Tag Archive 'facebook'

Ott 09 2008

Facebook apre a Paris

Published by admin under comunicazione, social network

Avete mandato il CV?

2 responses so far

Ott 06 2008

Le mail scompaiono, l’incertezza resta

Published by admin under comunicazione, social network

Bolla si interroga sulla scomparsa delle mail. Era un post che pensavo di scrivere da un po’ ma tant’è. Vi aggiungo una considerazione.
Tanto tempo fa, Scoble diceva che le email sarebbero scomparse e che le comunicazioni sarebbero avvenute via twitter. Sul primo punto, perlomeno a livello di cazzeggio, ci ha azzeccato, solo che il sostituto è Facebook, non quella fuffa simpatica elitaria di twitter.
La ragione, il punto è che facebook è molto più semplice per gli utenti rispetto alla mail. Fazzalibro è un medium basato sulla persona mentre la mail lo è, di fatto, su un codice alfanumerico che corrisponde ad una persona. E’ un passaggio in più ma fondamentale perché in esso ci si vede l’incertezza per cui la casella di posta del destinatario non sia, tra tante cose, più quella.
L’esigenza fondamentale è sapere che la comunicazione sia arrivata, che poi sia attraverso mail o social network, ha poca importanza.

No responses yet

Ott 03 2008

Another yet map of social networks’ popularity

Via alberto, arrivo all’ennesima mappa sulla diffusione dei social network nel mondo. Le considerazioni sui cambiamenti rispetto ad agosto 2008 confermano, come ce ne fosse bisogno, l’ascesa di Facebook, anche in Italia.

Facebook gains Albania from Hi-5
Facebook gains Austria from MySpace
Facebook gains Bahamas from Hi-5
Facebook gains Italy from MySpace
Facebook gains Libya from MySpace*
Facebook gains Madagascar from Skyrock
Facebook gains New Zealand from Bebo
Facebook gains Qatar from Orkut
Facebook gains Uruguay from Orkut

social networks’ map

Peraltro, i dati di quest’ultimo social network, essendo a naso più veritieri, sono molto più vendibili rispetto a quelli di altri.

No responses yet

Set 11 2008

Le 5 cose da non fare su Facebook

Published by admin under comunicazione, social network

Facebook è diventata la regina delle piattaforme e, con la rapida popolarità che lo caratterizza, sorgono inconvenienti non di poco conto. Sulla falsariga di quanto scritto dall’ottimo - come al solito - Napo, ecco le 5 cose da non fare su Facebook:

1. Chiedere l’add alle ex (che ti hanno lasciato): ti fai solo del male a vedere le foto con il nuovo tipo.
2. Postare foto con il tuo partner o aggiornare il tuo status relationship: non vorrai rovinarti la piazza e, soprattutto, crearti la fama di ragazza allegra alla centesima foto con un ragazzo diverso? Ovviamente, questa regola si può non rispettare se l’obiettivo è proprio quello di liberarsi di pesi morti.
3. Permettere il tagging delle tue foto: nn vorrai mica che il tuo capo o i tuoi colleghi ti vedano con l’occhio sfattanza e quella parrucca bionda che ti piace portare? Elimina la possibilità per gli altri di vedere le foto in cui sei taggato.
4. Accettare request dagli sconosciuti, da chi hai intravisto pochi secondi o non vedi da 10 anni: l’unico rischio è che ti si accozzino e non ti smollino più quando ti beccano in chat. Ma [%&$*£*”%*&] se non ci siamo sentiti per anni e non siamo mai stati amici, perché mi chiedi l’add? Non è un dramma avere pochi contatti, meglio pochi ma buoni, suvvia.
5. Stare troppo tempo su Facebook: hey, quando Milano e la vita sono così eccitanti, è un peccato stare in casa!

Ovviamente, da queste parti, tutte queste regole sono state tutte infrante. Altri consigli?

3 responses so far

Set 03 2008

Regali su Facebook: $35m l’anno

Via mashable, leggo che i regali virtuali su Facebook genererebbero, secondo una stima, circa 35 milioni di dollari l’anno sull’intero fatturato di oltre 300 milioni. Leggendo il post, è interessante la metodologia di com’è stato valutato questo fenomeno. Sembra impossibile che ci siano persone disposte a spendere anche un solo dollaro per regalare un oggetto da esporre sul wall dell’amico.

E’ vera economia virtuale questa.
Chissà quali potrebbero essere i prossimi sviluppi.

4 responses so far

Ago 28 2008

Facebook supera Msn

Published by admin under social network

In percentuale vince ancora MSN, ma quando stamattina ho visto su Facebook più utenti collegati di quanti ce ne fossero in termini assoluti su MSN, ho pensato che il cambiamento è proprio in atto.

Sono il solo?

6 responses so far

Lug 23 2008

Facebook vs Linkedin

I ragazzi di Compete si sbizzarriscono in un confronto tra i due Social Network definitivi. La mia impressione, condivisa a più voci con alcuni amici e addetti ai lavori, è che, quando passerà di moda mostrarsi a tutti in questo modo, Facebook avrà dei seri problemi.

4 responses so far

Feb 19 2008

Relazioni ai tempi di facebook

Published by admin under io, social network, vita reale

Tempo fa Vittorio si interrogava sul concetto di fiducia quando si accettano richieste di contatti da parte di persone più o meno conosciute: una volta accettata la connessione, su linkedin, facebook o altri social network, scatta un meccanismo per cui i miei contatti, vedendo la nuova aggiunta, credono di potersi fidare di questo nuovo contatto.

Tuttavia, esistono elementi di distorsione, continua Vittorio: Ma se poi qualcuno di quelli che ho in lista, fra cinque anni poni l’esempio, lo beccano per traffico d’armi, a me che succede? Chi glielo spiega ai carabinieri che eri solo stato cortese su Facebook?

Purtroppo su molti contatti non è possibile fare una selezione: non è carino non accettare una request da chi non sopportavi al liceo o che consideri una baciapile accademica. Proprio per questo motivo, tra le applicazioni che vanno per la maggiore su Facebook, ci sono quelle che permettono di ordinare le tue amicizie, così come su linkedin, il network per le relazioni professionali, è possibile raccomandare alcune persone.

Questo preambolo per dire che proprio ieri mi è capitato di vedere tra i miei contatti, la nuova foto del profilo inneggiante a un nuovo soggetto politico, sedicente pro vita. A parte il disgusto per questa banalizzazione dell’agone politico, teso a esasperare gli animi, a radicalizzare l’arena del confronto, ad ottenere squallidi contropartite, ho deciso di eliminare questo contatto, non tanto per le idee - legittime, pur mooooolto opinabili -ma perché mi disturbava l’idea che i miei contatti - tramite i meccanismi di minifeed o anche semplicemente andando sul mio profilo a vedere i miei amici - potessero vedere quel logo.

Esagerato? Probabile, il punto è questo: presumo, so che i miei amici si fidano di me e in questo modo li tutelo: non voglio farmi veicolo inconsapevole di propaganda di idee in cui non credo.

4 responses so far

Gen 09 2008

Il mio amico Obama, endorsement 2.0

Published by admin under io, segnalazioni, social network

Da queste parti si gode come un eurinaceo durante il periodo delle campagne elettorali negli States, Caucus prima, Presidenziali poi. Stamani, mentre facevo colazione, stavo guardando su Rai 3 proprio un servizio in merito, concentrato sulla figura di Barack Obama. Quello che sta accadendo - era la tesi dello speciale - è una campagna elettorale all’insegna del sogno americano, una riedizione della campagna di JFK di oltre 40anni fa, o di suo fratello Robert, magistralmente ripreso in quell’ottimo film che è Bobby. La parola chiave - oggi come allora - è speranza, non a caso utilizzata da Obama nei suoi discorsi, insieme a cambiamento e credere (change we believe in).

Al centro della sua campagna on line, c’è il sito ufficiale con i link agli altri strumenti di comunicazione, da quelli classici come la newsletter a quelli più coinvolgenti come i social network. E’ naturalmente presumibile che dietro a questi ci sia una squadra ad hoc,  ma è apprezzabile lo sforzo nell’andare dove gli elettori sono e non il contrario, contrario che avviene spesso con l’utilizzo improprio dei mezzi di comunicazione di massa. Detto questo, l’endorsement 2.0 - è il caso di dirlo - scelto dal team di Obama è composto da flickr, facebookmyspace, youtube, linkedin,  ognuno diretto ad uno specifico target. Gli insiemi presentano sovrapposizioni di target e diverse zone grige.

  • Flickr: foto dei dibattiti pubblici e dei volontari che lavorano alla campagna. Obiettivo: coesione interna e ampliamento della base.
  • Myspace: con oltre 200mila “friends” si presenta un po’ come il Veltroni degli US: amico di tutti! Barack, my dear,  seleziona un poco! Curiosità, è presente un banner pubblicitario segno che il profilo è stato creato gratuitamente, un po’ come hanno fatto la più parte dei friends adolescenti di Obama. Identificazione con l’elettorato: brat rats che non voteranno ma romperanno le scatole in casa in suo favore. Forse.
  • Youtube: oltre 10milioni le views del canale al cui interno sono presenti  oltre 400 video di ogni taglio: interviste, discorsi, commenti dei sostenitori e, infine, messaggi ad hoc agli elettori. Le views dei singoli video vanno da poche centinaia a svariate migliaia. Rincorsa della nicchia, di ogni singola nicchia anzi, a coprire l’eventuale parabola della long tail. Qui il profilo è ufficiale, a pagamento e ben organizzato. Evidentemente, Obama punta molto su questo mezzo a complemento della enorme copertura mediatica di cui gode. 
  • Linkedin: l’obiettivo è quello di accreditarsi come persona affidabile, vista la scarsa esperienza di cui gode: un profilo completo delle sue esperienze, un gruppo per sostenerlo, l’add assicurato dovrebbero permettere al nostro di raggiungere un target ampio e di buon livello, adulto e avviato. Purtroppo non è disponibile il numero delle sue connessioni: il profilo mostra un inutile 500+. E’ interessante cmq che Obama, o chi per lui, abbia postato una domanda sulla politica sulle piccole medie imprese che dovrebbe seguire, ricevendo poco più di 1400 risposte.
  • Twitter: poco meno di 7000 followers e 7000 following. Barack è un uomo cui piace ricambiare la cortesia di seguire i propri followers. Al 9 gennaio gli update sono finora 56: potrebbe essere davvero lui a cinguettare, spero che a novembre canti anche. I suoi twit cmq sono segnalazioni di pubblici dibattiti e apparizioni. 
  • Su Facebook, il discorso si fa complesso. Troviamo non solo il profilo ma anche la pagina dei gruppi, di sostegno e  addirittura 2 applicazioni. Bisogna capire quanio di questi strumenti siano ufficiali. Certamente i numeri sono enormi: oltre 200mila supporter sul profilo ufficiale. Più impressionante è il numero dei gruppi a lui dedicati, oltre 500. La capacità enorme di Facebook di creare legami, oltre che dipendenza, si combina perfettamente con la necessità per Obama di creare enodorsement e uno zoccolo duro con un elettorato giovane. Di che tipo non si sa. Sicuramente, data la qualità della piattaforma di alto profilo e istruito.
    Ci sono anche delle applicazioni che tuttavia non hanno successo, visto il bassissimo numero di aderenti.

A corredo dell’operazione sui social network vengono forniti anche codici per inserire dei banner di sostegno nei profili o nei blog (come quello di sopra). 

L’epoca di Howard Dean sembra il mesozoico, invece era solo 4 anni fa. Chiaro i tempi non erano maturi però fa una certa impressione l’enorme scalino tra le due campagne.  

A causa della globalità della rete, il punto debole di queste cifre è separare il dato americano dal resto del mondo. Effettivamente - e questo post ne è una prova - noi Europei siamo molto attenti a quello che succede negli States, diamo il nostro sostegno dimenticandoci un particolare importante: non votiamo. Anche se, parafrasando una battuta di Eco, visto che gli US governano il mondo, perché non possiamo votare Barak anche noi?

One response so far

Dic 24 2007

Top applicazioni e gruppi su Facebook

Published by admin under social network

Come ogni fine anno, è il momento di dedicare un po’ di tempo alle classifiche. Difficile non essere d’accordo sul fatto che questo è stato l’anno di facebook, la piattaforma di Social Network nata tra i banchi universitari.
Nella più personale delle interpretazioni, segnalo quelli che secondo me sono i gruppi e le applicazioni più belle su questa piattaforma.

Gruppi

  1. My Friends Are Getting Married. I’m Just Getting Drunk
  2. you know you are from des when (NDR il DES è il mio corso di laurea)
  3. Please take my phone away when I start drinkin
  4. Alcohol Improves my Foreign Language!

Applicazioni

  1. Addicted to OC: una battuta di Seth
  2. Addicted to Calvin e Hobbes: un aforisma di Calvin+Hobbes
  3. Political Compass: un test per capire da che parte stai e soprattutto scoprire da che parte stanno i tuoi amici
  4. What kind of drunk are you? Simpatico test per capire il tipo di ubriacatura che più ti rispecchia

Insomma, test e applicazioni apparentemente inutili con la caratteristica non indifferente che creano legami, instabili e trasversali, labili e diffusi. Apllicazioni e gruppi sono la prossima frontiera del marketing on line, legato ad una dichiarazione di morte e un’altra di resurrezione un giorno sì e uno no.
Molti di questi gruppi e applicazioni sono molto diffusi (perlomeno tra i mie contatti): vero, l’alcohol è un “fludificante della socialità” (cit.) ma ogni volta che mi arriva un’invitation così scherzosa, non riesco a dire di no, come alla prossima birra del resto.
Qual è il motivo di tale successo di questi gruppi e applicazioni? Cheers!

No responses yet

Next »

Chiudi
Invia e-mail