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Ott 19 2008

Radiohead, un anno dopo le cifre definitive

Published by admin under musica

Dopo tanto speculare (ricordo una discussione animata da quinta), pare che siano uscite le statistiche definitive sull’album dei Radiohead uscito giusto giusto un anno fa.
A me, anche se li definivo già superati per certi aspetti, sembra un successo anche dal punto di vista commerciale con tutti i dettagli del caso (fedeltà dei fans, esperimento, band storica).
Eppure, questo è un album che verrà ricordato più per la modalità di vendita che per i meriti artistici, quindi forse un vero successo - per i radiohead come artisti, più che per il brand radiohead - non lo è.

Alessio, Brugo, Eazye, Paolino, che ne dite? Bolla no, che notoriamente capisci poco di musica…

THE STATS
• After being made available for free for 3 months the album was no.1 in the UK and in the US
• 1st Radiohead album on iTunes – no.1 album selling 30,000 units in the US in the first week
• The physical CD has sold 1.75 million to date and is still top 200 UK & US
• They sold 100k boxsets via W.A.S.T.E.
• Nearing 17 million plays on last.fm
• 1.2 million fans will see the tour
• The digital income from the experiment made a material difference to WCM’s UK digital revenue this year

(via music ally)

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Gen 10 2008

Vendere musica via web come i Radiohead non funziona (o forse sì?)

Published by admin under musica

Avevamo già parlato qui di alcune perplessità sull’operazione dei Radiohead (secondo me riuscita pur con qualche perplessità). Vengo ora a sapere da qui che Trent Reznor dei NIN ha preso sul serio l’esperimento di Tom Yorke e cumpa e ha deciso di fare lo stesso per un progetto di cui ha curato la produzione.

Saul Williams ha così pubblicato il suo secondo album in una doppia modalità: download gratuito o a 5 dollari, con una qualità audio migliore.

Risultato? Circa 120mila persone si sono presi l’album gratis, oltre 28 mila persone lo hanno pagato.

Il primo album vendette circa 33mila copie, il secondo è arrivato senza dubbio ad una platea più ampia, segno che l’esperimento, perlomeno da questo punto di vista, ha funzionato. Probabilmente, l’eventuale tour di complemento sarà più seguito, producendo un circolo virtuoso.

Il modello di business sembra dunque funzionare, perlomeno soddisfacente, se si considerano tutte le voci che compongono il bilancio di tutta l’operazione. Si dovrà aspettare in ogni caso la fine del tour di Saul Williams per tirare le somme e, naturalmente, altri esperimenti simili.

Ah dimenticavo, e la musica? Diciamo che l’album non è tanto il mio genere ma la versione di sunday bloody sunday è bella potente e riesce, in parte, a mantenere la carica emotiva dell’originale.

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