Tag Archive 'marketing'

Ott 07 2013

Nutella, l’operazione sei tu

Published by under comunicazione,io

Commenti disabilitati su Nutella, l’operazione sei tu

Apr 16 2013

Mobile Marketing, rivoluzione in punta di dita, anzi, di tap

A volte ci si dimentica che il marketing sta vivendo una rivoluzione in punta di dita, anzi, di tap. Quello che sta accadendo è il progressivo passaggio verso l’Internet mobile, quello che qualcuno ha definito Internet con una mano sola. Cambiano le modalità di relazione e – piuttosto che “ma” –  l’utente è sempre più al centro con il suo bisogno di esperienze, anche in mobilità. Bisogna provare a capirlo di più nel suo processo di fruizione dei contenuti anche digitali, così da fornire alle aziende migliori strumenti per coinvolgerlo. 

E’ quello che fa Marco Massarotto, mio ex capo per due anni, che esamina il cambiamento di paradigma nel mondo del marketing con il suo primo ebookMobile marketing, coll. Sushi, Apogeo. Non tragga in inganno il titolo, la cosa fondamentale è quel che si scrive dopo – riflessioni sul nuovo rapporto tra azienda e consumatore – perché in effetti Marco riesce a cogliere il passaggio epocale che la modalità Always On comporta nei nostri comportamenti di consumatori quando siamo in relazione con un prodotto, un’azienda, un marchio. 

Il libello è un vademecum scorrevole, si legge nel tragitto Milano-Firenze e presenta moltissimi spunti di rilievo tanto che gli appunti salvati sono arrivati a oltre 10 pagine: dalla introduzione fino al cuore principale della discussione – quello che dovrebbe interessare soprattutto chi fa marketing oggigiorno – Mobile Marketing è un bel corso di igiene mentale. Mobile First è il mantra che viene portato avanti da Google e WPP: Marco spiega alcuni passaggi fondamentali di questa rivoluzione per far sì che l’azienda possa cavalcare al meglio questa tendenza basata, ma non solo, sull’interstizialità dei momenti, la soglia di attenzione, l’elasticità della fruizione

L’Internet mobile cambia la natura del rapporto tra le persone e la Rete. Cambia il modo in cui si fruisce dei contenuti e quello in cui li si produce; cambia la natura della ricerca dei contenuti e quindi della navigazione o dell’esperienza utente.

Ecco, forse sarei meno assoluto ma il valore euristico di queste parole è fondamentale.

Il libro di Marco, peraltro, cade proprio a ridosso dell’annuncio di Facebook Home, la suite tra telefonino e utente. Timing perfetto per il libro che riesce così a far capire la direzione che Facebook sta prendendo nel creare questo frameLe aziende, sugli input di Facebook, potranno comunicare meglio in base alle attività dell’utente: Marco fa l’esempio di alcune newsletter che arrivano al mattino quando l’utente, secondo alcuni studi, non ha voglia di riceverne, o come la corsa mattutina ha ripercussioni su quel che riceviamo via mail. 

L’azienda con le innovazioni che una piattaforma simile a FB Home permetterà, non farà tanto invii di newsletter in base all’orario ma bensì all’attività solita che l’utente in quel momento starà seguendo. Non appena l’utente si sarà preso un momento di pausa, potrà ricevere la comunicazione di un certo prodotto, ad esempio. Alla base, non c’è solo marketing ma anche un lavoro di intelligence e di CRM incredibile sulla base delle indicazioni che Marco ha ben abbozzato negli ultimi capitoli. 

Dalle sue intuizioni su e-commerce, viaggi e turismo, sport, salute, moda si passa allo studio di una strategia basata sul luogo, il momento e le esperienze dell”utente, studio che rende ben spesi i €3.99 di “Mobile marketing”  acquistabile in un paio di click, anzi, di tap. 

Commenti disabilitati su Mobile Marketing, rivoluzione in punta di dita, anzi, di tap

Ott 09 2012

Ecommerce, una ricerca

Published by under comunicazione,Web Economy

Grazie alla segnalazione di Federica sono venuto a sapere di questo bel report sull’ecommerce in Italia a cura di Contactlab.

Il dato che più mi ha colpito è la differenza nei processi di acquisto tra uomini e donne – gli uomini si informano di più online prima di comprare in negozio – poi pensandoci bene ho provato a rielaborare il mio processo che spesso è invece contrario per moltissime tipologie di prodotti come elettronica e abbigliamento.

Prima li vedo in un certo tipo di negozio, poi confronto i prezzi online e, se conviene, procedo, altrimenti torno al negozio a completare l’acquisto premiando in qualche modo il negoziante e avendo maggiori garanzie.

Per i libri il processo è ambivalente ma senza dubbio si chiude spesso su Amazon: non mi sono ancora abituato a Kindle (o a Kobo di Mondadori), ho sempre presente quella frase di John Waters che dice ““If you go home with somebody and they don’t have books, don’t fuck them”. E comunque è meraviglioso toccare con mano prima e poi andare su Amazon dove trovo spesso sconti. Per i libri quelli più di nicchia, perlopiù stranieri, invece, il processo si esaurisce velocemente online.

Un altro dato che mi ha colpito è la gobba a pagina 18 sul totale della propria spesa online. Basta metterci l’assicurazione auto, un paio di biglietti e viaggi, qualche libro e la cifra è fatta. Se le cose stanno così, in Italia il potenziale è enorme.

Le cifre aumentano per chi è iscritto alle newsletter: magari questi mezzi non sono übercool ma alla fine sono sempre molto efficaci. Credo che il segreto sia nel fatto che chi si iscrive è davvero appassionato e quindi ha una propensione maggiore verso un particolare prodotto, servizio, società.

Avevo letto poco tempo fa (se qualcuno trova il link mi fa un favore) che aumentando la propria attività di spesa online, si possono arrivare a risparmi di 2000 euro. Questo report lo conferma.

Insomma, un bel report da far leggere più approfonditamente soprattutto a chi ha una presenza digitale forte e vuole confrontarsi con il Paese reale non con la spocchia del diverso ma per avere consapevolezza del potenziale incredibile là fuori. E voi quanto vi ritrovate nel report?


Commenti disabilitati su Ecommerce, una ricerca

Ago 26 2010

Il badge di Renzo e Foursquare per il turismo

Published by under comunicazione,social network

Sembrava dovesse essere l’anno di Chat Roulette e dei suoi cloni e , invece, lo sarà di 4square (vd. gli ottimi post di GBAVincos), il servizio di geolocalizzazione, che probabilmente riuscirà a spuntarla su tutti gli altri.
La cosa più interessante è come Crowley e soci siano riusciti a guidare la sua diffusione e capillarità sul territorio attraverso un meccanismo di gaming che assegna dei punti per ogni tappa, fino a definire una serie di lustrini, i badge, a decretare il sindaco di un luogo. La cosa si presta a tanti utilizzi ed è molto probabile come la caratteristica di gioco verrà vieppiù messa da parte a favore di altri usi. I tempi sono oggi maturi per cominciare a immaginare dei progetti.
Soprattutto, perché da queste parti – pur essendo mayor di 4 sole venue – si pensa che 4sq sarà per gli esercenti quello che è stato Facebook per gli utenti:è l’anello di congiunzione tra mondo reale e online e può essere ben sfruttato anche dalle aziende più importanti, fino a quella più importante, lo Stato.

Ispirato da Diomira che mi ha fatto leggere in privato un progetto per il turismo online – ho provato a immaginare 4sq sul nostro territorio e scenari in cui il ministero del turismo fosse coinvolto (fatta salva la precedenza di risorse a italia.it). Alle venue principali si possono associare link agli store di vari prodotti – cibo, letteratura, etc – che esprimano al meglio l’italianita’, ma soprattutto i badge possono essere tradotti nel linguaggio della letteratura italiana e dei grand tour del ‘700, quando un giro per lo stivale faceva parte del repertorio culturale e del cursus di formazione di qualsiasi giovine uomo.

Ad esempio, il badge Renzo per chi gira in Lombardia, il Conte di Carmagnola per il Piemonte, i badge Levi per chi unisce Torino ed Eboli, Fogazzaro per il piccolo mondo antico della campagna veneta, Dante per chi, scacciato da Firenze, si rifugia a Verona, il badge Svevo per chi non si decide di andar via da Trieste e fa check in in un tabaccaio locale*.

Insomma, il gioco si presta a mille declinazioni su un target heavy user che ha voglia di comunicare dove si trova in questo momento e dove alla presenza online si lega la narrazione di quella piccola cosa che fai quando non fai tutto il resto e che si chiama vita.

*quali altri badge potrebbero esserci?

Commenti disabilitati su Il badge di Renzo e Foursquare per il turismo

Feb 17 2009

Scoop: Nba in Italia

Published by under segnalazioni

Forse è il segreto di Pulcinella ma sono venuto a scoprire, origliando una conversazione al bar, che dopodomani a Milano ci sarà l’apertura di una sede di rappresentanza della NBA in Italia. Dopo tutto, è quello che un anno fa si auguravano i ragazzi di macchianera.

In ogni caso, quest’ufficio avrà lo scopo di promuovere il brand sul territorio come già viene fatto in UK, Spagna e Cina. Probabili i tour delle principali squadre NBA in Italia. I love this game!

Qualcuno ha notizie più precise?

Commenti disabilitati su Scoop: Nba in Italia

Nov 27 2008

Music tagcloud

Published by under musica

music tagcloudE’ sempre brutto, credo, associare un quid così pregno di passione come la musica con quella parola oscena che è il marketing. Eppure, trattandosi anche di un’industria, la musica*, bisogna ogni tanto vederla in modo più distaccato senza perdere di vista le emozioni che suscita.

Di fianco la tagcloud di un discorso e un dibattito che i ragazzi di un master hanno seguito nei giorni addietro. Dovrebbe rappresentare quello che è un po’ il futuro di questa passione tra digitale e business.

Non a caso, alla Emi hanno chiamato uno di Procter+gamble e la Atlantic ha dichiarato di vendere più dal digitale che dal fisico.

Comunque bella giornata in cui, in molti momenti Wiki, da parte loro sono arrivate ottime osservazioni, domande difficili, spunti interessanti e opinioni argomentate: per una giornata i ragazzi si sono scatenati nell’unico modo ottriato loro per poter fare una domanda, ovvero – data la peculiarità dell’argomento – a colpi di rock’n’roll.

*anacoluto: figura retorica degli  ignoranti

One response so far