Tag Archive 'conferenza'

Dic 20 2013

LeWeb 2013: 10 momenti TOP + 1 überfun

Published by under comunicazione,Startup

Credits: Heisenberg Media

Sono molto felice e fortunato di aver partecipato a LeWeb Paris anche quest’anno: è una conferenza che non solo ho visto crescere negli ultimi 5 anni ma che presenta anche discorsi di forte ispirazione.

Con questa slide metto a disposizione di chi non c’era i momenti che mi porterò da questa edizione.

Ah, c’è un elemento überfun nella presentazione, qual è? Tra chi lo trova sarà estratta una sorpresina (stupida ma ci piace giocare, no?).

LeWeb 2013: 10 momenti top più 1 überfun from Zeno Tomiolo

Commenti disabilitati su LeWeb 2013: 10 momenti TOP + 1 überfun

Dic 11 2013

Kawasaki a LeWeb 2013

Published by under comunicazione,Startup,Web Economy

Adoro Guy Kawasaki e forse anche per questo i momenti migliori di LeWeb 2013 sono stati quelli con lui: nel suo CV ci sono Apple, Sequoia, Motorola, sempre all’insegna della tecnologia e delle imprese in grado di fargli muovere un interesse che sfocia nell’investimento, la passione e l’uso compulsivo. E’ affabile e disponibile Kawasaki, sempre pronto ad ascoltare e dare buoni consigli da buon pater familias in un linguaggio molto semplice e diretto. A un ragazzo consigliato dal proprio investitore di trasferirsi dove si trova il fondo di investimento, ha detto di cercarsi un altro investitore, non è amore se vengono poste delle condizioni di questo tipo, piuttosto è meglio aprirsi una società in Delaware con l’headquarter sulla West Coast lasciando i programmatori a Parigi.
Kawasaki ha molto parlato di prototipi da costruire, è per lui il modo migliore per diventare imprenditori e ottenere l’attenzione di chi mette i soldi: qualcosa di cui essere assidui utilizzatori in primis e di cui innamorarsi, sperando di non essere il solo al mondo a volerla usare.
Interessante anche il suo punto di vista sui Social Media, che lui usa tramite Buffer, un prodotto di cui si è innamorato tanto da investirci. Il suo pensiero in merito è che se nessuno si è lamentato con te, significa che non li stai usando abbastanza.
Un’altra nota di colore della sua presenza riguarda una lamentela in occasione di LeWeb: negli anni tra i punti deboli della conferenza (e di Parigi in generale), c’erano stati trasporti, wifi e, addirittura, riscaldamento. Quest’anno l’unica lamentela ha riguardato la taglia troppo piccola, secondo Kawasaki, degli asciugamani, segno che, nonostante il cambio della proprietà e una minore grandeur che in passato, le cose hanno funzionato.

[update] A margine del suo intervento, ho scattato una foto con lui. Come ho scritto su Twitter è stato come essree in presenza del mio GGG del Tech. E’ così che lo vedo. Bellissimi anche i commenti che si sono sviluppati su Facebook: più che una presa in giro – che ci sta –  per il mio essere poser, l’ho vista come una bella dimostrazione d’affetto.

Commenti disabilitati su Kawasaki a LeWeb 2013

Dic 09 2013

LeWeb 2013: le 10 persone più interessanti

Parigi è l’ormai tradizionale corso di igiene mentale che mi prendo ogni anno grazie agli organizzatori di LeWeb. Quest’anno, come al solito, sono riusciti a portare personaggi molto importanti. Eccone una lista.

Li seguirò senza dubbio nei loro interventi anche se la speranza è quella di beccarli nei corridoi o di conoscerne di ben più interessanti. LeWeb è, infatti, sinonimo di Serendipity.

LeWeb13: le 10 persone più interessanti from Zeno Tomiolo

Commenti disabilitati su LeWeb 2013: le 10 persone più interessanti

Dic 12 2012

Tutti gli italiani di LeWeb2012: le startup, i team e gli investitori (più il fantasma di Massimo Banzi)

Published by under Startup,Web Economy

Da Che Futuro

Per parlare dell’impatto degli Italiani su LeWeb 2012 – la conferenza parigina sui temi dell’innovazione tra le più importanti a livello mondiale – si potrebbero scomodare alcuni personaggi che hanno fatto fortuna in Francia come Caterina De’ Medici, Leonardo da Vinci e Paolo Conte ma per questo Rinascimento italiano che parte dal fenomeno delle startup non c’è una figura particolare come l’anno scorso quando ha trionfato Beintoo alla Startup Competition.

Eppure, questa edizione parla senza dubbio italiano grazie alle finaliste della Startup Competition, all’alto numero tra gli addetti ai lavori (anche sul palco con Marco Montemagno) e al vero convitato di pietra della rassegna, Massimo Banzi di Arduino. Infatti, quest’anno il tema era Internet of Things, la prossima stagione tecnologica in cui gli apparecchi possono essere collegati fra loro tramite Internet, rendendo il mondo sempre più programmabile. (continuaContinue Reading »

Commenti disabilitati su Tutti gli italiani di LeWeb2012: le startup, i team e gli investitori (più il fantasma di Massimo Banzi)

Nov 05 2012

Pioneers Festival: Clash of the Founders e Startup Competition

Published by under Startup,Web Economy

(Credits Foto: i bravissimi Heisenberg Media (sitofacebook) in CC-BY.)

Alla Startup Competition del Pioneers Festival ha trionfato Poikos che, al termine di 3 giorni molto intensi, è stata scelta come la vincitrice di un assegno di ben 25.000 euro.

Poikos ha sviluppato una piattaforma chiamata FlixFit, completa di API a disposizione di chiunque, che permette di prendere da remoto le misure 3d delle persone. I vantaggi – non solo per l’e-commerce, che vanta un 40% di resi nel settore dell’abbigliamento –  sono enormi.
Rispetto alle 8 finaliste, Poikos emerge perché ha saputo coniugare quello che la giuria chiedeva: chiarezza dell’esposizione, tecnologia, estrema facilità d’uso, modello di business e prospettive future. (continua) Continue Reading »

Commenti disabilitati su Pioneers Festival: Clash of the Founders e Startup Competition

Nov 03 2012

Pioneers Festiva: L’impero (delle startup) colpisce ancora

Published by under Startup,Web Economy

da Che Futuro 

“Fammi un po’ capire quello che stai dicendo: gli austriaci sono precisi come i tedeschi e lazzaroni come gli italiani? Ma allora questo è il Paese di Bengodi!” Quando Caroline – il nome è di fantasia – mi ha parlato per la prima volta di come funziona l’Austria, il pregiudizio era ancora fermo a Francesco Giuseppe e al maresciallo Radetzky.

Eppure, è un  Paese che vuol cavalcare la modernità: c’è, infatti, un filo rosso che collega l’impero austroungarico a Internet.

Qualche anno fa, Roberto Bonzio, fondatore di Italiani di frontiera, in uno dei suoi impressionanti monologhi aveva paragonato Internet al mondo ebraico: una lingua comune, un territorio senza confini, multietnico, unito per valori e codici.

Valori, questi, che si possono attribuire anche all’Impero austroungarico.

A quasi un secolo dalla fine degli Asburgo, l’Impero colpisce ancora, ospitando questa rassegna che si chiama Pioneers Festival, e lo fa puntando sul leit motiv dell’uomo contemporaneo: l’ entrepreneurship. (continuaContinue Reading »

Commenti disabilitati su Pioneers Festiva: L’impero (delle startup) colpisce ancora

Set 24 2012

LeWeb Startup Competition: now!

Published by under Startup

Si sono aperte poco fa le candidature per la startup competition di LeWeb che l’anno scorso ha visto trionfare gli amici di Beintoo!

Si tratta della più eccitante competizione per startup che abbia mai visto, è di fronte a un panel qualificato e pubblico eccezionale, e di conseguenza la visibilità è tanta.

I criteri per partecipare sono:

1. Meno di 2M di $ di finanziamenti;

2. Lancio del prodotto durante LeWeb;

3. Target business o consumer.

Si raccolgono candidature fino al 21 ottobreProvateci!

Commenti disabilitati su LeWeb Startup Competition: now!

Set 13 2012

LeWeb ’12: il fascino discreto di Internet

Pare che anche quest’anno ritornerò a seguire LeWeb, una di quelle conferenze con panel eccezionale e tanta socialità diffusa tra gente dell’Internet. Uno di quei posti dove è importante esserci perché incontri il mondo e manca soltanto Dio (e non mi riferisco a quello Steve morto l’anno scorso..).

A dir la verità, da queste parti, non ci si sperava tanto nella riconferma ma sono stato molto fortunato. Si sa che con Paris ho un feeling particolare e che per me LeWeb rappresenta un corso di igiene mentale sulle stato dell’Internèt.

Fatta questa premessa, quest’anno il tema 2012 è Internet of Things, ovvero come cose, sistemi e persone potranno comunicare attraverso un indirizzo ip: è il fascino discreto di Internet che penetra sempre più con facilità nelle nostre vite e, finalmente, nei nostri oggetti.
Ne avevo sentito per la prima volta su Working Capital con il progetto di Andrea Reginato e da allora sono passati due anni, le possibilità e i mercati sembrano illimitati e parlarne ora, dicono, è come prevedere il mercato per le plastiche nel 1940.
A LeWeb si proverà a farlo e per questo motivo invitano al solito gente che ne sa a pacchi anche se, pare, stanno ancora cercando qualcuno da invitare.
La prima persona che mi è venuta in mente è una persona molto intelligente che ho avuto l’onore di conoscere un anno fa e che mi ha travolto con la sua capacità di comprendere e interpretare Internet nelle sue 8 miliardi, come gli individui sulla Terra, di sfaccettature.
Questa persona si chiama Nerio Alessandri, il fondatore di Technogym, uno talmente figo che nella sua bio su twitter scrive Italian startupper, Technogym founder, promoting Wellness as an opportunity for a better World.

Secondo me lui può dare molto in termini di vision su come legare l’Internet of Things con il fine sociale (il Wellness), e si merita un palcoscenico internazionale. Io l’ho votato, perché non lo fate anche voi?

Commenti disabilitati su LeWeb ’12: il fascino discreto di Internet

Mag 22 2012

Social Business Forum 2012: I Social Media sono i CCT di un’azienda

Per le aziende i Social Media possono essere CCT che, quando va bene, si possono intendere sicuri come gli agés Certificati di credito del Tesoro, oppure, quando va male, come i famigerati Confusione Casini Trambusto. Dipende – come qualsiasi mezzo – dalla padronanza e dall’uso che se ne fa.

A mettere ordine nella materia e a dare spunti per un uso corretto dei Social Media, sia in ottica b2c che b2b, ci pensa ogni anno una realtà come Open Knowledge che anche per questo giugno si è messa a organizzare il Social Business Forum. (mi sembra di essere il Rutelli di Guzzanti, ma chi ve lo fa’ fare, siete dei grandi).

Anche quest’anno la conferenza sembra avere il suo perché: la comunicazione tout court non può più bastare, alle aziende bisogna dare idea dei tassi di conversione e di come un uso dei social media possa influire, positivamente, sui processi aziendali e verso gli utenti. Un’azienda più aperta, lavora meglio, è più recettiva al cambiamento, si evolve, sopravvive.

In particolare, i temi di quest’anno sono:

  • Coinvolgimento attivo del cliente;
  • Social Commerce;
  • Integrazione di collaborazione e processi;
  • Social Support e Customer Service;
  • Social Media Marketing e Strategy;
  • Social Business Intelligence e Insights;
  • Innovazione collaborativa e Crowdsourcing.

Insomma, con questa conferenza i Social Media possono dare quegli spunti in più per aiutare le aziende a migliorarsi e a investire in ciò che può aiutarle a uscire, meglio di altre, da questa crisi.

Social Media: da CCT cattivi a buone commodities.

(nel prossimo post, ci sarà un’intervista a uno degli speaker, a mia scelta. Chi posso coinvolgere?)

[Disclaimer, grazie alla mia proverbiale fortuna, una mia vecchia conoscenza, Stefano Besana di Open Knowledge nonché speaker, mi ha invitato ad assistere al Social Business Forum i prossimi 5-6 giugno. In cambio mi ha chiesto due post, uno sul Forum e un’intervista a uno speaker: inutile dire che solo questa ultima possibilità vale il gioco]

Commenti disabilitati su Social Business Forum 2012: I Social Media sono i CCT di un’azienda

Dic 07 2011

LeWeb11: No advise, follow your rules

Published by under segnalazioni,vita reale

Si è aperta oggi a Parigi l’edizione 2011 di LeWeb, l’ormai tradizionale conferenza su Internet, business e dintorni, il vero punto di incontro tra la Silicon Valley e il vecchio continente.

Nonostante il focus fortemente orientato verso la tecnologia, l’appuntamento di oggi è partito con un’intervista di Loic Le Meur, l’organizzatore di LeWeb, al genio francese della moda, Karl Lagerfeld che ha stupito tutti per la sua capacità di legare tecnologia e moda. I due mondi hanno aree di sovrapposizione marcate più di quanto si immagini: si basano entrambi sull’innovazione, sul consenso di un pubblico bramoso di novità e sull’obsolescenza pianificata.
Il bello di una conferenza come LeWeb è proprio la sua capacità di unire mondi differenti, facendone una sintesi. Lagerfeld rientra perfettamente in questo caso: annuncia la sua devozione verso un couturier del design e dell’usabilità come Steve Jobs e riferisce, mostrandone una parte, della sua dotazione Apple: 4 iphone, un centinaio di ipod con la musica catalogata per tempo e luogo, 30 ipad che usa per fare i suoi disegni e schizzi.

La cosa curiosa è che non usa l’email: per lui questo strumento è per chi ha tempo. “Chi è indaffarato, non usa l’email“, dichiara. Al di là delle note di costume e di colore, è stato annunciato anche il lancio di Karl, la sua linea personale in collaborazione con Net-à-porter: la novità è rilevante.
Se negli anni la filiera della moda aveva abituato il pubblico ad un processo che partiva dalla casa di moda e in sei mesi arrivava ai consumatori tramite i buyer e i negozianti, con questa nuova linea lo stilista arriva direttamente agli utenti online, via web. La fase di disintermediazione – uno dei trend emergenti del web degli ultimi anni – viene fatta saltare anche nel caso dell’industria della moda.
Prima di chiudere, Karl Lagerfeld lancia anche il suo messaggio a chi gli chiede un consiglio per le startup: “no advise, follow your rules“.

La mattinata continua con diversi interventi, non tutti della caratura o dallo stesso impatto dello stilista. Bisognerà attendere il pomeriggio per avere un intervento di peso, quando sarà il turno di Eric Schmidt, l’uomo che da CEO ha fatto crescere Google prima di lasciare in aprile la carica a Larry Page. (qui il suo intervento)

Dopo una demo piuttosto istituzionale di Honeycomb, Schmidt si è lasciato andare a un dialogo molto franco e diretto con Loic Le Meur, dando una sua personale visione di come sarà nel futuro il rapporto dell’uomo con la tecnologia: “in 20-30 anni sia le macchine che gli umani continueranno a fare quello che sanno fare meglio. Le macchine hanno calcolo e infinita memoria, le persone creatività, intuizione, immaginazione“.
Schmidt sembra sincero quando parla dell’importanza della competizione e del ruolo emergente dell’Europa: “Silicon Valley needs a competitor and Paris is one of the cities that has the capacity to become one” e “places with the highest diversity and competition creates the strongest organisations” sono le frasi che più hanno fatto applaudire la platea. Proprio in Europa, a Parigi, Google ha appena aperto un nuovo polo Ricerca e Sviluppo, dal quale si spera di sviluppare un ecosistema di innovazione. Per Schmidt, “the Internet is the core source of future growth in Europe”.

Difficile mantenere i livelli dell’intervento di Schmidt. L’ultimo degno di nota della giornata è infatti quello dedicato a Mister Instragram, l’app che ha reso grandi fotografi 15M di utenti. Kevin Systrom ha spiegato come è nata la sua creatura, dedicando molto tempo alla user experience e alla costruzione di un team di eccellenza: “Per metterlo in piedi, ho pensato ai migliori ingegneri e designer da portare a bordo“. il prodotto prima di tutto, una lezione che dovrebbe essere tenuta a mente dalle startup che nei padiglioni a fianco stanno facendo i loro pitch per la Startup Competition 2011. Ma questa è una storia che si racconterà a parte con polemica e giudizio.

Commenti disabilitati su LeWeb11: No advise, follow your rules

Dic 04 2011

C’est chic, c’est glamour, c’est LeWeb

Published by under segnalazioni,vita reale

Bene, il titolo di questo post è assolutamente vacuo e superficiale. Il motivo è che da queste parti è come fosse Capodanno, un nuovo inizio per ricaricare le pile e farsi un corso di igiene mentale. Questo rappresenta Le Web: il paese dei balocchi per chi è innamorato di business e Internet, pochi giorni per resettare e ragionare un poco sui prossimi mesi a livello professionale e amatoriale, facendosi ispirare dal panel delle persone presenti e dalle conoscenze serendipitose che capitano ogni anno.

Se proprio non avete altro da fare, da queste parti si dovrebbe dare adeguata copertura tramite Social Cosi, Twitter in primis ma anche FF e FB.
Di motivi per partecipare alla manifestazione (anche via streaming, è gratis) ce ne sono molti ma scritto qui fa molto scarrafone a mamma sua. Lasciamo parlare gente competente.

Commenti disabilitati su C’est chic, c’est glamour, c’est LeWeb

Mar 31 2010

Cronache catanesi

Published by under io,vita reale

Hey Tony, finalmente vengo io giu’ e non tu al Nord. Be’, oh-Dio, anche tu ci metti di meno a venire a Milano che a Catania“.
Sindaco: “Ci dovete mettere nelle condizioni di poter lavorare
Giornalista: “Siete voi dell’amministrazione che dovete mettere le aziende nelle condizioni di poter operare
Sarebbe ingeneroso verso i partecipanti e i contenuti ridurre a queste frasi quanto invece di buono è stato e ha rappresentato questo convegno, perché a parte queste battute la giornata di Catania ha permesso a chi scrive di incontrare finalmente realtà diverse che hanno gli stessi problemi di quelli che ci sono al Nord, benché – è un’impressione – più amplificati.
Rispetto a tanti convegni celebrativi e autoreferenziali, veri e propri eventi di fuffa marketing, i dibattiti di Catania sono stati ricchi di spunti e non sono stati certamente ingessati.L’atmosfera che vi si respirava era tuttavia pieno di contraddizioni. Se al piano di sotto, c’erano gli Stati generali dell’ottimismo e del fare, sopra c’erano quelli della mestizia, disillusione, lamentela, tanto era lo sconforto su legalità, assistenzialismo, impunità.
Quel che è emerso è che ci vorrebbe una classe dirigente molto forte e autorevole. In effetti e’ un bel segnale, inciampo iniziale a parte, vedere il Sindaco seduto in penultima fila ad ascoltare e a non fare la figura del Paolo Romani, ovvero la figura di colui che con protervia e arroganza dimostra una chiara ignoranza della materia.
La coscienza di un problema e cominciare a cercare la soluzione, anche chiedendo consiglio agli esterni, sono già un buon inizio. Durante il dibattito, è stata anche buttata lì e raccolta l’idea di un tavolo operativo tra le diverse componenti sul palco, composta di imprenditori, venture capitalist e istituzioni. Si vedrà se sono le solite parole al vento.
In ogni caso, l’incontro è stato per chi scrive un corso di igiene mentale dove poter trovare conferma di alcuni stereotipi, cancellarne di altri e cogliere alcuni segnali di cambiamento, pur in un contesto segnato dall’immobilismo e dalla disillusione. Speriamo di coltivare questi segnali e farli crescere.
La prima parte della mattinata si è sviluppata intorno a dei dibattiti piuttosto accesi, in pieno stile catanese come mi ha spiegato la mia fonte locale.
Perché i talenti non sono messi nelle condizioni di lavorare? Tolleranza e Tecnologia dove sono? Proprio la brava Elita Schillaci, economista, ha dichiarato “Contaminazione tra culture, premiazione del merito, persistenza dell’azione devono essere le direttive secondo cui lavorare per l’innovazione“.
Come si colloca questa frase, perorata peraltro dalle mitiche formule di Richard Florida, non tanto a Catania ma in Italia, con una amministrazione che fa del diverso un delinquente a prescindere (vd il reato di immigrazione clandestina)?
Altri spunti significativi sono stati i seguenti:

Il gggiovane industriale: “Siamo in una regione dove i direttori generali vengono scelti dalla politica
Il rappresentante di ANCE: “No, il problema è che gli infermieri vengono scelti dalla politica

Il giovane sviluppatore/imprenditore a latere dice: “Lo spazio di 100mq all’incubatore con Sviluppo Italia costava 400€/mese prima che il Governo delegasse tutto alle regioni. Ora costa circa 800€/mese” (da verificare)

L’anima critica della città, 90enne architetto di sinistra: “Oggi c’erano 11 giocatori che giocavano tutti per una porta diversa“.

La guida di montagna, trasferitasi dal Nord qualche anno fa: “Qui c’è gente che non ha l’acqua e pensiamo alla tecnologia

Il consulente milanese: “Qui avete una risorsa enorme, il turismo, e la sfruttate male: forse l’innovazione dovrebbe partire da lì?

Il sociologo bollito: “Bisogna puntare sui digitali bla bla bla bla

Se vogliamo vedere gli aspetti positivi c’è coscienza di un problema e di alcune necessità ma si ha come l’impressione che sia una situazione gattopardesca. Si metta da parte questo elemento.

Nel pomerigio è stato il turno dei pitch, la maggior parte dei quali erano tuttavia un po’ embrionali, spesso senza slide e un’idea anche minima di metriche e struttura dei ricavi.
Per carità, quest’ultima cosa non è proprio necessaria. Parlando infatti con uno dei venture capistalist presenti, chi scrive gli ha fatto notare molte critiche che spesso vengono fatte ai VC proprio sulla loro richiesta di business plan, richieste che secondo i detrattori servono solo a farsi dare dati e idee gratis. Chiaramente non può essere così altrimenti il gioco non reggerebbe e il VC in questione avrebbe una pessima reputazione.
Quello che l’interlocutore ha detto di importante è che i business plan sono vecchi il giorno dopo e che servono solo a capire se le persone e il team hanno una volontà forte e una capacità di organizzare con coerenza un modello. Poi, più che il modello di business, sono importanti le eventuali metriche che possono esprimere il potenziale di un’idea.

Altri spunti più o meno interessanti sono stati InollSenseable Cities, la e-ludo di Salvo Mica (segnalatami dal buon Kurai) che sta creando un social – per viralità e valenza educativa – game sulla mafia, i Google Technology User Group su Catania del palermitano Francesco Passantino, l’importazione del modello di Barcellona di Roberto ChibbaroSeeMS per scrivere SMS in mobilità, Il Cubo mediatico per portare Internet nelle piazze.Il resto degli appunti li trovate su FriendFeed.

Tra le altre presentazioni quella del mio boss – #momentoslapslap – è stata ottima non solo perché ha preso temi a me cari (NDR chi scrive è laureato in scienza delle finanze) ma anche perché ha messo in rilievo alcune cose che lo Stato può già fare per permettere la nascita e la crescita sostenibile delle aziende: saldo iva al saldo fattura per le aziende sotto i 5 anni, conversione fiscale per chi produce utili e li reinveste per assumere nei primi 3 anni, finanziamenti fiscali ad hoc per le startup.Il loro limite è che sono di buon senso ma tant’è. A queste si potrebbe aggiungere una proposta: saldo fatture a 60 giorni effettivi, soprattutto da parte dello Stato che spesso fa i pagamenti. Hey, Brunetta della Pubblica Amministrazione, cominciamo a dare il buon esempio? Vuoi spiegare perché se un professionista salta il pagamento arriva la finanza, se lo fai tu invece non succede niente o al più ti fai un decreto interpretativo? Soprattutto, dovrebbe essere garantito dalla legge che chi va fuori dai pagamenti, va sotto controllo della finanza. Non la solita sequela dell’ufficio acquisti che ti paga dopo la scadenza e spesso chiedendoti pure lo sconto.

A questo punto è chiaro qual è il filo rosso che collega davvero gli interventi: il vero convitato di pietra della trasferta emerso qua e là nelle discussioni è il bisogno forte di legalità. Ancora dopo quasi 20 anni dalla primavera siciliana.

Se si dovesse riassumere tutto in poche domande: non è velleitario parlare di innovazione quando mancano le certezze su questo versante? Quando in alcuni paesini mancano le infrastrutture di base? Quando Catania e Palermo sono a un 1h30 di autostrada e 4 di treno con cambio a Gela? Possibile che in tre giorni chi scrive non abbia trovato una persona favorevole al ponte sullo stretto?

Alla fine della 3 giorni siciliana, si torna con più dubbi che certezze, e si è quindi piuttosto combattuti tra due orientamenti: ci concentriamo sull’innovazione come volano dello sviluppo possibile oppure proviamo a partire da zero? E quanto siamo disposti a cedere alle nostre pseudo libertà quotidiane per il bene comune? Una risposta precisa qui non si riesce a dare ma forse bisognerebbe cominciare a ragionare su questo aspetto.

Commenti disabilitati su Cronache catanesi