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Gen 06 2009

Di iPod, longevità e fruizione

Published by admin under io, musica, segnalazioni

E’ tanto tempo che ho in canna questo post: l’ottimo Gioxx chiedeva alla fine di novembre quali fossero gli album più longevi sul proprio lettore mp3. Nel mio caso, con una certa calma, mi fa piacere segnalarne 3 che, nonostante siano cambiati i gusti di chi scrive e soprattutto il modo di fruire la musica, rimangono lì imperterriti.

  • Lenny Kravitz5“: bellissimo album del ‘98, scoperto durante una vacanza con Eazy, che all’epoca era Wasta, all’Elba, vacanza dove l’unica volta che finimmo in spiaggia nn facemmo neanche il bagno, per le meduse. Per poi dormire, alzarci alle 5 e andare per i dancefloor dell’isola all nite long (seeeeeeeh). L’Elba fu anche il luogo della prima versione di Sweet home Alabama dei Lynird Skynird che mi ricordi e di una pasta krasta wurstel e tonno che ci inventammo. Grandissima vacanza dove Eazy cominciò a diventare il mio spacciatore di riferimento.
  • Autori Vari300% dynamite“: compilation con i più classici autori reggae da Lee Scratch Perry a Shark Wilson a Sister Nancy, praticamente la base per ogni dj che si rispetti e per ogni serata con un unico comune denominatore: il grande fun. Anche questa è opera di mr. beloved Eazy ma il ricordo più vivo legato a questo album fu il soggiorno di una casa di Limerick alle 6 del mattino, con il bagno del piano di sopra che colava acqua di sotto sul dancefloor e noi di sotto a ballare, fradici, sulle note di Jungle Lion (parte a 23s con quel fenomenale riff). Gran vacanza, grand potatoes.
  • Autori Vari7 - Gli Anni ‘50“: anche questa è una compilation di quelle dedicate al Jazz che uscirono con Repubblica intorno al 2000. Ci sono dentro pezzi famosissimi jazz come Take 5 di Dave Brubeck o That old black magic di Oscar Peterson, pezzi magici e simbolo del periodo jazz più vispo, spensierato e ricercato che sono stati gli anni ‘50. E’ un album molto legato ad un volto: la persona non c’è più da un certo punto di vista ma per fortuna l’album è rimasto :)

Questi sono gli album più vecchi che, mi sembra, ho caricato per primi e ho continuato a portarmi dietro i diversi lettori che ho avuto. Certo, il modo di fruire la musica è cambiato ed è quasi antistorico parlare di album in un momento in cui gli album esistono sempre meno e si ascoltano bulimicamente singole tracce così come gli artisti sono sempre più orientati a ragionare proprio in questa direzione.

Proprio per questo motivo, ancor più apprezzabile dovrebbe essere un’opera come Dystopia (gran rece di Eazy) degli amati Midnight Juggernauts che hanno creato questo album pensando ad atmosfere spaziali, quasi alla star trek, sul viaggio, la fuga, la ricerca di se stessi e di un nuovo spazio, lontani da una Terra distrutta.

Il concept album, una creatura misteriosa che rinasce nel 2008 con questo gruppo, i Midnight, decisamente anni ‘70 nelle sue sonorità e nelle citazioni. Quest’opera, nella speciale classifica di fine anno, non è stata citata perché la si credeva erroneamente del 2007 ma si sarebbe piazzata sicuramente seconda dopo quel capolavoro dei Cut.

Inutile ricordarlo, il 2008 è stato l’anno dell’Australia.

This world don’t mean a thing to me, without those songs you sing to me

Midnight Juggernauts “Nine lives

Midnight Juggernauts “Shadows” (cominciano lente ma poi spaccano)

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