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Mar 31 2010

E-book: sòla o novità?

Published by admin under vita reale

Settimana scorsa, chi scrive è andato a un workshop sugli E-book. Numeroso il panel con la presenza di aziende quali Newspaper, Sole-24 ore, la Simplicissimus del buon Tombolini che ha fatto una ottima relazione, come gli altri relatori del resto. Alcune frasi sono state particolarmente efficaci.

Il profitto è un vincolo di sostenibilità, non può essere lo scopo dell’impresa. Non è che uno vive per respirare” (Tombolini, Simplicissimus)

Il modello di business è dato da un contenuto che non ha prezzo sia monetario che affettivo. Il valore economico è dato dall’accesso al prodotto e/o dalla sua trasformazione“ (Tombolini, Simplicissimus)

Per arrivare a 50milioni di utenti, la radio ci ha messo 38 anni, la TV 13, internet 4, l’ipod 3. L’e-reader quanto ci metterà?” (Franzoni, Sole-24 ore)

Con l’ipad, i magazine non avranno periodicità, avranno la pubblicità comportamentale e interattiva, gli articoli saranno più lunghi, grafica più complessa” (Franzoni, Sole-24 ore)

E-reader aumentano il mercato e portano i non-lettori ad acquistare” (Patierno, Simulation Intelligence)

Queste affermazioni, in parte basate su un device che deve ancora uscire, fanno un po’ discutere e creano dubbi, soprattutto tra gli editori tradizionali e gli osservatori.

In che senso articoli più lunghi quando c’è un tale deficit di attenzione, pure rimarcato dagli altri relatori, soprattutto tra le giovani generazioni, principale target che si vuole coinvolgere con l’editoria scolastica?
Se c’è la profilazione della pubblicità e degli articoli secondo la propria persona o lo storico delle letture, la serendipity - il vero valore aggiunto del cartaceo - dove sta?
Nell’industria editoriale dove si inseriscono i Social Network che sono un ibrido tra distributori di contenuti e la media company già oggi più grande al mondo?

E se l’ecosistema fosse composto da editori e lettori, parte dei quali, pur di ripubblicare gratis per il proprio network personale di contatti, è disposto a fare un micropagamento? Sarebbe sostenibile?

Il convegno si è spesso diviso tra gli e-reader che permettono senza eguali una sola cosa, leggere senza stancare gli occhi, e l’iPad di Apple di prossima uscita, che essendo basato su LCD pone dei problemi di lettura ma anche straordinari vantaggi in termini di interfaccia e interazione.
Proprio fuori dall’aula c’era un banchetto con gli apparecchi basati su inchiostro elettronico. Ad una prima prova sono anche interessanti ma di scarsa usabilità e attrazione. C’è ancora moltissimo da fare sotto questo profilo. A chi scrive sembra più un oggetto per vecchi, che forse preferiranno restare sul cartaceo, che da giovani. Questi ultimi peraltro preferiranno gli LCD che non stancherà loro visto che, essendo più attraente, rimedierà al deficit di attenzione e permette più multimedialità.
Dal convegno sembra emergere la volontà di indirizzarsi sull’editoria scolastica o la manualistica ma, soprattutto su quest’ultima, si ha come l’impressione che non sia corretto:
Per una rapida consultazione non è più semplice ed economico Internet?
La lobby editoriale vorrà mantenere il controllo sulla fruizione come ha fatto, sbagliando, l’industria discografica?
L’unico MKTG possibile è quello basato sull’impronta ecologica e su qualche modello di subscription o micropagamenti?

Insomma, un convegno che, pur volendo dare certezze, semina più dubbi, segno che comunque è un mercato in fibrillazione dove tutto può ancora succedere e operatori economici possono trovare una soluzione. Avete presente il Palio di Siena, gli attimi prima della partenza?

4 responses so far

Set 21 2009

Vuoi una consulenza? La paghi!

Dal buon Tombolini, vengo a sapere di questa iniziativa di Amazon: As a valued Kindle DX customer, we would like to offer you the chance to participate in this study. Please be assured that this project is strictly for market research purposes and does not involve any type of sales or promotions as a result of replying to this e-mail or participating in the research.
Those who are selected to be interviewed will receive a $150 honorarium for 1½ hours of participation.

In soldoni - è il caso di dirlo - Amazon darà a selezionati clienti Kindle 150$ per un’intervista. Di questo annuncio adoro questi elementi:

  • La trasparenza tutta anglosassone di indicare il compenso - cosa che si fa, a volte, anche negli annunci di lavoro più seri,
  • La promessa che tale annuncio non comporta alcun tipo di promozioni o vendite,
  • Il riconoscimento dei clienti come risorsa attiva e non come focus group (gratuito),
  • Il coinvolgimento dei clienti che possono, peraltro, rientrare di alcune spese affrontate per l’acquisto del bene stesso. In questo caso, alcuni clienti avranno un rientro di circa un terzo di quanto affrontato per avere il Kindle.

Brava Amazon!

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