Il decreto “salvacrisi”, pubblicato domenica 30 Novembre, contiene una norma che potenzialmente fa a pezzi il nostro sistema normativo e civile: è stato introdotto il principio del “silenzio diniego”!
Nella stesura definitiva, hanno inserito una richiesta obbligatoria, da mandare all’agenzia delle entrate nel percorso necessario per ottenere le c.d. “agevolazioni sul risparmio energetico 55%”. Se questa domanda non ottiene una risposta affermativa entro 30 giorni dall’invio SI INTENDE RIGETTATA!
Avete capito bene: questo è il “silenzio diniego”, il contribuente può avere tutte le ragioni del mondo, ma se la sua controparte può vincere il confronto sempre: rifiutandolo! Se tu chiedi un’agevolazione, segui tutto l’iter per la richiesta e lo Stato non vuole concedertela, semplicemente NON TI RISPONDE! Continue Reading »
Qualcuno diceva che se gli U.S. governan il mondo, allora a noi tutti dovrebbe essere data la possibilità di votare per il loro presidente.
In attesa di ciò, ecco un video che spiega il loro meccanismo. Il sistema non sarà la perfezione ma se ha dato buoni risultati per oltre 200 anni, qualche pro ce l’avrà.
Peraltro, i video fatti in questo modo mi fanno impazzire. Grazie a Monty, ora so come vengono fatti.
In Italia sarebbero inimmaginabili iniziative come questa?
Secondo me è un ottimo spot per il target redneck che si prefigge: ci sono riferimenti allo star system delle coste, ai paesi stranieri, e al petrolio più che alle tasse, tematiche certamente sentite da un certo tipo di elettorato.
Un messaggio che va al cuore e al portafoglio di chi non ama le ingerenze straniere, odia il gossip cittadino e si è visto aumentare il costo della benzina in un paese dove muoversi in macchina è una necessità.
Il primo assunto delle PR, pare, è “parlatene come volete purché se ne parli”. Personalmente, darò tante mazzate al primo amico che si piglia un iphone (prima di me cmq).
Sarà che sono decisamente di parte ma proprio non sopporto l’hype che si è sviluppato attorno. Ci sono innumerevoli telefoni con più funzioni e meno blocchi. Pertanto non mi capacito che un geek, inteso come amante della tecnologia spinta dalle innumerevoli funzioni, ne faccia oggetto di adorazione.
L’unica cosa veramente buona - e nn è poco, chiaro - è l’usabilità, l’interfaccia a prova di utonto, le app (ma sono poi veramente necessarie?). Questo aiuterà l’internet mobile a sfondare presso il pubblico di massa.
La cosa paradossale è che su un apparecchio come questo, pieno di chiusure, restrizioni e limitazioni, si sta consumando un vero e proprio scontro (vd. Francesco Sacco) che potrebbe portare alla fine della neutralità della rete, unico volàno per lo sviluppo dell’economia digitale. Si rischia il paradosso per cui comprare iPhone diventerà un gesto quasi rivoluzionario, mannaggia.
Monty mi segnala codice internet e gentilmente giro. Vedo che la gran parte degli iscritti è blogger: speriamo che con questa iniziativa, che prevede incontri ed eventi nel mondo offline, si riesca a fare un po’ di educazione e andare dove l’internet italiana spesso non arriva. Magari è la volta buona che mia mamma, i miei amici, i loro genitori, i clienti [aggiungere categorie a caso] capiscono cosa faccio.
Complimenti ai Marco che ci mettono tanta passione e agli sponsor che ci sono dietro.
La presenza dei sovversivi del gusto dovrebbe essere un motivo di vanto e avere motivo euristico (ma sì, dai) per il Paese. E’ gente che con passione riesce a coniugare gusto - quello vero, sano e genuino - e attività economica, in poche parole, forchetta alzata e mente critica.
Pare che la loro festa il we scorso sia andata bene. Due velocissime recensioni qui e qui (Marco, però scrivi che obiettivi usi).
Visto Il treno per Darjeeling, in ottima compagnia ça va sans dire. Film bellissimo e molto personale (come lo fu L’arte del sogno di Gondry) e capace di far sognare come dovrebbe fare ogni pellicola. Eppure non capisco: perché nel buio della sala ci innamoriamo della stranezza dei personaggi e poi dal vivo le rifuggiamo?
Il comune di San Martino in Pensilis e l’ottimo padrone di casa sono stati meravigliosi . Giornate di rara tranquillità dove si è discusso amabilmente, come da sottotitolo della manifestazione, del Gusto di Internet. A parte aver imparato moltissime cose, utili anche in altri ambienti, ho potuto scoprire questo angolo di Molise molto ospitale e conoscere realtà che mai avrei detto potessero esistere.
Il Foodcamp si lascia dietro molti interrogativi aperti sul ruolo del consumatore (vittima del marketing o consapevole?), su realtà piccole e di qualità che stanno cercando - anche con l’aiuto della rete - nuovi modelli di business in cui muoversi sul mercato, sulle produzioni di qualità in bilico tra accessibilità al grande pubblico e mantenimento di purezza, altre piccole cose di cui si discuterà probabilmente a Riva del Garda il prossimo settembre. Come direbbe il mio pdr (prof di riferimento), sono stati 3 giorni di igiene mentale.
E’ da un po’ che penso di trasferire la mia residenza dalla capitale dell’amore a quella del male. Poi per una serie di motivi, non solo per gli sconti del treno o per andare a trovare la mi’ madre, decido di lasciarla lì. Il motivo principale è che voto in una scuola elementare, fatto che mi permette di riconciliarmi - ogni due anni, visto l’andamento delle elezioni in Italia - con il mondo.
Il voto mi dà così l’occasione di tornare a scuola dopo 20 anni, salire le scale, vedere i lavori die ragazzi che scrivono e, più sovente, disegnano le loro gite o espongono i temi che la maestra dà loro.
La visita alle fattorie, come si fa il pane e si curano gli animali, come si viveva nell’800, la celebrazione di Salgari (siamo a Verona, infatti) o la monografia dei mostri. Mostri bassi, alti, verdi, pelosi, con le braccia in alto, le spalle grosse, fiamme dalla bocca o teste di serpente. Meraviglia di fronte alle cose perdute prima di infilare la sezione che il certificato elettorale mi ha assegnato.
Forse un po’ anch’io nel silenzio della cabina trovo da una parte lo stesso stupore di poter incidere con un solo gesto - e insieme ad altri - sulla vita di questo paese, dall’altra ho la stesssa preoccupaizone dei mostri generati dal nostro voto.
Un ultimo assaggio dell’odore delle schede e via con le ultime speranze che vanno morendo nell’urna prima di una nuova passeggiata nei corridoi, meravigliato da altri disegni, colori, frasi.
Sarà per questo che per oggi pomeriggio - anzi, domani - penso avremo delle belle - ma belle davvero - sorprese.