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Mar 11 2016

Consigli per mangiare bene a Firenze

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Gli ingredienti per l'Inzimino mon amour

Facendo la spola con Firenze da oltre 4 anni, mi si chiede spesso di fornire consigli culinari per il weekend e così con il mio lapis ho deciso di fare una sciacquata in Arno con quello che Ilaria ed io – ma lei partiva avvantaggiata – abbiamo scoperto in questi anni.

È un po’ un’ossimoro ma sono un po’ tutti i miei posti preferiti, spesso per la cucina, ogni tanto per il carattere, sempre per una loro punta di unicità. Ovviamente, è tutto molto soggettivo (come vedrai, non c’è il Lampredotto per il quale non vado ghiotto) e peraltro aspetto ancora di provare alcune icone come Burde e Coco Lezzone.
Una cortesia: se trovi utile questo post, metti un like e rilancialo su Facebook per favore, così magari raccogliamo qualche altro indirizzo. Ora noi si parte, però: troppe parole e noi si ha già fame! :)

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Gen 10 2011

Le cose belle a 30 anni, Firenze

Published by under io

Ci sono cose di cui all’estero ci si vergogna profondamente: non (solo) il nano pelato o la maleducazione rumorosa tipica italiana. E’ qualcosa di più personale, sono i propri gap culturali, soprattutto quelli più inattesi perché derivano da alcune situazioni date per scontate. Ogni tanto càpita infatti di intavolare con gli stranieri – nella lingua che solo gli ubriachi conoscono – discorsi di banale confronto sulle mète turistiche: avendo la fortuna di provenire dal Belpaese, spesso le conversazioni riguardano proprio l’Italia, le sue bellezze e le sue città. (sì, ok, poi c’è quella volta con il serbo che voleva visitare la prima volta Roma “bombardandola” ma tant’è).

Soprattutto nel mondo anglosassone – ma, sono sicuro, anche in altri –  viene privilegiata un’Italia purtroppo molto lontana da chi scrive, visto che da queste parti si sono preferiti sempre altri lidi, soprattutto per il retaggio famigliare: un po’ d’Oriente, US, Europa Occidentale con una speciale liaison per i transalpini.

Il lato negativo è dunque un’assoluta ignoranza su alcune città italiane che, spesso, i miei interlocutori non si sprecano a definire – a seconda del livello alcolico – amazing.

Nel 2010, con le trasferte, si è avuta la fortuna di colmare un po’ di queste lacune, mentre nel 2011 si sono già visitate Ferrara e una città, che secondo il NYT, sarà una delle più promettenti per il  2011: Firenze. (le previsioni danno anche Internet come la next big thing, dopo il fax)

Scherzi a parte, gite splendide in ottima compagnia, soprattutto in Toscana. In particolare, Firenze è stata una piacevole sorpresa. Date le premesse, si temeva un caso di over promising, under delivering e invece, fare i flâneur lung’Arno sarà nella top 10 delle cose migliori di questo 2011.

Non è tanto per un discorso di bellezze fiorentine. Da queste parti si è avuta la grande fortuna, da piccoli, di avere molti stimoli culturali e, per carità, quelli fiorentini tutti lì sono piacevoli ma non cambiano la vita in senso stretto. Il vero punto è che tutta questa bellezza concentrata, aumentata da premesse coerenti, rende ancora più belli gli occhi di chi guarda.

Episodio. Venerdì sera, si è naufragati per le vie della città, ognuna delle quali risuonava di nomi che riaffioravano prepotentemente dalla memoria finché si è arrivati nella Loggia dei Lanzi di piazza della Signoria. Sedersi sotto l’espressione severa delle  statue e vedere i turisti passare è una delle sensazioni più intense che possano capitare: vedere in loro lo sguardo che noi stessi si aveva fino a poco prima, gli occhi delle persone che guardano il bello, sono gli occhi degli innamorati e si sa quanto è facile innamorarsi di Firenze.

E così vedere a 30 anni Firenze rende relativo tutto il passato ma è stata anche una bella fortuna farla arrivare solo ora, preservando la sensazione di meraviglia in altri posti, che, se visti in precedenza avendo in mente gli occhi di Firenze, non sarebbero stati gli stessi.

Le cose belle a 30 anni dunque: mai prima, troppo presto; mai dopo, che si fugge tuttavia.

PS diciamolo però che il vero tocco è il lampredotto, yaaaay

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