Archive for the 'vita reale' Category

Nov 15 2009

1st Day in Chicago

Published by admin under io, vita reale

Sdraiato su una spiaggia, al sole e al vento, a piedi nudi nella sabbia, da queste parti si e’ fatto un video dalla spiaggia, forse ne seguiranno altri o forse no. In ogni caso si fanno esperimenti e - con il tempo, costanza e (auto)critica - si migliorera’.

Senza troppe parole, eccolo:

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Nov 09 2009

Prossimi passi: US e LeWeb

Domani mattina partenza per un breve giro negli States. Da queste parti ci si aspettano le solite meravigliose sorprese dettate da uno dei pochi princìpi guida, la serendipity.

L’altra volta è stato intenso, pur breve, l’ideale per un assaggino di cheesecake.  Tra le immagini che rimarranno ci saranno i Cubs vincenti - cosa assai rara - il sorriso delle persone e la luce rapida di Chicago tra i grattacieli del loop ma anche a North Michigan av.

Quest’anno si è preso gusto e quindi i giorni sono diventati 28, fino al 6 dicembre, con una tappa New York da un’amica e una deviazione all’ultimo in luogo da decidersi.

Il ritorno è su Paris il 7 dicembre dove si ricomincia con la professione, diciamo così: si va lì per assistere a LeWeb e per costruire e riprendere i contatti del lavoro precedente all’ultima esperienza, lavoro dove grazie ai miei ex colleghi ho lasciato un buon ricordo, anche tra gli addetti.

Dopo l’avventura, persa, dell’ultimo anno si è abbastanza restii a rischiare. Come dicono nei Balcani, quando ci si scotta con acqua calda, anche lo yoghurt fa paura. Quindi, si va a Paris con uno spirito eccitato ma controllato, riflessivo ma anche un po’ sfrontato se si vuole fare una buona copertura dell’evento, come vorrei. Qualcuno in proposito ha da suggerire qualche domanda per LeWeb?
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Nov 05 2009

IAB, impressioni a caldo

I ragazzuoli di Blogosfere mi han chiesto un piccolo contributo: avrei voluto essere più spinto e dedicarmi ad alcuni temi ma c’erano troppe hostess da vedere e gadget da prendere, altro che smau 1991.

Come Natale e Capodanno, inesorabile come ogni anno arriva lo Iab. Alle fiere di settore, solitamente, esistono varie tipologie di avventori:

  • Le persone che fanno PR di se stessi: solitamente si trovano sul palco
  • Quelli che cercano lavoro: si muovono tra gli addetti ai lavori e conoscono tutti
  • Quelli che vengono per stare lontano dall’ufficio: se ne stanno al bar
  • Responsabili di grandi brand concupiti - peggio di alcune bionde nei club - dalla categoria più camaleontica in assoluto (vd. sotto)
  • Gli account e dai commerciali più agguerriti: sono quelli con il nodo grosso della cravattae l’istinto psicotico omicida
  • Vari ed eventuali (scrivere nei commenti, per favore)

Lo Iab di quest’anno segue esattamente la stessa logica.

La differenza è che lo IAB è utile. Tutto nasce dalla sfortuna di svolgersi in un Paese arretrato come l’Italia dove il tema del digitale è oscurato in favore di altri media.

In Finlandia la fibra e la banda larga sono diritti fondamentali, qui invece sembra che siano il capriccio di pochi, dimenticando che l’accessibilità e le modalità di fruizione di internet sono un asset fondamentale per il Paese.

Pertanto ben vengano iniziative come lo Iab: vituperato, discusso, bistrattato ma dall’indubbio valore formativo per un pubblico generalista e così ampio di aziende che devono essere educate costantemente sui temi del digitale. Il crescente successo negli anni - e dei contenuti - rendono Iab indispensabile, una risorsa per il Paese.

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Nov 03 2009

Preparazione per LeWeb

Da queste parti c’è grande eccitazione per le prossime settimane: partenza per gli States (l’amata Chicago e New York) e ritorno su Paris per LeWeb.

Come già accennato, ci si è riusciti a farsi accreditare come blogger ufficiali, per commentare live i dibattiti, ad esempio da friendfeed.

Grazie a una botta, questa qualifica di ufficialità dà la possibilità di entrare gratis. Altrimenti, la spesa non sarebbe stata affrontabile e fortunatamente, peraltro, si può contare sull’ospitalità parigina del collettivo rue monge.

Sto insomma tentando di organizzare questo mese di trasferta, considerando che al ritorno, a meno dell’ipotesi B, ci si dovrà trovare un lavoro.

Mi piacerebbe trovare un po’ di domande da fare al panel e, perché no?, coinvolgere i pochi lettori di questo blog.

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Set 21 2009

Vuoi una consulenza? La paghi!

Dal buon Tombolini, vengo a sapere di questa iniziativa di Amazon: As a valued Kindle DX customer, we would like to offer you the chance to participate in this study. Please be assured that this project is strictly for market research purposes and does not involve any type of sales or promotions as a result of replying to this e-mail or participating in the research.
Those who are selected to be interviewed will receive a $150 honorarium for 1½ hours of participation.

In soldoni - è il caso di dirlo - Amazon darà a selezionati clienti Kindle 150$ per un’intervista. Di questo annuncio adoro questi elementi:

  • La trasparenza tutta anglosassone di indicare il compenso - cosa che si fa, a volte, anche negli annunci di lavoro più seri,
  • La promessa che tale annuncio non comporta alcun tipo di promozioni o vendite,
  • Il riconoscimento dei clienti come risorsa attiva e non come focus group (gratuito),
  • Il coinvolgimento dei clienti che possono, peraltro, rientrare di alcune spese affrontate per l’acquisto del bene stesso. In questo caso, alcuni clienti avranno un rientro di circa un terzo di quanto affrontato per avere il Kindle.

Brava Amazon!

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Set 09 2009

Amar di nuovo Milano

Published by admin under io, vita reale


Difficile descrivere le sensazioni di un martedì sera a manifestare, soprattutto dopo quello che Marco, fra gli altri, ha scritto. La cosa era nata in uno stanzino di friendfeed, quasi come una boutade all’interno di un discorso più ampio e in linea con altre manifestazioni. Poi la cosa è stata portata su FB e di lì sono arrivate perlomeno 1500 persone, tante rispetto alle previsioni iniziali. E’ sempre una  questione di under promising and over delivering.

A latere di quanto da altri riportato, la cosa che colpisce è proprio la partecipazione di Milano, una città che si è un po’ persa negli anni dietro un effimero senso esteriore della vita e del disimpegno.

Se ne parlava con Alessio e Luca in corteo: Milano è una città che ha nel suo DNA la passione per una società equa e una vocazione per dettare al Paese come muoversi. E sta vivendo il suo periodo peggiore – non solo dal punto di vista intellettuale ma anche meramente finanziario - proprio nel momento in cui a guidare c’è un governo che si dice espressione della milanesità.

Nel dopoguerra, il modello Milano prevedeva un impegno della borghesia illuminata che, in preda ai complessi di colpa, restituiva alla città parte della ricchezza accumulata.

Il modello è andato in cortocircuito negli anni ’80 quando la televisione commerciale ha sdoganato qualsiasi mezzo per arricchirsi e fatto sì che la ricchezza fosse giustificata in quanto tale, esattamente come oggi è il successo la chiave di tutto.

Milano – locomotiva di Italia – ha mutuato e fatto suoi modelli provenienti da altre parti, dalla provincia e dall’estero, e creato le condizioni per esportarle nel resto di Italia. Lo ha fatto con il socialismo, il centrosinistra, il cattolicesimo ambrosiano ma anche con il fascismo e il berlusconismo. Quest’ultimo è ciò che ha trascinato tutto al ribasso, annullando anche il senso del pudore, già fortemente provato dagli anni ’80*.

Per questo, vedere tanta gente arrivata in piazza con il potere del semplice passaparola, è carico di significato e ottimismo. Forse è troppo per parlare di rinascita di Milano ma credo proprio che solo da Milano possa partire un segnale nuovo, insieme ad altri.  

 

*A proposito, grazie alla gentilezza e alla cortesia di Current e Livia, ho potuto assistere al miglior film dell’orrore degli ultimi anni, Videocracy, che parla proprio del berlusconismo. Temi già affontati altrove e, in gran parte, risaputi ma una narrazione asciutta e scelte registiche ben studiate lo rendono un film degno del prezzo del biglietto. Da vedere.

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Ago 25 2009

Rhapsody, Apple e il monopolista

Published by admin under musica, vita reale

Settimana scorsa sul suo blog, Rhapsody ha annunciato di voler sottoporre ad Apple un’applicazione da installare sull’Iphone. L’applicazione permette, dietro sottoscrizione di un canone mensile, lo streaming “all you can hear” e va in diretta concorrenza con app con l’iTunes store, più che con servizi tipo Pandora che offrono musica in streaming simile a quella che all’utente piace.

 

Nonostante l’emergere di nuovi player come Microsoft e Nokia, il sistema di App che ruota intorno ad iTunes risulta essere quello largamente più diffuso. Come per iPod, Apple ha avuto il merito di creare dal nulla un mercato nuovo ed è logica del capitalismo che possa sfruttare il suo vantaggio competitivo. D’altra parte, si stanno sviluppando dinamiche lesive della concorrenza se Apple dovesse sfruttare la sua posizione di controllo di accesso alla piattaforma per non permettere una presenza ingombrante a fianco ad iTunes.

Si pensi se Microsoft impedisse l’installazione di Firefox o Safari per non permettere la concorrenza su Explorer.

Bene, ciò che è successo settimana scorsa è che Apple ha bloccato di fatto – vedremo per quanto - Google Voice, adducendo motivazioni forse un po’ pretestuose.

Questa settimana è molto probabile che rifiuterà l’applicazione di Rhapsody, storicamente un competitor di iTunes, non fosse per altro che si parla di ascolto in streaming in opposizione alla vendita di singoli brani che si posso acquistare si iTunes.  

Insomma, questi casi sono i primi di una lunga serie di scenari che si vanno configurando:

 

1.       Mercati che viaggiano paralleli da una parte,

2.       Aziende che fanno della convergenza il proprio modus operandi piuttosto che il punto di arrivo,

3.       Mercati in conflitto,

4.       l’Antitrust che dovrà sempre più intervenire per dirimere questioni emergenti come questa.

 

Senza scomodare l’Antitrust, Rhapsody ha comunque preparato una versione per Android: Google non è (ancora…) nel business della musica e avrebbe solo da guadagnarci nell’offrire ai possessori di telefonini Android un’applicazione popolare e così utile, rendendo meno attraente iPhone. La risposta è dentro al Mercato e, talvolta, è sbagliata.

 

Autorevoli opinioni qui: cnet, nyt, zdnet.

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Dic 17 2008

Reminder: agevolazioni fiscali

Published by admin under segnalazioni, vita reale

Lo riporto sperando che venga ulteriormente ripreso: nel frattempo ringrazio chi lo ha già fatto.

Scrive Cru7do

Il decreto “salvacrisi”, pubblicato domenica 30 Novembre, contiene una norma che potenzialmente fa a pezzi il nostro sistema normativo e civile: è stato introdotto il principio del “silenzio diniego”!

 

Nella stesura definitiva, hanno inserito una richiesta obbligatoria, da mandare all’agenzia delle entrate nel percorso necessario per ottenere le c.d. “agevolazioni sul risparmio energetico 55%”. Se questa domanda non ottiene una risposta affermativa entro 30 giorni dall’invio SI INTENDE RIGETTATA!

 

Avete capito bene: questo è il “silenzio diniego”, il contribuente può avere tutte le ragioni del mondo, ma se la sua controparte può vincere il confronto sempre: rifiutandolo! Se tu chiedi un’agevolazione, segui tutto l’iter per la richiesta e lo Stato non vuole concedertela, semplicemente NON TI RISPONDE! Continue Reading »

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Ott 22 2008

Video elezioni US: la spiega definitiva

Qualcuno diceva che se gli U.S. governan il mondo, allora a noi tutti dovrebbe essere data la possibilità di votare per il loro presidente.

In attesa di ciò, ecco un video che spiega il loro meccanismo. Il sistema non sarà la perfezione ma se ha dato buoni risultati per oltre 200 anni, qualche pro ce l’avrà.

Peraltro, i video fatti in questo modo mi fanno impazzire. Grazie a Monty, ora so come vengono fatti.

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Ago 31 2008

Ancora una volta

Published by admin under io, vita reale

Il calcio è la triste metafora di una nazione in declino. Ecco uno dei tanti motivi per cui nn lo seguo più (e così tanti dei miei amici).

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