Archive for the 'vita reale' Category

Feb 26 2008

Barcamp Turin 2008

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Bella giornata di interventi in gran parte di ottimo livello, incontri fugaci e occasionali in una cornice incantevole: conosciuto persone nuove e simpatiche, grazie a tutti. Un ringraziamento particolare ad Axell e Vittorio - bravissimi - per lo sbattimento e l’ottima riuscita, e a Sara e Susan per la pazienza. Per un resoconto completo Enrico.

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Feb 19 2008

Relazioni ai tempi di facebook

Published by admin under io, social network, vita reale

Tempo fa Vittorio si interrogava sul concetto di fiducia quando si accettano richieste di contatti da parte di persone più o meno conosciute: una volta accettata la connessione, su linkedin, facebook o altri social network, scatta un meccanismo per cui i miei contatti, vedendo la nuova aggiunta, credono di potersi fidare di questo nuovo contatto.

Tuttavia, esistono elementi di distorsione, continua Vittorio: Ma se poi qualcuno di quelli che ho in lista, fra cinque anni poni l’esempio, lo beccano per traffico d’armi, a me che succede? Chi glielo spiega ai carabinieri che eri solo stato cortese su Facebook?

Purtroppo su molti contatti non è possibile fare una selezione: non è carino non accettare una request da chi non sopportavi al liceo o che consideri una baciapile accademica. Proprio per questo motivo, tra le applicazioni che vanno per la maggiore su Facebook, ci sono quelle che permettono di ordinare le tue amicizie, così come su linkedin, il network per le relazioni professionali, è possibile raccomandare alcune persone.

Questo preambolo per dire che proprio ieri mi è capitato di vedere tra i miei contatti, la nuova foto del profilo inneggiante a un nuovo soggetto politico, sedicente pro vita. A parte il disgusto per questa banalizzazione dell’agone politico, teso a esasperare gli animi, a radicalizzare l’arena del confronto, ad ottenere squallidi contropartite, ho deciso di eliminare questo contatto, non tanto per le idee - legittime, pur mooooolto opinabili -ma perché mi disturbava l’idea che i miei contatti - tramite i meccanismi di minifeed o anche semplicemente andando sul mio profilo a vedere i miei amici - potessero vedere quel logo.

Esagerato? Probabile, il punto è questo: presumo, so che i miei amici si fidano di me e in questo modo li tutelo: non voglio farmi veicolo inconsapevole di propaganda di idee in cui non credo.

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Feb 18 2008

Minicamp, Milano

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Venerdì pomeriggio sono ito al minicamp (qui un track) per salutare qualche amico e per dare un’occhiata allo stato delle start-up. Molte di queste le conoscevo già, altre un po’ meno: devo dire che delle presentazioni - ognuna durava 6 minuti più una veloce sessione di domande, solo poche mi hanno colpito. Premesso che da parte mia c’è una grande stima e ammirazione enormi per chi in Italia decide di rischiare in proprio - un coraggio che mi è mancato - e che alcuni progetti erano molto interessanti e innovativi, ma mi sembra che nella più parte dei casi mancasse un modello di business preciso o che questo fosse un po’ troppo farraginoso.
Peraltro, credo che un quasi tutti dovessero fare un corso di public speaking: il pubblico era formato non solo da curiosi ma anche, in teoria, da potenziali investitori, da convincere della bontà di un piano industriale, venture capitalist ai quali dare una visione di quello che il futuro, il mercato, l’azienda saranno. Proprio il formato di 6 minuti per presentazione doveva dare incisività ai discorsi. Certo, la sala aveva un’acustica pessima e c’era molto brusìo di fondo ma, se molti tra il pubblico parlano, non è per ADHD, è per una tua responsabilità, perché non sei in grado di tenere il pubblico o perché hai preparato il discorso con eccessiva approssimazione.

A dire il vero, la colpa è un po’ anche del nostro sistema scolastico. Pensate alle scuole dei film ‘mmmerigani dove viene rappresentata abbastanza spesso una sessione di “show and tell“: fin da piccoli, si è quindi educati a vendere la propria idea, a parlare in pubblico, a dare una propria visione. Il personaggio mi sta qui ma pensate ad uno steve jobs che - pur troppo costruito - riesce a dare una sua visione e a traghettare la platea nel proprio mondo. Ecco, forse in Italia ci si potrebbe limitare a entrare nel mondo della platea, piuttosto che il contrario: invece difficilmente le due parti vengono in contatto. Mi è capitato ogni tanto di vedere qualche speaker di matrice anglosassone: sono rimasto sempre molto affascinato dalla loro capacità di affabulare l’interlocutore ed è paradossale che proprio in Italia non si riesca a fare, nonostante la presenza di un incubatore di rétori logorroici che è il liceo classico (e questo post ne è la prova).

Delle presentazioni positive, soprattutto per la sostanza, salvo quella di Francesco Orrù con cui ho collaborato- disclaimer - tempo fa per il lancio di un servizio della società che presiede. Era la prima volta che ci si vedeva dal vivo: mi ha impressionato parecchio la sua idea delle sviluppo di kiara, il servizio per la gestione online della contabilità aziendale.

Delle startup presentate mi sembra una delle poche che possa contare su un modello di sviluppo facilmente comprensibile, in un mercato potenziale di 8 milioni di piccole imprese e prefessionisti, con la possibilità concreta di fare upsell sul cliente, legacy e royalty. Se avessi qualche soldo da investire non mi accontenterei di dargli “my 2 cents”.

Altri interventi interessanti quelli di MCC per livepetitions e di Quintarelli.

Sono comunque sicuro che la prossima volta andrà meglio.

Complimenti agli organizzatori e al moderatore ;).

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Feb 14 2008

Promemoria 29/f

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Smetterla di rilasciare interviste.

Aggiornamento: mi è stato chiesto perché non linko. C’è da chiederlo?

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Feb 12 2008

Promemoria 28/e

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Mai dare il proprio numero di cellulare, quello privato, ad un cliente. Per nessun motivo.

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Feb 08 2008

Promemoria 29/d

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Ci si preoccupa sempre delle nostre performances ma non sempre le loro sono così all’altezza.

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Feb 08 2008

Il banco salta

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Quanto sta succedendo in queste ore, la proposta di Walter rischia di far saltare il quadro politico e di portare nuova linfa ad un sistema politico invecchiato e regredente.

Rischio di andare a votare e pure convinto. Anche se Stefano la usò in un altro contesto, vien da dire: if you’re not prepare to be wrong, you’ll never come with anything original.

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Feb 07 2008

20 ore a Roma possono bastare

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Pare che l’incontro di Roma sia andato piuttosto bene: solo il locale godeva di un’umidità pazzesca ma i tramezzini ci sono piaciuti assai. Al di là delle note di colore, credo che l’incontro abbia funzionato per le domande senza peli degli invitati e la disponibilità dei responsabili di Microsoft a rispondere.

Uscito per ultimo dal locale me ne sono andato in albergo per metter giù la roba, lavarmi e, possibilmente, dormire. Solo che la fame ha preso il sopravvento: scendo nella hall e mi informo dal concierge su una pizzeria vicina. Da queste parti si preferisce la pizza romana, soffice! fine! leggera!, a quella napoletana, a volte troppo pesante.

Fortunatamente il concierge insiste per darmi un ombrello: infatti, appena varco le soglie dell’albergo, comincia la tempesta con via Cavour trasformatasi in una serie di rigagnoli accelerati. Una ragazza si mette vicino a me, così le chiedo se ha bisogno di un passaggio sotto l’ombrello. Lei sorride, ride e dice cortesemente di no. Me ne vado a magna’.

Dopo la pizza, pure cara per gli standard romani, comincia il mio tour per una capitale straordinariamente deserta. Quirinale, Fontana di Trevi,  via Frattina, Piazza di Spagna, via Condotti, Pantheon, Macchina da Scrivere, casina. Neanche l’ombra di un turista o di un pub inglese (solitamente la mia salvezza quando mi trovo in paesi stranieri). Nota per Suz, anch’io mi sn ritrovato in via della Scrofa (probabilmente è lì che hanno concepito la legge elettorale attuale, il cosiddetto porcellum): tutte le strade portano a Roma o tutte le strade di Roma portano lì???

Arrivo finalmente in via Cavour, sto per entrare in albergo quando noto ai margini delle strade donne un po’ di facili costumi. Oddio, ora capisco perché, quando sono uscito dall’albergo qualche ora prima, la tipèlla aveva rifiutato il mio cortese invito!

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Gen 24 2008

Promemoria 29/c

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Prima di scendere dal tram per raggiungere una persona, méttiti gli occhiali: potrebbe non essere lei.

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Gen 20 2008

Fenomeni sociali dalla rete

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La settimana appena passata, Milano ha visto lo svolgersi di due fenomeni un po’ strani per il grande pubblico: la blogbeer di cui ho già parlato qui, e la festa degli amici di lorenzo.

Poche palle, sono ancora molti quelli che credono che il web sia popolato di tante monadi, invece poi si scopre che alcuni fenomeni travalicano la rete e diventano occasioni, piacevoli, di incontro, come rileva Alberto (sorry, ma de che dai!).

Nel settembre 2007, una mail di spam con gli indirizzi in vista diventa il pretesto per una piccola baruffa: rientrato l’incidente, i protagonisti dello scambio epistolare si inventano un blog e 2 feste, a cui hanno partecipato diverse persone nell’ambito della comunicazione milanese e qualche strano personaggio in grado, scondo lui, di sciogliere le nuvole con il pensiero (si ma nn trasformarla in nebbia). Qui, Fabrizio Bellavista spiega un po’ meglio la genesi di questo fenomeno.

C’è ancora qualcuno là fuori capace di negare che il web non sia portatore di socialità?

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