Tag Archive 'competition'

Nov 05 2013

Cervelli in viaggio, non in fuga: l’esperienza e il dietro le quinte di StartupBus in Italia

Con Giovanni Natella, Chiara Adam, Paolo Bertolero, Alessandro Gambera e Mr. X* (“colui che non vuole mostrarsi in pubblico ma potrebbe essere proprio accanto a voi, anzi, potreste esserlo voi stessi“) si è organizzata la parte italiana di una manifestazione internazionale per aspiranti imprenditori (non chiamateli startupper, vi prego). StartupBus** non era mai arrivato in Italia. E’ stato un rischio enorme, una scommessa vinta. Ecco come. 

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Nov 03 2012

Pioneers Festiva: L’impero (delle startup) colpisce ancora

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da Che Futuro 

“Fammi un po’ capire quello che stai dicendo: gli austriaci sono precisi come i tedeschi e lazzaroni come gli italiani? Ma allora questo è il Paese di Bengodi!” Quando Caroline – il nome è di fantasia – mi ha parlato per la prima volta di come funziona l’Austria, il pregiudizio era ancora fermo a Francesco Giuseppe e al maresciallo Radetzky.

Eppure, è un  Paese che vuol cavalcare la modernità: c’è, infatti, un filo rosso che collega l’impero austroungarico a Internet.

Qualche anno fa, Roberto Bonzio, fondatore di Italiani di frontiera, in uno dei suoi impressionanti monologhi aveva paragonato Internet al mondo ebraico: una lingua comune, un territorio senza confini, multietnico, unito per valori e codici.

Valori, questi, che si possono attribuire anche all’Impero austroungarico.

A quasi un secolo dalla fine degli Asburgo, l’Impero colpisce ancora, ospitando questa rassegna che si chiama Pioneers Festival, e lo fa puntando sul leit motiv dell’uomo contemporaneo: l’ entrepreneurship. (continuaContinue Reading »

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Dic 19 2011

Startup Competition di LeWeb: intervista ai vincitori di Beintoo

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Subito dopo aver vinto la Startup Competition di LeWeb, da queste parti si è avuta la possibilità di intervistare per primi Antonio Tomarchio e Rossella Dacono di Beintoo. Emozionati e affaticati da 3 giorni intensi mi han dedicato una decina di minuti per un’intervista senza fili che si è dovuto in gran parte tagliare nelle sue parti più divertenti ma tant’è.
Delle parole scambiate quello che emerge sono la consapevolezza per un bel prodotto, la cura dei dettagli e l’orgoglio di fare qualcosa di ottimo. Respect.
I temi toccati sono le prospettive future di Beintoo, la competizione di LeWeb, vantaggi e svantaggi dell’italianità per una startup dall’istinto globale.

Antonio, CEO e Founder di Beintoo, e Rossella Dacono, Marketing Director, hanno le idee chiare e un’ambizione. Scopritele in questa intervista di pochi minuti.

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Dic 08 2011

LeWeb, Startup Competition: pitch e impressioni

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Lo spazio dedicato alle Startup ha visto protagoniste 16 finaliste, come anticipato settimana scorsa. E’ difficile fare una valutazione dell’effettivo valore di alcune delle società in nuce viste sul palco ma da queste parti qualche impressione la si è avuta. Eccone una lista ma bisogna fare una piccola precisazione al solito: se hai superato la selezione tra oltre 600 application e la scrematura da 32 a 16 partecipanti, insomma, se sei lì, sul palco, a Parigi, a metterti in gioco e parlare di una tua creatura che peraltro stai già costruendo, dette queste cose, allora sei un grande. Si parla sempre, soprattutto da queste parti, ma se fai, hai ragione a prescindere.

  • La prima impressione è che ci siano delle boiate pazzesche in giro.
  • La possibilità di società molto più grandi di implementare il core business di molte startup è relativamente ampia.
  • Ad esempio, gli annunci georeferenziati possono essere facilmente replicati da altre realtà.
  • Dunque, il business model sembra essere non tanto quello di fare un prodotto di cui essere orgogliosi, bensì quello di farsi acquistare.
  • Tuttavia, da queste parti si crede che solo con un prodotto ottimo (sotto diversi aspetti) si possa avere la possibilità di essere acquisiti.
  • Finché le startup avranno come obiettivo principale quello di vendere a società più grandi senza un prodotto strafigo, sono condannate al nanismo o alla scomparsa.
  • Però esistono alcune startup che fanno qualcosa di visionary  e disruptive. Sono quelle che fanno innovazione.
  • Google, per bocca di Schmidt, ha dichiarato di fare un’acquisizione alla settimana.
  • In questo, l’ecosistema Web mi ricorda quello discografico: 3-4 major che fanno il mercato e una miriade di indipendenti.
  • Startup come le Indie, settore R&D come Artist and Repertoire del settore discografico.
  • Con la differenza che sono 100 i milioni disponibili solo in Italia. Una liquidità straordinaria in cerca non solo di idee forti ma anche di un team adeguato (“Io finanzio al 65% il team”, riferisce un investor)
  • In generale, dal punto di vista della comunicazione, pochi hanno eccelso.
  • Per competenza, padronanza e chiarezza, Antonio di Beintoo è stato molto bravo. Si avevano dubbi sul suo prodotto ma ora sono completamente fugati. Ne sentiremo ben parlare.
  • Pur timidi, i ragazzi di ClearKarma hanno fatto una bella presentazione anche se il loro mercato è duro per dievrse ragioni (foodzy, fooducate etc). D’altra parte la loro value proposition è abbastanza forte. Non cambieranno il mondo ma aiutano le persone motivate.
  • Da questo punto di vista, poche startup volano alto: poca vision e pathos nel voler costruire un prodotto eccellente e semplice.
  • La parola giusta per definire la più parte di queste è una: queste startup a Paris sono perlopiù loffe.
  • L’anno scorso c’erano Waze, Paper.li e la GrandeMarmite (non più pervenuta), quest’anno è difficile dire di quale ci ricorderemo il prossimo anno. O forse ci sarà un effetto Jalisse.

Si possono votare le diverse startup sullo spazio youtube dove sono presenti anche i pitch. Check’em out!

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Nov 28 2011

LeWeb: Startup Competition, le 16 finaliste

E’ online la lista delle 16 finaliste alla Startup Competition.

Purtroppo la più parte di queste faranno il lancio proprio in occasione della conferenza per cui è difficile farsi un’idea più o meno approfondita: alcune sembrano delle boiate pazzesche, altre invece sembrano ben fatte, altre ancora über-innovative.

La mia preferita è ClearKarma perché permette alle persone con problemi alimentari di scansionare un prodotto e sapere se lo possono mangiare o meno. Certamente ci sono altri competitor come Fooducate ma il taglio medico/salute mi sembra sia vincente per guadagnarsi una bella fetta di un settore molto importante.

Ecco la lista dei partecipanti, en tout cas:

  • 23minutes.to (US): questo sito aiuta le persone a organizzare in 23minuti incontri basati su wild ideas. Da lanciare.
  • Apila (FR): social network per il parcheggio da lanciare: lascio un parcheggio e te lo dico. Da lanciare.
  • ARNav (PL): applicazione di realtà aumentata per girare in città senza mappe o cartine. Da lanciare.
  • Babelverse (CL): app che permette la traduzione simultanea grazie a una community di interpreti. Da lanciare.
  • Beintoo (IT): community di fruizione di apps con programma premi e dinamiche di gaming.
  • ClearKarma (AT): app meravigliosa per la scelta dei cibi attraverso la scansione dei barcode.
  • Commerces & Co (FR): app per la scoperta dei negozi di prossimità. Ancora da lanciare.
  • Compath.me (JP): condividere i propri interessi e scoprire le attività inerenti intorno. Ancora da lanciare.
  • Echo Labs Limited (HK): app che permette di scoprire i pensieri vicini ai tuoi. Ancora da lanciare.
  • Flagfriend (FR): social gaming basato sulla geolocalizzazione.
  • Gauss (DE): social network di prossimità. Ancora da lanciare.
  • Geokiwi (FR):  annunci di prossimità. Ancora da lanciare.
  • HeyCrowd (FR): app per i sondaggi online da condividere.
  • inZair (CH): pubblicizzato come next mobile messaging. Ancora da lanciare.
  • RadikHub (IN): piattaforma per gestire più utenze sui social network. Ancora da lanciare.
  • Staround (FR): App per foto, opinioni, condivisioni.

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Nov 02 2011

LeWeb, Paris, la Startup Competition e altre quisquilie

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Anche quest’anno, da queste parti, si è avuta la grossa fortuna di ricevere un pass* per LeWeb, Paris, ai primi di dicembre (poi ovviamente è una scusa per restarci un po’ di più).
Un zeste de Silicon Valley en Europeha dalla sua un panel di persone eccezionali (sì, i soliti noti) con la solita possibilità di intercettarle nei corridoi, in sala o in fila per il caffè (è successo con lui). Magnifique.

Come ogni anno, ci sarà anche la Startup Competition, in collaborazione con Google: l’edizione 2010 vide vincitori Waze, La Grande Marmite e Paper.li. Quest’anno sono 32 le semifinaliste, che si sottoporranno alle votazioni online per poi presentarsi sul palco.

Di primo acchito, le startup di quest’anno sembrano volare più alto rispetto all’anno scorso dove di ambizione e genialità se ne vedevano poche. Quindi, da queste parti votare è risultato più facile.

Presto altri aggiornamenti: questo blog è ripreso.

*Si può chiedere un pass come official blogger proprio qui. Il pass, del valore di 2.300 euro, dà accesso ad aree riservate e altre comode quisquilie.

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Dic 05 2010

LeWeb10: le schede della startup competition (1/2)

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Pochi giorni e finalmente potrò assistere alla startup competition (e a latere svolgerà anche LeWeb). Come scritto poche settimane fa, ecco le schede delle startup partecipanti con alcuni miei punti di vista, anche se vale sempre la seguente regola: chi fa, ha ragione.

  • Badgeville, Olanda, è una piattaforma in white label che permette di creare dei programmi di loyalty e partecipazione basati sul sistema dei badge à la foursquare.
    Potenzialità incredibili per aumentare l’esperienza degli utenti sui siti delle aziende. Da testare al più presto.
  • PinPoints, Irlanda, di Cauwill è uno shorter di indirizzi fisici. Scrivi l’indirizzo fisico di un posto e ti restituisce una url ad una mappa du Google. Ad esempio, LeWeb si svolgerà in …(il sito in beta non funziona e non riesco a provare).
    Sembra dalle mille prospettive ma finché non parte una demo per la valutazione delle diverse caratteristiche e integrazioni con altri siti è difficile esprimersi.
  • Deways de City M, Francia, è un sito che permette di condividere la propria auto con altri privati. Hai una macchina che non usi spesso? La metti in condivisione per un tot al giorno.
    Una sola cosa e fatta bene che si inserisce in un trend emergente degli ultimi anni, quello del car sharing. Sembra carino, il sito è però un po’ tristanzuolo.
  • Phonedeck di Desk.io, Germania, è un’applicazione che permette la sincronizzazione tra telefono, social media e Outlook. Il loro valore aggiunto è fornire informazione su chi ti sta facendo la chiamata in arrivo.
    Ma non esistono già queste cose? Da testare anche questo.
  • Fiddme, Israele, è un social network dove pubblicare foto delle proprie scoperte culinarie con conseguente driving sui siti dei ristoranti.
    Fa’ una cosa e falla bene ma altri SN possono già benissimo sfruttare il loro vantaggio competitivo in termoni di customer base.
  • Garmz, Austria, raccoglie i bozzetti di giovani fashion designer: i più votati vengono messi in produzione. Non si capisce bene come evitare la copiatura.
    Molto carino ed elegante, è il caso di dirlo. Ci sono precedenti illustri come Threadless ma è molto più probabile che diventi in futuro una vetrina per designer.
  • Greendizer, Francia, permette pagamenti attraverso l’email.
    Sembra molto carino. Viene lanciato il 9 dicembre, quindi è tutto da vedere.
  • GreenPocket, Germania, è un software per il monitoraggio e la visualizzazione dei consumi energetici.
    Anche questo è da provare ma ben si inserisce nella green economy: potrebbe trovare spazio dappertutto.

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Ott 14 2008

Amazon e Rhapsody e il digital music market

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Nell’ultimo anno, Amazon Music e Rhapsody hanno registrato una crescita esponenziale senza tuttavia intaccare il monopolio di iTunes, percepito dai consumatori come il più completo ed economico. Eppure, iTunes ha poco da gioire: come tutti i monopolisti, è per certi versi bloccato e ha il rischio di dissipare il patrimonio che peraltro si è guadagnato meritatamente, inventandosi un nuovo mercato. Le altre due società nel frattempo hanno stretto accordi e lanciato mosse che li stanno aiutando ad aumentare la riconoscibilità.

Da queste parti, si ha una vera e propria ammirazione per come si sta muovendo Amazon, in particolare. Quello che sta facendo la creatura di Jeff Bezos è stringere una serie di accordi commerciali con alcuni social network come last fm o il fantastico the sixtyone, per generare leading verso lo store. C’è poi la gran comodità di non dover aprire un software residente come iTunes e l’assenza dei fastidiosi DRM o più in generale di restrizioni sul brano acquistato.

Anche iTunes lo sta facendo, in parte, ma non con la stessa convinzione. E’ la miopia del vincitore. Il monopolio è reso, infatti, profittevole dagli apparecchi fisici venduti: gli ipod generano traffico verso lo store. Per minare questo monopolio si dovrebbe rompere la filiera con nuovi device (i telefonini?), aspettare l’intervento dell’antitrust per il problema di fairplay, o più semplicemente augurare un miglioramento dei servizi per il consumatore da parte della concorrenza.

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