Tag Archive 'cut copy'

Feb 24 2009

Breaking Zen, vol. 1: il macellaio

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Sarebbe bello che questo fosse un meme e che anche altri rispondessero. In ogni caso, Eazy chiama, Breaking Zen risponde con il primo meme 2009.
Ecco quindi la prima uscita di Breaking Zen vol. 1 - mi sa che nn arriva alla 3 - in cui da queste parti si prova a fare una traccia di 18 minuti con 7 pezzi provenienti dai generi più disparati, macellati a dovere e con stacchi da brividi, in perfetta discronia, ma almeno con una - si spera - buona scelta della selezione che, con il tempo, sarà coadiuvata da una certa maitrise nell’arte del mixing.
Ci sono dentro Morricone, Groove Armada, Midnight Juggernauts, Par-t-one, Cut Copy, Madonna e, infine, Familjen.
Il tema, che poi è anche l’obiettivo, è quello di divertire, ballare e muovere le anche, soprattutto quelle delle ragazze che da queste parti si amano tanto sul dancefloor: d’altra parte a Roma si dice che donna che muove l’anca o è mignotta o poco ce manca.
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Gen 06 2009

Di iPod, longevità e fruizione

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E’ tanto tempo che ho in canna questo post: l’ottimo Gioxx chiedeva alla fine di novembre quali fossero gli album più longevi sul proprio lettore mp3. Nel mio caso, con una certa calma, mi fa piacere segnalarne 3 che, nonostante siano cambiati i gusti di chi scrive e soprattutto il modo di fruire la musica, rimangono lì imperterriti.

  • Lenny Kravitz5“: bellissimo album del ‘98, scoperto durante una vacanza con Eazy, che all’epoca era Wasta, all’Elba, vacanza dove l’unica volta che finimmo in spiaggia nn facemmo neanche il bagno, per le meduse. Per poi dormire, alzarci alle 5 e andare per i dancefloor dell’isola all nite long (seeeeeeeh). L’Elba fu anche il luogo della prima versione di Sweet home Alabama dei Lynird Skynird che mi ricordi e di una pasta krasta wurstel e tonno che ci inventammo. Grandissima vacanza dove Eazy cominciò a diventare il mio spacciatore di riferimento.
  • Autori Vari300% dynamite“: compilation con i più classici autori reggae da Lee Scratch Perry a Shark Wilson a Sister Nancy, praticamente la base per ogni dj che si rispetti e per ogni serata con un unico comune denominatore: il grande fun. Anche questa è opera di mr. beloved Eazy ma il ricordo più vivo legato a questo album fu il soggiorno di una casa di Limerick alle 6 del mattino, con il bagno del piano di sopra che colava acqua di sotto sul dancefloor e noi di sotto a ballare, fradici, sulle note di Jungle Lion (parte a 23s con quel fenomenale riff). Gran vacanza, grand potatoes.
  • Autori Vari7 - Gli Anni ‘50“: anche questa è una compilation di quelle dedicate al Jazz che uscirono con Repubblica intorno al 2000. Ci sono dentro pezzi famosissimi jazz come Take 5 di Dave Brubeck o That old black magic di Oscar Peterson, pezzi magici e simbolo del periodo jazz più vispo, spensierato e ricercato che sono stati gli anni ‘50. E’ un album molto legato ad un volto: la persona non c’è più da un certo punto di vista ma per fortuna l’album è rimasto :)

Questi sono gli album più vecchi che, mi sembra, ho caricato per primi e ho continuato a portarmi dietro i diversi lettori che ho avuto. Certo, il modo di fruire la musica è cambiato ed è quasi antistorico parlare di album in un momento in cui gli album esistono sempre meno e si ascoltano bulimicamente singole tracce così come gli artisti sono sempre più orientati a ragionare proprio in questa direzione.

Proprio per questo motivo, ancor più apprezzabile dovrebbe essere un’opera come Dystopia (gran rece di Eazy) degli amati Midnight Juggernauts che hanno creato questo album pensando ad atmosfere spaziali, quasi alla star trek, sul viaggio, la fuga, la ricerca di se stessi e di un nuovo spazio, lontani da una Terra distrutta.

Il concept album, una creatura misteriosa che rinasce nel 2008 con questo gruppo, i Midnight, decisamente anni ‘70 nelle sue sonorità e nelle citazioni. Quest’opera, nella speciale classifica di fine anno, non è stata citata perché la si credeva erroneamente del 2007 ma si sarebbe piazzata sicuramente seconda dopo quel capolavoro dei Cut.

Inutile ricordarlo, il 2008 è stato l’anno dell’Australia.

This world don’t mean a thing to me, without those songs you sing to me

Midnight Juggernauts “Nine lives

Midnight Juggernauts “Shadows” (cominciano lente ma poi spaccano)

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Dic 22 2008

Disco dell’anno 2008

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Ci sono dischi da far emozionare da quanto sono belli, per i quali la scelta come disco dell’anno 2009 è diretta, intuitiva, immediata, tanto che forse una vera decisione sarebbe per il secondo posto da ponderare, decidere e, infine, assegnare ad uno a caso tra Meg, Bugo, Baustelle, per gli italiani, e Yeti, Vampire Weekend, Glimmers per gli stranieri.
Il risultato è un po’ la logica conseguenza dei numerosi ascolti e di tutti quei momenti - nella banalità dell’esistenza - in cui uno dei loro brani era lì a fare da original soundtrack: salendo le scale da urban outfitters, davanti ai fornelli in cucina, camminando lungo, solitario e orgoglioso davanti a un certo portone.
Un album - questione di gusti - perfetto e spensierato, profondo e narciso. In Ghost Colours, Cut Copy e tutto il resto conta ma manco troppo. Home is where heart is. (my space)

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Set 26 2008

Venerdìchicca/1

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Weekend dedicato alla Ellen, ai party privati teutonici e alla buona musica. Come sapete, da queste parti  si considera la scena australiana la più interessante del momento. I moroderiani Midnight Juggernauts, gli incantevoli Cut Copy e i maranzissimi Presets. Scartabellando per songza, mi sono ritrovato un paio di chicchette niente male con al centro proprio i Presets, che farebbero ballare una cornetta del telefono, e altri due gruppi che amo molto, Bloc Party e Digitalism.
Bloc party 2 more years + The Presets Down down down: qui
The Presets Down down down (Digitalism RMX): qui

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Lug 26 2008

L’estate in cui i Cut Copy mi dissero basta

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Non si può andare a tutti i concerti che si vorrebbe, bisogna saper fare delle scelte, rinunce, sacrifici (NB adoro i climax, soprattutto d’estate, come i kleenex d’inverno), ben consapevoli del rischio che uno dei gruppi cui hai rinunciato potrebbe diventare la colonna sonora della tua estate, così in bilico tra giovinezza e prese di coscienze. Ed è così che è cominciata.

I Cut Copy nascono da queste parti in marzo e, dopo la sbornia americana a base di beatles, li ho riscoperti: 316 ascolti in 3 settimane su 7-8 canzoni (la mia preferita è feel love, subito dopo il bridge) nn sono pochi, più quelli della loro compilation sotto il marchio Fabric, il locale londinese.

Il loro pop elettronico è l’ideale per chi vive la sua ultima estate prima degli autunnali 30: rigurgiti adolescenziali, temi leopardiani da dì di festa di allora, atmosfere delle feste di oggi dove scatta il “liberi tutti” e ci si pente subito dopo di una vita vuota.

Una solarità che volge alla nostalgia e al tramonto, proprio come i 30.

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