Archive for the 'vita reale' Category

Lug 31 2008

McCain against Obama: lo spot perfetto (per il target)

In Italia sarebbero inimmaginabili iniziative come questa?

Secondo me è un ottimo spot per il target redneck che si prefigge: ci sono riferimenti allo star system delle coste, ai paesi stranieri, e al petrolio più che alle tasse, tematiche certamente sentite da un certo tipo di elettorato.

Un messaggio che va al cuore e al portafoglio di chi non ama le ingerenze straniere, odia il gossip cittadino e si è visto aumentare il costo della benzina in un paese dove muoversi in macchina è una necessità.

C’è anche chi non è d’accordo.

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Lug 31 2008

Questo blog è de-iphonizzato

Il primo assunto delle PR, pare, è “parlatene come volete purché se ne parli”. Personalmente, darò tante mazzate al primo amico che si piglia un iphone (prima di me cmq).

Sarà che sono decisamente di parte ma proprio non sopporto l’hype che si è sviluppato attorno. Ci sono innumerevoli telefoni con più funzioni e meno blocchi. Pertanto non mi capacito che un geek, inteso come amante della tecnologia spinta dalle innumerevoli funzioni, ne faccia oggetto di adorazione.

L’unica cosa veramente buona - e nn è poco, chiaro - è l’usabilità, l’interfaccia a prova di utonto, le app (ma sono poi veramente necessarie?). Questo aiuterà l’internet mobile a sfondare presso il pubblico di massa.

La cosa paradossale è che su un apparecchio come questo, pieno di chiusure, restrizioni e limitazioni, si sta consumando un vero e proprio scontro (vd. Francesco Sacco) che potrebbe portare alla fine della neutralità della rete, unico volàno per lo sviluppo dell’economia digitale. Si rischia il paradosso per cui comprare iPhone diventerà un gesto quasi rivoluzionario, mannaggia.

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Lug 22 2008

Internet alle persone

Monty mi segnala codice internet e gentilmente giro. Vedo che la gran parte degli iscritti è blogger: speriamo che con questa iniziativa, che prevede incontri ed eventi nel mondo offline, si riesca a fare un po’ di educazione e andare dove l’internet italiana spesso non arriva. Magari è la volta buona che mia mamma, i miei amici, i loro genitori, i clienti [aggiungere categorie a caso] capiscono cosa faccio.

Complimenti ai Marco che ci mettono tanta passione e agli sponsor che ci sono dietro.

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Lug 17 2008

Sovversivi del gusto - Foodcamp Reloaded

La presenza dei sovversivi del gusto dovrebbe essere un motivo di vanto e avere motivo euristico (ma sì, dai) per il Paese. E’ gente che con passione riesce a coniugare gusto - quello vero, sano e genuino - e attività economica, in poche parole, forchetta alzata e mente critica.

Pare che la loro festa il we scorso sia andata bene. Due velocissime recensioni qui e qui (Marco, però scrivi che obiettivi usi).

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Apr 14 2008

Qui lo dico

E’ da un po’ che penso di trasferire la mia residenza dalla capitale dell’amore a quella del male. Poi per una serie di motivi, non solo per gli sconti del treno o per andare a trovare la mi’ madre, decido di lasciarla lì. Il motivo principale è che voto in una scuola elementare, fatto che mi permette di riconciliarmi - ogni due anni, visto l’andamento delle elezioni in Italia - con il mondo.

Il voto mi dà così  l’occasione di tornare a scuola dopo 20 anni, salire le scale, vedere i lavori die ragazzi che scrivono e, più sovente, disegnano le loro gite o espongono i temi che la maestra dà loro. 

La visita alle fattorie, come si fa il pane e si curano gli animali, come si viveva nell’800, la celebrazione di Salgari (siamo a Verona, infatti) o la monografia dei mostri. Mostri bassi, alti, verdi, pelosi, con le braccia in alto, le spalle grosse, fiamme dalla bocca o teste di serpente. Meraviglia di fronte alle cose perdute prima di infilare la sezione che il certificato elettorale mi ha assegnato.  

Forse un po’ anch’io nel silenzio della cabina trovo da una parte lo stesso stupore di poter incidere con un solo gesto - e insieme ad altri - sulla vita di questo paese, dall’altra ho la stesssa preoccupaizone dei mostri generati dal nostro voto.

Un ultimo assaggio dell’odore delle schede e via con le ultime speranze che vanno morendo nell’urna prima di una nuova passeggiata nei corridoi, meravigliato da altri disegni, colori, frasi. 

Sarà per questo che per oggi pomeriggio - anzi, domani - penso avremo delle belle - ma belle davvero - sorprese.

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Apr 04 2008

Promemoria 29/h

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Prima il business, poi il new business.

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Mar 18 2008

Ippocrate dice sì, Gallieno no: oggi l’utente dice web!

Qualche tempo fa, con il mio friend sono finito alla Salpetrière dove mi hanno curato per un’intossicazione alimentare. Assistenza ottima, personale qualificato, servizio puntuale, tanto che li ringraziai a modo mio. 

Se Venturini avesse scritto prima questo post, avrei potuto anche fare altro: in Francia infatti sono sorti alcuni siti dove è possibile dare voti ai medici. Questi siti nascono sull’onda del successo - e delle polemiche - di un sito analogo dove ad essere giudicati sono i professori delle scuole.

Per comprendere i differenti modelli di business (quello pubblicitario di Note2bib e quello un po’ al limite alla Corona di Demedica) e approfondire il discorso, date un’occhiata a Venturini.

Quello che mi preme sottolineare è il dubbio etico, come utente e fruitore, di fronte a siti come questi. Da una parte ci sono professioni dall’indiscutibile valore per gli utenti e che dovrebbero essere sottoposte a criteri trasparenti di valutazione. Far circolare l’informazione su come un dipendente pubblico si comporta mi sembra importante per la collettività e per la trasparenza nell’amministrazione dello Stato. D’altra parte la deriva mediatica spesso è distorsiva: alcuni ambiti mi sembrano a volte troppo delicati per essere giudicati, con variabili troppo complicate per non essere spiegate di persona e - il caso di dirlo - vis-à-vis.

Qui si pone il solito limite dell’utilizzo distorto dei media, o - meglio - del limite che le persone ne fanno. D’altra parte alcuni professori del mio liceo li avrei bocciati, all’epoca, oggi invece non farei lo stesso, così come grande è il rischio che decisioni necessarie siano spesso poco condivisibili.

Vabbuò, in ogni caso adesso vado a cercarmi Charlotte e le piazzo il massimo dei voti, pur dubitando che sarà più gradito del mazzo di fiori che le arrivarono in una fresca nottata di luglio. Quelle allure!

(per il titolo defi ho parafrasato questo)

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Feb 19 2008

Relazioni ai tempi di facebook

Published by admin under io, social network, vita reale

Tempo fa Vittorio si interrogava sul concetto di fiducia quando si accettano richieste di contatti da parte di persone più o meno conosciute: una volta accettata la connessione, su linkedin, facebook o altri social network, scatta un meccanismo per cui i miei contatti, vedendo la nuova aggiunta, credono di potersi fidare di questo nuovo contatto.

Tuttavia, esistono elementi di distorsione, continua Vittorio: Ma se poi qualcuno di quelli che ho in lista, fra cinque anni poni l’esempio, lo beccano per traffico d’armi, a me che succede? Chi glielo spiega ai carabinieri che eri solo stato cortese su Facebook?

Purtroppo su molti contatti non è possibile fare una selezione: non è carino non accettare una request da chi non sopportavi al liceo o che consideri una baciapile accademica. Proprio per questo motivo, tra le applicazioni che vanno per la maggiore su Facebook, ci sono quelle che permettono di ordinare le tue amicizie, così come su linkedin, il network per le relazioni professionali, è possibile raccomandare alcune persone.

Questo preambolo per dire che proprio ieri mi è capitato di vedere tra i miei contatti, la nuova foto del profilo inneggiante a un nuovo soggetto politico, sedicente pro vita. A parte il disgusto per questa banalizzazione dell’agone politico, teso a esasperare gli animi, a radicalizzare l’arena del confronto, ad ottenere squallidi contropartite, ho deciso di eliminare questo contatto, non tanto per le idee - legittime, pur mooooolto opinabili -ma perché mi disturbava l’idea che i miei contatti - tramite i meccanismi di minifeed o anche semplicemente andando sul mio profilo a vedere i miei amici - potessero vedere quel logo.

Esagerato? Probabile, il punto è questo: presumo, so che i miei amici si fidano di me e in questo modo li tutelo: non voglio farmi veicolo inconsapevole di propaganda di idee in cui non credo.

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Feb 18 2008

Minicamp, Milano

Venerdì pomeriggio sono ito al minicamp (qui un track) per salutare qualche amico e per dare un’occhiata allo stato delle start-up. Molte di queste le conoscevo già, altre un po’ meno: devo dire che delle presentazioni - ognuna durava 6 minuti più una veloce sessione di domande, solo poche mi hanno colpito. Premesso che da parte mia c’è una grande stima e ammirazione enormi per chi in Italia decide di rischiare in proprio - un coraggio che mi è mancato - e che alcuni progetti erano molto interessanti e innovativi, ma mi sembra che nella più parte dei casi mancasse un modello di business preciso o che questo fosse un po’ troppo farraginoso.
Peraltro, credo che un quasi tutti dovessero fare un corso di public speaking: il pubblico era formato non solo da curiosi ma anche, in teoria, da potenziali investitori, da convincere della bontà di un piano industriale, venture capitalist ai quali dare una visione di quello che il futuro, il mercato, l’azienda saranno. Proprio il formato di 6 minuti per presentazione doveva dare incisività ai discorsi. Certo, la sala aveva un’acustica pessima e c’era molto brusìo di fondo ma, se molti tra il pubblico parlano, non è per ADHD, è per una tua responsabilità, perché non sei in grado di tenere il pubblico o perché hai preparato il discorso con eccessiva approssimazione.

A dire il vero, la colpa è un po’ anche del nostro sistema scolastico. Pensate alle scuole dei film ‘mmmerigani dove viene rappresentata abbastanza spesso una sessione di “show and tell“: fin da piccoli, si è quindi educati a vendere la propria idea, a parlare in pubblico, a dare una propria visione. Il personaggio mi sta qui ma pensate ad uno steve jobs che - pur troppo costruito - riesce a dare una sua visione e a traghettare la platea nel proprio mondo. Ecco, forse in Italia ci si potrebbe limitare a entrare nel mondo della platea, piuttosto che il contrario: invece difficilmente le due parti vengono in contatto. Mi è capitato ogni tanto di vedere qualche speaker di matrice anglosassone: sono rimasto sempre molto affascinato dalla loro capacità di affabulare l’interlocutore ed è paradossale che proprio in Italia non si riesca a fare, nonostante la presenza di un incubatore di rétori logorroici che è il liceo classico (e questo post ne è la prova).

Delle presentazioni positive, soprattutto per la sostanza, salvo quella di Francesco Orrù con cui ho collaborato- disclaimer - tempo fa per il lancio di un servizio della società che presiede. Era la prima volta che ci si vedeva dal vivo: mi ha impressionato parecchio la sua idea delle sviluppo di kiara, il servizio per la gestione online della contabilità aziendale.

Delle startup presentate mi sembra una delle poche che possa contare su un modello di sviluppo facilmente comprensibile, in un mercato potenziale di 8 milioni di piccole imprese e prefessionisti, con la possibilità concreta di fare upsell sul cliente, legacy e royalty. Se avessi qualche soldo da investire non mi accontenterei di dargli “my 2 cents”.

Altri interventi interessanti quelli di MCC per livepetitions e di Quintarelli.

Sono comunque sicuro che la prossima volta andrà meglio.

Complimenti agli organizzatori e al moderatore ;).

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Feb 14 2008

Promemoria 29/f

Published by admin under faccio cose vedo gente, io, vita reale

Smetterla di rilasciare interviste.

Aggiornamento: mi è stato chiesto perché non linko. C’è da chiederlo?

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