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Feb 17 2014

Mattèo, i piccoli fan e l’ecologia del linguaggio

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Quando si parla e si discute di politica, soprattutto sui Social Media, sempre più si incontrano i fan di questa o quella fazione arroccati sulle proprie posizioni: non esiste confronto ma solo un continuo sbattere la propria verità in faccia agli altri (cit. Vittorio), a volte forzando i presupposti su cui quella stessa verità – anzi, narrazione detto nella maniera di qualche figuro – si era costruita.

A proposito, cito sempre questa frase fantastica* del sindaco di New York negli anni ’80, Ed Koch, perché mi sembra estremamente indicativa rispetto ad alcune polemiche e relative risposte di questi giorni – tutte estremamente razionali a modo loro, tutte fallaci in uno scambio di ruoli molto interessante – a beneficio di un’ecologia del linguaggio (cit. Gilioli):

If you agree with me on 9 out of 12 issues, vote for me. If you agree with me on 12 out of 12 issues, see a psychiatrist”.

*Ovviamente, al netto di quella più importante pronunciata da lui che abbiamo un po’ tutti sentito in vita nostra incisa sul CD live o , con tanta fortuna, al Central Park: “Ladies and gentlemen, Simon ad Garfunkel”.

PS A scanso di equivoci, il Mattèo del titolo è solo uno spunto di questi giorni per dinamiche che interessano anche i Pippo, i Beppe et al.

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Apr 02 2013

Boost Milano: Adidas e Social Media

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Pur non essendo più uno sportivo, per diversi motivi da queste parti si è tenuto sempre d’occhio Adidas, le cui campagne sui Social Media si distinguono da anni per intelligenza e impatto, senza le esagerazioni tipiche di altri brand.

Anche l’ultima – Boost Milano – non è stata da meno: per caso e di grazia, peraltro, si è stati avvicinati qualche settimana fa a proposito del lancio di questa loro scarpa, quindi c’è stata un’attenzione particolare.

Il primo contatto è stato una scatola con dentro una minicassa per la musica, una maglietta con il mio nickname twitter sul dorso, un invito video per un party sul Pirellone con dei giocatori di calcio (?) che mi immagino tutto il giorno a ripetere la stessa scena per N inviti: personalizzazione, impegno e coinvolgimento su più livelli, varietà di oggetti da scoprire, riferimenti a mondi sportivi e musicale, location meravigliosa, evento di accompagnamento (vertical running di un atleta) e mapping della facciata del Pirellone, il tutto ben raccontato sui Social Media e anticipato da una campagna per accapparrarsi i biglietti creando un equilibrio tra esclusività, aspirazionalità, accessibilità (perché le cose da menosi da queste parti si odiano). Se poi c’è l’open bar, è anche meglio.

Bella campagna, complimenti, frutto dell’avere committenti svegli e bravi partner. 

Rif: TwitterFacebook

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Mag 19 2009

Party 10 e lode

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Per chissà quale arcàno motivo mi arrivano ancora inviti per degli eventi ma è sempre un piacere: più che altro c’è crisi e in qualche modo bisogna magna’.

Così, venerdì scorso sono andato alla presentazione dei frullati Chiquita, il miglior evento di sempre: dall’organizzazione alle attività previste fino alla dimora, Villa Necchi Campiglio.
Alla fine della fiera è stato il solito evento markettoso, chiaro, con la differenza che l’azienda ha saputo ben padroneggiare i social media*.

Penso che sia molto più importante per un’azienda lavorare su questi aspetti che facilitano il dialogo tra le persone verso il brand piuttosto che star lì a metter su inutili strumenti di comunicazione bilaterale, senz’anima né parte, che poi diventano ricettacolo di cartelle stampa e verranno abbandonati dopo pochi mesi.

E i prodotti com’erano? Bellina l’idea, già vista in IRL, di indicare gli ingredienti in termini di pezzi di frutta perché sottolinea la genuinità del prodotto.

I frullati nn dispiacciono – lampone+melagrana il preferito – e con l’aggiunta di vodka erano proprio deliziosi: anzi, sottolinerei come possibile canale di vendita le discoteche dove è più giustificabile la fascia alta del prodotto. Difatti, come alcuni sottolineano la preferenza per alcuni tipi di rhum, perché nn fare lo stesso sulle basi di frutta?

Da quel che ho capito non si tratta di prodotti proprio economici, più che altro perché le bottigliette sono proprio piccoline. Vedremo.

*quello di usare il wiki per organizzare un evento aziendale è stato un mio vecchio pallino che nn sn mai riuscito a far passare al cliente: A+ per l’organizzatore che è riuscito a ottenerlo e un big up per l’azienda che ne ha colto l’opportunità, evitando le polemicucce – create ad arte da persone meschinette – sugli inviti.

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Dic 31 2008

Edelman cartoon, Hugh, Stormhoek

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L’ottima Tatiana che, per motivi logistici, mi mette sempre fiato sul collo, ha appeso dietro la sua scrivania un manifesto di Hugh MacLeod sulle PR commissionatogli da Mr. Edelman Europe. Questo disegno è pieno di frasi intelligenti quanto argute e vere sul mondo delle PR: da “empowered customer, terrified executive” a “social media specialist hustling corporate dude for paid gigs“a “panic” e “human beings don’t scale“.

Da assumersi con molta autoironia e consigliato a chi si prende un po’ troppo sul serio quando parla di Social Media e magari fa anche peggio.

Peraltro, Hugh è colui che fece il bellissimo Microsoft Blue Monster e le bottiglie per la Stormhoek (blog ben fatto), la casa vinicola sudafricana che fu tra le prime a credere nel passaparola intelligente, operazione ripresa dal buon Tombolini in quella mitica Pesto ai blogger di qualche anno fa.

Nel blog di Hugh ci sono firme impensabili tra i commenti come quella di Blanchard, il mitico prof di macro sul cui libro hanno studiato innumerevoli generazioni, e infine ho letto con sommo interesse un post sulle PR, dove si dà un bella visione di quello che sono, dovrebbero essere, sono diventate.

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