

Via alberto, arrivo all’ennesima mappa sulla diffusione dei social network nel mondo. Le considerazioni sui cambiamenti rispetto ad agosto 2008 confermano, come ce ne fosse bisogno, l’ascesa di Facebook, anche in Italia.

Facebook gains Albania from Hi-5
Facebook gains Austria from MySpace
Facebook gains Bahamas from Hi-5
Facebook gains Italy from MySpace
Facebook gains Libya from MySpace*
Facebook gains Madagascar from Skyrock
Facebook gains New Zealand from Bebo
Facebook gains Qatar from Orkut
Facebook gains Uruguay from Orkut

social networks’ map

Peraltro, i dati di quest’ultimo social network, essendo a naso più veritieri, sono molto più vendibili rispetto a quelli di altri.

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Set 11 2008

Le 5 cose da non fare su Facebook

Published by admin under comunicazione, social network

Facebook è diventata la regina delle piattaforme e, con la rapida popolarità che lo caratterizza, sorgono inconvenienti non di poco conto. Sulla falsariga di quanto scritto dall’ottimo - come al solito - Napo, ecco le 5 cose da non fare su Facebook:

1. Chiedere l’add alle ex (che ti hanno lasciato): ti fai solo del male a vedere le foto con il nuovo tipo.
2. Postare foto con il tuo partner o aggiornare il tuo status relationship: non vorrai rovinarti la piazza e, soprattutto, crearti la fama di ragazza allegra alla centesima foto con un ragazzo diverso? Ovviamente, questa regola si può non rispettare se l’obiettivo è proprio quello di liberarsi di pesi morti.
3. Permettere il tagging delle tue foto: nn vorrai mica che il tuo capo o i tuoi colleghi ti vedano con l’occhio sfattanza e quella parrucca bionda che ti piace portare? Elimina la possibilità per gli altri di vedere le foto in cui sei taggato.
4. Accettare request dagli sconosciuti, da chi hai intravisto pochi secondi o non vedi da 10 anni: l’unico rischio è che ti si accozzino e non ti smollino più quando ti beccano in chat. Ma [%&$*£*”%*&] se non ci siamo sentiti per anni e non siamo mai stati amici, perché mi chiedi l’add? Non è un dramma avere pochi contatti, meglio pochi ma buoni, suvvia.
5. Stare troppo tempo su Facebook: hey, quando Milano e la vita sono così eccitanti, è un peccato stare in casa!

Ovviamente, da queste parti, tutte queste regole sono state tutte infrante. Altri consigli?

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Set 03 2008

Regali su Facebook: $35m l’anno

Via mashable, leggo che i regali virtuali su Facebook genererebbero, secondo una stima, circa 35 milioni di dollari l’anno sull’intero fatturato di oltre 300 milioni. Leggendo il post, è interessante la metodologia di com’è stato valutato questo fenomeno. Sembra impossibile che ci siano persone disposte a spendere anche un solo dollaro per regalare un oggetto da esporre sul wall dell’amico.

E’ vera economia virtuale questa.
Chissà quali potrebbero essere i prossimi sviluppi.

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Ago 28 2008

Facebook supera Msn

Published by admin under social network

In percentuale vince ancora MSN, ma quando stamattina ho visto su Facebook più utenti collegati di quanti ce ne fossero in termini assoluti su MSN, ho pensato che il cambiamento è proprio in atto.

Sono il solo?

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Ago 21 2008

Twitter: davvero?

Published by admin under comunicazione

Prima delle svaccanze il buon Guido ha buttato giù qualche riflessione su Twitter sull’onda di una discussione sul futuro che il servizio di microblogging potrebbe avere (vd Alessio e Luca).
Il tema, alla fine, è quello comune a molte startup con business plan dubbio, un’idea approssimativa e il convincimento che siano gli utenti a scovare, con i loro comportamenti, la monetizzazione dello strumento (cm rileva Luca), per poi vendere al gigante di turno.
In ogni caso, di primo acchito, alla precisa domanda di Guido, ho risposto che l’integrazione con MSN sarebbe stato l’ideale poi però mi sono incuriosito e sono andato a scovare i dati di utilizzo di questo strumento. Insomma, si parla forse di 2 milioni di utenti a livello mondiale*. Peraltro, la mia impressione è che di questi utenti una buona parte è commerciale, molto più di quanto parrebbe tra altri strumenti.

Lo strumento è simpatico e carino, ben fatto, semplice e usabile, ne faccio a volte uso, ma non è che è un filino sopravvalutato, oltre che essere ridondante rispetto ad altri strumenti ben più diffusi?

* Se non ricordo male MSN ne fa almeno 6, forse 12, solo in Italia, giusto per dare un ordine di grandezza.

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Lug 23 2008

Facebook vs Linkedin

I ragazzi di Compete si sbizzarriscono in un confronto tra i due Social Network definitivi. La mia impressione, condivisa a più voci con alcuni amici e addetti ai lavori, è che, quando passerà di moda mostrarsi a tutti in questo modo, Facebook avrà dei seri problemi.

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Lug 16 2008

We-are-your-Friendfeed: you’ll never be alone. Purtroppo

Published by admin under comunicazione, social network

Ecco, da queste parti si è preso un po’ di tempo per avere un’idea chiara e ben definita, anzi per tentare di cambiare una prima impressione di per sé negativa. Eppure, io friendfeed proprio nn lo capisco.

Friendfeed è un aggregatore basato sulla persona più che sul mezzo che usa. Se voglio sapere le sue attività tra i diversi network sociali, mi iscrivo al suo friendfeed.  E poi?

Il bello di una persona sono le sue sfaccettature e credo siano veramente poche le persone interessanti sotto ogni aspetto. Per la maggior parte - me compreso - questo non vale.

Friendfeed non mi convince proprio ed è questo il motivo per cui non mi iscriverò: la prendo da lontana e sull’autoreferenziale, come si usa da queste parti.
Quando incontro un amico che non vedo da molto, gli racconto per filo e per segno quello che è successo con il solo risultato di ammorbarlo. Fortunatamente per lui nn capita spesso (credo), e il più delle volte aggiorno il mio interlocutore con le cose salienti senza perdermi eccessivamente in dettagli (NDR: sì, due volte).
Il punto è questo: perché dovrei rendere partecipi gli altri della mia vita noiosissima?
Uno strumento come friendfeed non è l’ennesimo strumento che porta a overload informativo ovvero a un eccesso di rumore? Alla fine della fiera, non è più bello scoprire una persona ogni tanto, per salti, o seguendola costantemente su pochi media?

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Mar 18 2008

Ippocrate dice sì, Gallieno no: oggi l’utente dice web!

Qualche tempo fa, con il mio friend sono finito alla Salpetrière dove mi hanno curato per un’intossicazione alimentare. Assistenza ottima, personale qualificato, servizio puntuale, tanto che li ringraziai a modo mio. 

Se Venturini avesse scritto prima questo post, avrei potuto anche fare altro: in Francia infatti sono sorti alcuni siti dove è possibile dare voti ai medici. Questi siti nascono sull’onda del successo - e delle polemiche - di un sito analogo dove ad essere giudicati sono i professori delle scuole.

Per comprendere i differenti modelli di business (quello pubblicitario di Note2bib e quello un po’ al limite alla Corona di Demedica) e approfondire il discorso, date un’occhiata a Venturini.

Quello che mi preme sottolineare è il dubbio etico, come utente e fruitore, di fronte a siti come questi. Da una parte ci sono professioni dall’indiscutibile valore per gli utenti e che dovrebbero essere sottoposte a criteri trasparenti di valutazione. Far circolare l’informazione su come un dipendente pubblico si comporta mi sembra importante per la collettività e per la trasparenza nell’amministrazione dello Stato. D’altra parte la deriva mediatica spesso è distorsiva: alcuni ambiti mi sembrano a volte troppo delicati per essere giudicati, con variabili troppo complicate per non essere spiegate di persona e - il caso di dirlo - vis-à-vis.

Qui si pone il solito limite dell’utilizzo distorto dei media, o - meglio - del limite che le persone ne fanno. D’altra parte alcuni professori del mio liceo li avrei bocciati, all’epoca, oggi invece non farei lo stesso, così come grande è il rischio che decisioni necessarie siano spesso poco condivisibili.

Vabbuò, in ogni caso adesso vado a cercarmi Charlotte e le piazzo il massimo dei voti, pur dubitando che sarà più gradito del mazzo di fiori che le arrivarono in una fresca nottata di luglio. Quelle allure!

(per il titolo defi ho parafrasato questo)

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