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Mag 15 2014

Corsa, che passione

Published by under vita reale

Adidas CityrunnersAvevo semplicemente bisogno di una scusa per tornare a fare sport in modo continuativo e invece ho scoperto una nuova passione. Correre è quel qualcosa che mentre fai vorresti finisse subito e che quando finisce pensi già alla prossima. Per questo credo che l’ambiguità della parola passione – tra pena e forte attrazione – sia quella che meglio rappresenta il running.

E’ quello che è successo oltre un mese fa con la prova finale del programma #cityrunners: una frazione di 10km che poi si sono rivelati 11 e qualcosa all’interno della City Marathon di Milano.

Avevo forti timori, contrapposti alle convinzioni del nostro coach Stefano: da una parte la mancanza di continuità sui 10km in allenamento – al massimo erano 8 – le tibie, il timore per la caldazza che soffro particolarmente – sono uno di quelli che a gennaio con la merla corre a calzoncini corti –  e il problema della colazione, e dall’altra le parole del coach sulle possibilità di poter stare ampiamente sotto l’ora.

Magari, la prossima volta, la sera prima mi sfondo di amatriciana come suggerisce Cristiano, anziché di cinese (è meglio riservare la mitica scodella di fuoco di Wang Jiao per il dopo).

Le sensazioni che ho avuto correndo è stata quella della scoperta, un concetto che continua a tornare: come dice Aldo Rock, alla fine della fiera,  letteralmente, ci sono questi canyon di cemento. E’ affascinante vivere a piedi quelle strade che solitamente si percorrono in macchina: cavalcavia,  sottopassaggi, lunghi rettilinei. In auto non ci si rende conto della lunghezza e della qualità delle strade, della bellezza del filo d’erba e del fiore che imperterriti crescono ai  lati (sì, la corsa è una droga che distorce). I dettagli dell’asfalto.

Mentre sfilavo il cemento sotto ai piedi, i pensieri che mi rincorrevano era la sensazione che avrei avuto un giorno ripercorrendo, in auto, quelle strade. Godevo già della soddisfazione del futuro, di raccontarlo ai miei figli, alla mia ragazza, agli amici, a me stesso. Non c’è niente di più bello nella vita che raggiungere un risultato. E Federico lo dice bene: il running è battere se stessi in compagnia di altri.

Il film che ancora oggi, a distanza di un mese, ho scolpito nella mente è la curva verso p.le Kennedy, la salita, il ponte. Un viale usato solitamente per uscire dalla città, diventa la porta di accesso per i cityrunners. Salmoni che risalgono la corrente. Pensavo ossessivamente di essere capitato in una puntata di Walking Dead (no, a dettare i tempi non era Zombie Nation, bensì i soliti Justice) e immaginavo variazioni sul tema. (sì, ribadisco, la corsa è una droga che distorce la realtà).

In corso Sempione, al km 6 ho avuto una crisi abbastanza forte alle gambe per un paio di km che mi ha abbassato di moltissimo i tempi già modesti.  Una passione da Nuovo Testamento. Ripresomi al 9° ho deciso di dare tutto di nuovo ma era forse troppo tardi, nonostante la leggerezza ritrovata. Il cambio staffetta era già lì, mannaggia.

Stare comunque sotto l’ora al debutto, in condizioni soggettive e oggettive particolari è stata comunque una bella soddisfazione e fa ben sperare per il futuro per il quale alcuni obiettivi sono già lì, nonostante l’estate. Insomma, i primi 10km non si scordano così come Cityrunners.

E’ stato un programma talmente bello e intelligente – incontri regolari in posti particolari, compagnia super, bei contenuti – che adidas è riuscita nel difficile compito di coinvolgermi in una disciplina che mai avrei considerato vicina e per me rappresenta oggi lo stato dell’arte per queste iniziative. Grazie a loro, dalla passione iniziale – tormento- supplizio – la corsa è diventata quella bella e piena dei nostri tempi.

[Disclaimer: post per certi versi sponsorizzato].

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Dic 07 2010

Microsoft Speed Dating: l’incontro aziendale definitivo

Published by under social network,vita reale

Un paio di giovedì fa ho avuto la fortuna di poter partecipare come blogger alla serata di incontro di Microsoft, coadiuvata dall’agenzia con cui lavoro Hagakure, con alcune persone del calibro di GigiGuido, DiegoValentinaAndreaAlbertoSilvioDomitilla,
ElenaAndreaAlessioMauroNicolaSaraLucaFrancescoPieroPaolo,  Luca.

Il momento clou della serata è stato lo Speed Dating: 10 esponenti Microsoft di diverse aree, 5 minuti a disposizione per poter fare loro alcune domande a ruota libera. Luca ed io eravamo insieme a saltare di sedia in sedia. Al di là della gentilezza degli intervistati (e della pazienza, perlomeno nei miei confronti) i contenuti portati sono stati interessanti: la cosa alla quale bisognava fare attenzione era quella di non far parlare troppo perché 5 minuti sono pochi.

Le persone di Microsoft che abbiamo avuto il piacere di incontrare sono state:

  • Emanuele Colli, Online Services,  ci ha parlato di Doretta82 (RIP nonostante fosse presente su oltre 3 milioni di messenger) e che Bing sarà finalmente tra 1 anno tra noi: l’ho provato negli States per un mese e andava molto meglio per quel che dovevo farci, quindi non vedo l’ora.
  • Lorenza Poletto, Consumer Windows Client, ha parlato di Explorer 9 e di alcuni test ma, essendo un po’ impreparati, non abbiamo potuto fare particolari domande.
  • Con il mitico Fabrizio Albergati, Information Worker, si è parlato di Cloud computing e della garanzia che solo un grosso player può fornire in termini di infrastruttura e sicurezza.
  • Giorgio Stifano di Dynamics ci ha invece illustrato il suo software gestionale e ricordato che in Italia servono 500 aziende da 50 dip. in media.
  • Lavinia Pilardi, resp. del settore Scuola, ha ricordato le attività no profit di Microsoft nel settore educativo e come chiaramente sia un settore strategico visto che gli alunni di oggi sono i consumatori di domani.
  • Con Anders Nilsson, evangelist, si è parlato di BizPark e dei programmi Microsoft per il sostegno startup.
  • Matteo Mille, Genuine Software, ha parlato di come la pirateria sia incisiva in Italia e delle strategie per combatterla, legata soprattutto a campagne di prezzo, oltre che di sensibilizzazione.
  • Andrea Calcagni del Customer Service ha avuto gli occhi illuminati quando gli chiedo del Customer Service Microsoft su Twitter: 3 operatori, supporto su lingua, presto anche su Facebook, best practice all’interno della Corporate.
  • Roberta Cocco, Mktg e Communication manager, ha una grande passione e ci ha illustrato un po’ Futuro@lFemminile e i suoi programmi di formazione, imprenditoria femminile e sostegno alle mamme. Le ho chiesto cosa ruberebbe alle altre aziende in termini di sostegno alle donne, ha risposto che non avrebbe preso nulla da altri, anche perché Microsoft è ormai un’azienda consolidata con una presenza femminile di lungo corso.
  • Antonio Giolitto di XBox ha illustrato Kinect senza farsi lasciare dati sulle previsioni di diffusione (anche se nei giorni successivi ho letto che ad oggi ne han già venduti 2,5 pezzi e prevedono di raddoppiare per le feste). Dice che per 18 mesi Kinect sarà dedicato solo al Gaming, poi si aprirà al mondo delle accademie e delle facoltà (ad es. medicina).

La serata è poi finita con una chiacchierata con Pietro Scott Jovane che ha ricordato la transizione di Microsoft dal mondo del software a quello dei servizi, una certa fiducia nella Cloud, in eccellenze come Kinect e in prodotti di forte rilancio come Windows Phone 7.

In definitiva, è stato uno dei più bei incontri aziendali cui abbia mai partecipato in una delle più belle cornici di Milano che non conoscevo, U Barba. La cosa drammatica è che 5 minuti sono troppo pochi: nei discorsi si accavallano gli stimoli, le domande e tante finestre che si aprono e delle quali purtroppo si può dare solo un accenno. E’ stato a volte come parlare con una ragazza stra-cool per 5 minuti e dover andar via senza prendere il numero di telefono.
D’altra parte, forse è proprio per questo che sono tutti sembrati così interessanti.

In ogni caso, la regola dello Speed Dating (non quella, l’altra!) è che alla fine se ti piace una, la richiami. Well done!

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