Tag Archive 'milano'

Set 09 2009

Amar di nuovo Milano

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Difficile descrivere le sensazioni di un martedì sera a manifestare, soprattutto dopo quello che Marco, fra gli altri, ha scritto. La cosa era nata in uno stanzino di friendfeed, quasi come una boutade all’interno di un discorso più ampio e in linea con altre manifestazioni. Poi la cosa è stata portata su FB e di lì sono arrivate perlomeno 1500 persone, tante rispetto alle previsioni iniziali. E’ sempre una  questione di under promising and over delivering.

A latere di quanto da altri riportato, la cosa che colpisce è proprio la partecipazione di Milano, una città che si è un po’ persa negli anni dietro un effimero senso esteriore della vita e del disimpegno.

Se ne parlava con Alessio e Luca in corteo: Milano è una città che ha nel suo DNA la passione per una società equa e una vocazione per dettare al Paese come muoversi. E sta vivendo il suo periodo peggiore – non solo dal punto di vista intellettuale ma anche meramente finanziario – proprio nel momento in cui a guidare c’è un governo che si dice espressione della milanesità.

Nel dopoguerra, il modello Milano prevedeva un impegno della borghesia illuminata che, in preda ai complessi di colpa, restituiva alla città parte della ricchezza accumulata.

Il modello è andato in cortocircuito negli anni ’80 quando la televisione commerciale ha sdoganato qualsiasi mezzo per arricchirsi e fatto sì che la ricchezza fosse giustificata in quanto tale, esattamente come oggi è il successo la chiave di tutto.

Milano – locomotiva di Italia – ha mutuato e fatto suoi modelli provenienti da altre parti, dalla provincia e dall’estero, e creato le condizioni per esportarle nel resto di Italia. Lo ha fatto con il socialismo, il centrosinistra, il cattolicesimo ambrosiano ma anche con il fascismo e il berlusconismo. Quest’ultimo è ciò che ha trascinato tutto al ribasso, annullando anche il senso del pudore, già fortemente provato dagli anni ’80*.

Per questo, vedere tanta gente arrivata in piazza con il potere del semplice passaparola, è carico di significato e ottimismo. Forse è troppo per parlare di rinascita di Milano ma credo proprio che solo da Milano possa partire un segnale nuovo, insieme ad altri.  

 

*A proposito, grazie alla gentilezza e alla cortesia di Current e Livia, ho potuto assistere al miglior film dell’orrore degli ultimi anni, Videocracy, che parla proprio del berlusconismo. Temi già affontati altrove e, in gran parte, risaputi ma una narrazione asciutta e scelte registiche ben studiate lo rendono un film degno del prezzo del biglietto. Da vedere.

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Ott 06 2008

Internet tour (parte seconda)

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Le polemiche sui gggiovani e su una generazione che non si smolla dalla poltrona sono ogni volta quantomeno pretestuose. La dimostrazione sabato pomeriggio quando all’internet tour si sono confrontati Pietro Jovane di Microsoft e Stefano Venturi di Cisco. Non ricordo bene i discorsi (mnaledetta arterio…), dico solo che due persone così chiare è raro trovarle in Italia: benché coo-petitor (la bizzarra definizione per cui le due società che rappresentano hanno una partnership di competizione), hanno dimostrato molto fairplay e una capacità di analisi  orientata al pragmatismo e al futuro.
Bravi, anche perché sono la dimostrazione che i cosiddetti gggiovani fanno strada quando hanno idee precise, più di metodologia, e determinazione nel portarle avanti.

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Ott 06 2008

Internet tour (parte prima)

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Sabato pomeriggio ho sentito alcuni interventi alla Triennale di Milano nel’ambito dell’Internet Tour organizzato dal bravo Montemagno. Nel modo peggiore di fare una domanda (erano mesi che non parlavo in pubblico e per un pr timido come chi scrive è dura ogni volta), ho chiesto a Gasperini di Digital Magics se la ragione per cui il mercato della pubblicità online in UK fosse 5 volte quello italiano risiedesse nel nanismo delle PMI. Non ricordo molto bene la risposta ma mi è sembrato che si confondesse il motivo per cui un’azienda dovrebbe fare questi investimenti da quello per cui queste aziende gli investimenti non li fanno.

Che ne pensate? Chi c’era?

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Apr 02 2008

Portishead, post

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Da un punto di vista tecnico e musicale, c’è gente di un certo livello che ne ha già raccontato in modo ben più competente. Mi limito a dire che è stato da paura. O che i peletti delle braccia hanno fatto un bel po’ di ginnastica domenica con i nuovi pezzi che anche dal vivo rendono decisamente bene: tornare 10 anni dopo, fare un disco diverso ma sempre loro non è da tutti.

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Mar 28 2008

More than Zeno

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A parte la battuta cretina del titolo, domani mi faccio un giretto a more than zero a salutare un’amica e a farmi un po’ di cultura. Ci si vede lì?

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Mar 21 2008

Prossimi gig

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Dopo essermi perso – ubi maior… – il concerto che sognavo da una vita (vabbe’ 8 anni), si parte per una bella maratona di concerti, ad alcuni dei quali, naturalmente, mancherò all’ultimo:

Ci si vede dove?  

  • Shout out louds @Casa 139, Milano, 25 marzo
  • Editors @Alcatraz, Milano, 28 marzo
  • Portishead @Alcatraz, Milano, 30 marzo
  • Feist @Magazzini, Milano, 27 maggio

 Si accettano integrazioni, last minute ma anche lust, da guru e spacciatori milanesi.

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Mar 17 2008

Bed sharing al Salone del Mobile

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Gli amici di Esterni, benemerita associazione milanese dedicata allo sviluppo della socialità urbana, anche quest’anno lanciano il bed sharing, l’iniziativa per ospitare chiunque venga a Milano durante la settimana del mobile (14-21 aprile), grazie alla quale la città si trasforma e diventa pazzesca. Per come funziona, ecco la faq.

L’incontro tra domanda e offerta, tra chi ospita e chi cerca alloggio in una città come Milano che si è dimenticata dei gggiovani, è importante. Il web viene così in soccorso anche se il sito è aggiornato a settembre e potrebbe essere un po’ più usabile.

Detto questo, l’importante è essere solidali e ospitare, anche perché è sempre l’occasione di conoscere qualcuno (oddio, se è come l’ultimo tizio che ho ospitato…) di interessante e fare agli altri quello che vorresti fosse fatto a te.

Se sei di Milano, puoi ospitare qualcuno.

Se vieni a Milano, puoi dormire in posti fighi (come quelli in homepage).

Se ti va di sostenere e seguire Esterni per altre iniziative, vai qui.

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Feb 18 2008

Minicamp, Milano

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Venerdì pomeriggio sono ito al minicamp (qui un track) per salutare qualche amico e per dare un’occhiata allo stato delle start-up. Molte di queste le conoscevo già, altre un po’ meno: devo dire che delle presentazioni – ognuna durava 6 minuti più una veloce sessione di domande, solo poche mi hanno colpito. Premesso che da parte mia c’è una grande stima e ammirazione enormi per chi in Italia decide di rischiare in proprio – un coraggio che mi è mancato – e che alcuni progetti erano molto interessanti e innovativi, ma mi sembra che nella più parte dei casi mancasse un modello di business preciso o che questo fosse un po’ troppo farraginoso.
Peraltro, credo che un quasi tutti dovessero fare un corso di public speaking: il pubblico era formato non solo da curiosi ma anche, in teoria, da potenziali investitori, da convincere della bontà di un piano industriale, venture capitalist ai quali dare una visione di quello che il futuro, il mercato, l’azienda saranno. Proprio il formato di 6 minuti per presentazione doveva dare incisività ai discorsi. Certo, la sala aveva un’acustica pessima e c’era molto brusìo di fondo ma, se molti tra il pubblico parlano, non è per ADHD, è per una tua responsabilità, perché non sei in grado di tenere il pubblico o perché hai preparato il discorso con eccessiva approssimazione.

A dire il vero, la colpa è un po’ anche del nostro sistema scolastico. Pensate alle scuole dei film ‘mmmerigani dove viene rappresentata abbastanza spesso una sessione di “show and tell“: fin da piccoli, si è quindi educati a vendere la propria idea, a parlare in pubblico, a dare una propria visione. Il personaggio mi sta qui ma pensate ad uno steve jobs che – pur troppo costruito – riesce a dare una sua visione e a traghettare la platea nel proprio mondo. Ecco, forse in Italia ci si potrebbe limitare a entrare nel mondo della platea, piuttosto che il contrario: invece difficilmente le due parti vengono in contatto. Mi è capitato ogni tanto di vedere qualche speaker di matrice anglosassone: sono rimasto sempre molto affascinato dalla loro capacità di affabulare l’interlocutore ed è paradossale che proprio in Italia non si riesca a fare, nonostante la presenza di un incubatore di rétori logorroici che è il liceo classico (e questo post ne è la prova).

Delle presentazioni positive, soprattutto per la sostanza, salvo quella di Francesco Orrù con cui ho collaborato- disclaimer – tempo fa per il lancio di un servizio della società che presiede. Era la prima volta che ci si vedeva dal vivo: mi ha impressionato parecchio la sua idea delle sviluppo di kiara, il servizio per la gestione online della contabilità aziendale.

Delle startup presentate mi sembra una delle poche che possa contare su un modello di sviluppo facilmente comprensibile, in un mercato potenziale di 8 milioni di piccole imprese e prefessionisti, con la possibilità concreta di fare upsell sul cliente, legacy e royalty. Se avessi qualche soldo da investire non mi accontenterei di dargli “my 2 cents”.

Altri interventi interessanti quelli di MCC per livepetitions e di Quintarelli.

Sono comunque sicuro che la prossima volta andrà meglio.

Complimenti agli organizzatori e al moderatore ;).

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Feb 12 2008

Prossime tappe

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Torino barcamp 2008 sabato 23 febbraio al circolo dei lettori e minibar questo venerdì alla triennale di Milano.

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Gen 20 2008

Fenomeni sociali dalla rete

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La settimana appena passata, Milano ha visto lo svolgersi di due fenomeni un po’ strani per il grande pubblico: la blogbeer di cui ho già parlato qui, e la festa degli amici di lorenzo.

Poche palle, sono ancora molti quelli che credono che il web sia popolato di tante monadi, invece poi si scopre che alcuni fenomeni travalicano la rete e diventano occasioni, piacevoli, di incontro, come rileva Alberto (sorry, ma de che dai!).

Nel settembre 2007, una mail di spam con gli indirizzi in vista diventa il pretesto per una piccola baruffa: rientrato l’incidente, i protagonisti dello scambio epistolare si inventano un blog e 2 feste, a cui hanno partecipato diverse persone nell’ambito della comunicazione milanese e qualche strano personaggio in grado, scondo lui, di sciogliere le nuvole con il pensiero (si ma nn trasformarla in nebbia). Qui, Fabrizio Bellavista spiega un po’ meglio la genesi di questo fenomeno.

C’è ancora qualcuno là fuori capace di negare che il web non sia portatore di socialità?

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Gen 17 2008

Blogbeer Milano

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Ottima compagnia, martedì sera, per la blogbeer: conosciuto gente nuova, approfondito con qualcuno e legato con altri.

I partecipanti come da wiki aggiornato, nonostante qualcuno abbia paccato all’ultimo: 

Napolux Stefigno xlthlx Matteo Marchelli Pm10 Luca Sartoni Leonora Giovanazzi Guido Arata Daniele Salamina Gioxx Marilù sonounprecario palmasco wolly Guendalina Io Elena Marchiori Edoardo Piccolotto Sara Rosso

Atmosfera conviviale e piena di argomenti interessanti (ovviamente top secret, mi raccomando, ragazzi)

Due cose:  

  • Alessandro, apri un blog
  • Prossima blogbeer cambiamo locale, visto che lo sugar lounge, dove servono solo un tipo di birra chiara, è assolutamente inadatto!

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Dic 13 2007

Subsonica@Forum, Assago (Mi)

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Poche palle, quando si va ad un concerto (in ottima compagnia, ragazza o amici è lo stesso) la regola è questa: si sta in mezzo finché ce la si fa, altrimenti ai lati. Contatto, violenza, fruizione collettiva, rock’n’roll, su le mani, sèntilo. Quindi: Voi, ragazzini sugli spalti fin dall’inizio del concerto, vergogna, siete dei vecchi dentro: siete quelli che non vogliono sporcarsi le mani, peggèrrimi di prima istanza e che, senza dubbio, voterà cosa bianca. 
Detto questo, il concerto – un po’ ruffiano, forse – è stato pauer: bassi avvolgenti, sezione ritmica impazzita, Samuel in quarta (pure troppo visto che sbaglia l’attacco), Casacci gran cerimoniere, Boosta forse un po’ dimesso.
In ogni caso, con la loro musica in giusto equilibrio tra modernità e tradizione i Subsonica si confermano il miglior gruppo italiano e, di fronte ad uno stanco Vasco Rossi e a un Ligabue piuttosto ripetitivo, i migliori performer in circolazione.
In certi momenti sembrava di essere proprio qui (vm 18).

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