Archive for the 'segnalazioni' Category

dic 08 2011

LeWeb, Startup Competition: pitch e impressioni

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Lo spazio dedicato alle Startup ha visto protagoniste 16 finaliste, come anticipato settimana scorsa. E’ difficile fare una valutazione dell’effettivo valore di alcune delle società in nuce viste sul palco ma da queste parti qualche impressione la si è avuta. Eccone una lista ma bisogna fare una piccola precisazione al solito: se hai superato la selezione tra oltre 600 application e la scrematura da 32 a 16 partecipanti, insomma, se sei lì, sul palco, a Parigi, a metterti in gioco e parlare di una tua creatura che peraltro stai già costruendo, dette queste cose, allora sei un grande. Si parla sempre, soprattutto da queste parti, ma se fai, hai ragione a prescindere.

  • La prima impressione è che ci siano delle boiate pazzesche in giro.
  • La possibilità di società molto più grandi di implementare il core business di molte startup è relativamente ampia.
  • Ad esempio, gli annunci georeferenziati possono essere facilmente replicati da altre realtà.
  • Dunque, il business model sembra essere non tanto quello di fare un prodotto di cui essere orgogliosi, bensì quello di farsi acquistare.
  • Tuttavia, da queste parti si crede che solo con un prodotto ottimo (sotto diversi aspetti) si possa avere la possibilità di essere acquisiti.
  • Finché le startup avranno come obiettivo principale quello di vendere a società più grandi senza un prodotto strafigo, sono condannate al nanismo o alla scomparsa.
  • Però esistono alcune startup che fanno qualcosa di visionary  e disruptive. Sono quelle che fanno innovazione.
  • Google, per bocca di Schmidt, ha dichiarato di fare un’acquisizione alla settimana.
  • In questo, l’ecosistema Web mi ricorda quello discografico: 3-4 major che fanno il mercato e una miriade di indipendenti.
  • Startup come le Indie, settore R&D come Artist and Repertoire del settore discografico.
  • Con la differenza che sono 100 i milioni disponibili solo in Italia. Una liquidità straordinaria in cerca non solo di idee forti ma anche di un team adeguato (“Io finanzio al 65% il team”, riferisce un investor)
  • In generale, dal punto di vista della comunicazione, pochi hanno eccelso.
  • Per competenza, padronanza e chiarezza, Antonio di Beintoo è stato molto bravo. Si avevano dubbi sul suo prodotto ma ora sono completamente fugati. Ne sentiremo ben parlare.
  • Pur timidi, i ragazzi di ClearKarma hanno fatto una bella presentazione anche se il loro mercato è duro per dievrse ragioni (foodzy, fooducate etc). D’altra parte la loro value proposition è abbastanza forte. Non cambieranno il mondo ma aiutano le persone motivate.
  • Da questo punto di vista, poche startup volano alto: poca vision e pathos nel voler costruire un prodotto eccellente e semplice.
  • La parola giusta per definire la più parte di queste è una: queste startup a Paris sono perlopiù loffe.
  • L’anno scorso c’erano Waze, Paper.li e la GrandeMarmite (non più pervenuta), quest’anno è difficile dire di quale ci ricorderemo il prossimo anno. O forse ci sarà un effetto Jalisse.

Si possono votare le diverse startup sullo spazio youtube dove sono presenti anche i pitch. Check’em out!

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dic 08 2011

LeWeb 11: liveblogging II giorno

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Secondo giorno a LeWeb in diretta qui e soprattutto su twitter. Dalla sessione plenaria allo spazio startup #leweb

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dic 07 2011

LeWeb11: No advise, follow your rules

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Si è aperta oggi a Parigi l’edizione 2011 di LeWeb, l’ormai tradizionale conferenza su Internet, business e dintorni, il vero punto di incontro tra la Silicon Valley e il vecchio continente.

Nonostante il focus fortemente orientato verso la tecnologia, l’appuntamento di oggi è partito con un’intervista di Loic Le Meur, l’organizzatore di LeWeb, al genio francese della moda, Karl Lagerfeld che ha stupito tutti per la sua capacità di legare tecnologia e moda. I due mondi hanno aree di sovrapposizione marcate più di quanto si immagini: si basano entrambi sull’innovazione, sul consenso di un pubblico bramoso di novità e sull’obsolescenza pianificata.
Il bello di una conferenza come LeWeb è proprio la sua capacità di unire mondi differenti, facendone una sintesi. Lagerfeld rientra perfettamente in questo caso: annuncia la sua devozione verso un couturier del design e dell’usabilità come Steve Jobs e riferisce, mostrandone una parte, della sua dotazione Apple: 4 iphone, un centinaio di ipod con la musica catalogata per tempo e luogo, 30 ipad che usa per fare i suoi disegni e schizzi.

La cosa curiosa è che non usa l’email: per lui questo strumento è per chi ha tempo. “Chi è indaffarato, non usa l’email“, dichiara. Al di là delle note di costume e di colore, è stato annunciato anche il lancio di Karl, la sua linea personale in collaborazione con Net-à-porter: la novità è rilevante.
Se negli anni la filiera della moda aveva abituato il pubblico ad un processo che partiva dalla casa di moda e in sei mesi arrivava ai consumatori tramite i buyer e i negozianti, con questa nuova linea lo stilista arriva direttamente agli utenti online, via web. La fase di disintermediazione – uno dei trend emergenti del web degli ultimi anni – viene fatta saltare anche nel caso dell’industria della moda.
Prima di chiudere, Karl Lagerfeld lancia anche il suo messaggio a chi gli chiede un consiglio per le startup: “no advise, follow your rules“.

La mattinata continua con diversi interventi, non tutti della caratura o dallo stesso impatto dello stilista. Bisognerà attendere il pomeriggio per avere un intervento di peso, quando sarà il turno di Eric Schmidt, l’uomo che da CEO ha fatto crescere Google prima di lasciare in aprile la carica a Larry Page. (qui il suo intervento)

Dopo una demo piuttosto istituzionale di Honeycomb, Schmidt si è lasciato andare a un dialogo molto franco e diretto con Loic Le Meur, dando una sua personale visione di come sarà nel futuro il rapporto dell’uomo con la tecnologia: “in 20-30 anni sia le macchine che gli umani continueranno a fare quello che sanno fare meglio. Le macchine hanno calcolo e infinita memoria, le persone creatività, intuizione, immaginazione“.
Schmidt sembra sincero quando parla dell’importanza della competizione e del ruolo emergente dell’Europa: “Silicon Valley needs a competitor and Paris is one of the cities that has the capacity to become one” e “places with the highest diversity and competition creates the strongest organisations” sono le frasi che più hanno fatto applaudire la platea. Proprio in Europa, a Parigi, Google ha appena aperto un nuovo polo Ricerca e Sviluppo, dal quale si spera di sviluppare un ecosistema di innovazione. Per Schmidt, “the Internet is the core source of future growth in Europe”.

Difficile mantenere i livelli dell’intervento di Schmidt. L’ultimo degno di nota della giornata è infatti quello dedicato a Mister Instragram, l’app che ha reso grandi fotografi 15M di utenti. Kevin Systrom ha spiegato come è nata la sua creatura, dedicando molto tempo alla user experience e alla costruzione di un team di eccellenza: “Per metterlo in piedi, ho pensato ai migliori ingegneri e designer da portare a bordo“. il prodotto prima di tutto, una lezione che dovrebbe essere tenuta a mente dalle startup che nei padiglioni a fianco stanno facendo i loro pitch per la Startup Competition 2011. Ma questa è una storia che si racconterà a parte con polemica e giudizio.

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dic 07 2011

LeWeb 11: liveblogging I giorno

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Come ogni anno si segue LeWeb in diretta. Dalla sessione plenaria allo spazio startup:

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dic 04 2011

C’est chic, c’est glamour, c’est LeWeb

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Bene, il titolo di questo post è assolutamente vacuo e superficiale. Il motivo è che da queste parti è come fosse Capodanno, un nuovo inizio per ricaricare le pile e farsi un corso di igiene mentale. Questo rappresenta Le Web: il paese dei balocchi per chi è innamorato di business e Internet, pochi giorni per resettare e ragionare un poco sui prossimi mesi a livello professionale e amatoriale, facendosi ispirare dal panel delle persone presenti e dalle conoscenze serendipitose che capitano ogni anno.

Se proprio non avete altro da fare, da queste parti si dovrebbe dare adeguata copertura tramite Social Cosi, Twitter in primis ma anche FF e FB.
Di motivi per partecipare alla manifestazione (anche via streaming, è gratis) ce ne sono molti ma scritto qui fa molto scarrafone a mamma sua. Lasciamo parlare gente competente.

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nov 28 2011

LeWeb: Startup Competition, le 16 finaliste

E’ online la lista delle 16 finaliste alla Startup Competition.

Purtroppo la più parte di queste faranno il lancio proprio in occasione della conferenza per cui è difficile farsi un’idea più o meno approfondita: alcune sembrano delle boiate pazzesche, altre invece sembrano ben fatte, altre ancora über-innovative.

La mia preferita è ClearKarma perché permette alle persone con problemi alimentari di scansionare un prodotto e sapere se lo possono mangiare o meno. Certamente ci sono altri competitor come Fooducate ma il taglio medico/salute mi sembra sia vincente per guadagnarsi una bella fetta di un settore molto importante.

Ecco la lista dei partecipanti, en tout cas:

  • 23minutes.to (US): questo sito aiuta le persone a organizzare in 23minuti incontri basati su wild ideas. Da lanciare.
  • Apila (FR): social network per il parcheggio da lanciare: lascio un parcheggio e te lo dico. Da lanciare.
  • ARNav (PL): applicazione di realtà aumentata per girare in città senza mappe o cartine. Da lanciare.
  • Babelverse (CL): app che permette la traduzione simultanea grazie a una community di interpreti. Da lanciare.
  • Beintoo (IT): community di fruizione di apps con programma premi e dinamiche di gaming.
  • ClearKarma (AT): app meravigliosa per la scelta dei cibi attraverso la scansione dei barcode.
  • Commerces & Co (FR): app per la scoperta dei negozi di prossimità. Ancora da lanciare.
  • Compath.me (JP): condividere i propri interessi e scoprire le attività inerenti intorno. Ancora da lanciare.
  • Echo Labs Limited (HK): app che permette di scoprire i pensieri vicini ai tuoi. Ancora da lanciare.
  • Flagfriend (FR): social gaming basato sulla geolocalizzazione.
  • Gauss (DE): social network di prossimità. Ancora da lanciare.
  • Geokiwi (FR):  annunci di prossimità. Ancora da lanciare.
  • HeyCrowd (FR): app per i sondaggi online da condividere.
  • inZair (CH): pubblicizzato come next mobile messaging. Ancora da lanciare.
  • RadikHub (IN): piattaforma per gestire più utenze sui social network. Ancora da lanciare.
  • Staround (FR): App per foto, opinioni, condivisioni.

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nov 03 2011

Facce da schiaffi

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[Attenzione, post nell'odiosa prima persona singolare]
Una delle scene migliori di quel capolavoro che è Colazione da Tiffany è quando i due protagonisti vanno in libreria alla ricerca del libro di lui e Holly – ma come “chi?”, è la divina – con l’espressione che più le si confà dice al commesso che l’autore è proprio lì di fronte.
Un po’ con questo spirito ci si è avvicinati alla cassa di un’anonima Feltrinelli il mercoledì sera: l’orgoglio di comprare* il libro di un amico e fare una foto, sfocata, alla pila di libri in barba alla security: “la foto è per l’autore!” (scusa da riutilizzare).

Quel cialtrone di Mattia – l’uomo che ha riabilitato Angelina in società e dato spessore a sua magresse Carlabruni – ha scritto con Facce da schiaffi, Add Editore, questa galleria di ritratti. Riguarda tutti, tranne te (tributo).

Probabilmente, proprio parlando con qualcuno di voi, gli è venuto in mente alcuni dei personaggi descritti. Da queste parti, ci si riconosce in almeno 20 caratteri, compresa la figa mondiale ça va sans dire.

Scherzi a parte, per quel poco che ho divorato in nottata, il libro merita ed è riduttivo definirlo un libro satirico. La risata e l’invettiva sono pretesti per uno sguardo spietato sulla società di oggi, per guardarsi dentro con autoironia e, infine, migliorarsi. Con moderazione, ovviamente. Altrimenti, Sberla Mattia non potrà prendersi ulteriori schiaffi.

Riassumendo. Insomma, l’autore è figo, la lettura scorrevole, è sotto le 200 pagine: è il libro che vi aspetta per la strenna natalizia, cattàtelo o uno schiaffo vi seppellirà!

*NB il libro è stato comprato perché i bro/fratelli fighi/compagni di colazione si aiutano.

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nov 02 2011

LeWeb, Paris, la Startup Competition e altre quisquilie

Published by under segnalazioni,vita reale

Anche quest’anno, da queste parti, si è avuta la grossa fortuna di ricevere un pass* per LeWeb, Paris, ai primi di dicembre (poi ovviamente è una scusa per restarci un po’ di più).
Un zeste de Silicon Valley en Europeha dalla sua un panel di persone eccezionali (sì, i soliti noti) con la solita possibilità di intercettarle nei corridoi, in sala o in fila per il caffè (è successo con lui). Magnifique.

Come ogni anno, ci sarà anche la Startup Competition, in collaborazione con Google: l’edizione 2010 vide vincitori Waze, La Grande Marmite e Paper.li. Quest’anno sono 32 le semifinaliste, che si sottoporranno alle votazioni online per poi presentarsi sul palco.

Di primo acchito, le startup di quest’anno sembrano volare più alto rispetto all’anno scorso dove di ambizione e genialità se ne vedevano poche. Quindi, da queste parti votare è risultato più facile.

Presto altri aggiornamenti: questo blog è ripreso.

*Si può chiedere un pass come official blogger proprio qui. Il pass, del valore di 2.300 euro, dà accesso ad aree riservate e altre comode quisquilie.

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ott 30 2011

DAG: un Piano Marshall per l’Italia digitale?

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L’altra settimana, chi scrive è riuscito a imbucarsi alla presentazione stampa di DAG, l’iniziativa promossa dall’American Chamber of Commerce in Italy con l’aiuto di McKinsey & Company per permettere all’Italia di fare il salto nell’economia digitale.
I dati mostrati del report, scaricabile qui, sono interessanti:

  • 50%in più di margine operativo grazie al Web: Internet migliora anche la redditività, sia stimolando il fatturato sia abbassando il costo del venduto e riducendo le spese amministrative, grazie all’aumento della produttività;
  • 2% è il peso dell’economia digitale sul PIL italiano, nonostante contribuisca del 14% alla crescita dello stesso;
  • 700.000 posti di lavoro dedicati al web;
  • 1,8 posti di lavoro creato dal Web per ogni posto distrutto;
  • L’Italia è molto indietro su tanti aspetti: dalla fiducia di grande pubblico e PMI alla legislazione.

DAG si è definita come una iniziativa trasversale e quindi, fuori da logiche strettamente commerciali, ha proposto 12 punti, che, al di là del lavoro di sensibilizzazione sul Governo su temi quali la banda larga e la regolamentazione (privacy e copyright),  punta molto sui privati, consumatori e aziende. E’ anche possibile esprimere il proprio parere su questi 12 punti.

Vedremo. Dopo l’esperienza di Agenda digitale e un certo scetticismo, l’endorsement dell’American chamber of commerce potrebbe essere quel qualcosa in più da sviluppare, in condizioni migliori, in un vero e proprio Piano Marshall per l’Italia digitale.

Aspettiamo, anche se il mondo non aspetta.

Grazie a Quinta per l’invito. Altro bel post da Leonardo.

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mag 24 2011

Next Conference 2011: II giorno, la cronaca

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Il secondo giorno delle conferenze è sempre un po’ privo di mordente: si pensa di più a tirare la giornata, si risente dell’adrenalina dell’apertura dei lavori, i nomi di richiamo sono sempre un filino sotto rispetto a quelli del primo giorno, eppure alcuni spunti interessanti si riescono a trovare. Meno diretti e, a volte, meno demagogici, più di contenuto.

Il panel migliore della giornata sembra essere quello dedicato ai Cambiamenti sociali attraverso i media sociali. Dopo invece 10 minuti di fuffa - la materia impalpabile di cui sono spesso fatte le conferenze – ci si dedica alla parte più importante, i corridoi dove stringere legami con le persone.

E’ invece il panel dedicato alle Community-based business model a riservare le migliori sorprese e gli esempi più in grado di ispirare. A cominciare il turno e guadagnarsi l’attenzione degli addetti ai lavori è stato il titolo dell’intervento “Earning media through collaboration“: provate a immaginare il fondatore di JoVoto e uno dei brand globali più interessanti, Starbucks. Il proposito del primo, su briefing del secondo, era costruire sulle tazze, le papercup, un’iniziativa sociale – ovvero sui social media ma che avesse anche una finalità sociale – e che permettesse dei risultati di media coverage rilevanti.

E così nasce BetaCup: ti registri, ti fai dare un QR code da apporre sul tuo mug e, quando vai a farti riempire la tazza, ti fai scansionare il codice, scoprendo e facendo sapere ai propri amici quanto si è salvato l’ambiente in termini di papercup risparmiate. Il bello di questo progetto è quello di stimolare un uso responsabile del social marketing per finalità degne di nota: il marketing del futuro è quello che riesce a coniugare comportamenti sociali positivi e, ovviamente, esigenze di business. Per questo BetaCup piace molto creando un corto circuito positivo tra media, azienda e consumatori che si rendono protagonisti attivi di un progetto importante.

Protagonista della seconda giornata è quindi una sorta di mantra “basta campagne, sì ai progetti“, tesa a sottolineare come i brand, per emergere dal caos diffuso del rumore dei social media, debbano costruire la propria presenza in funzione di comportamenti sociali attivi e di comunità di persone che si riuniscono intorno ai brand. E i progetti si possono costruire anche attraverso una costante attenzione verso le community. Non è stata citata LSDP, che pure ha tanto da insegnare, ma i casi di EtsySoundcloud.

Il primo ha fatto un intervento molto interessante sul suo prodotto, Etsy, una sorta di marketplace per l’artigianato, e ha evidenziato il legame forte tra coda lunga dei prodotti, utenti e offline. Per lui è proprio quest’ultimo l’elemento che fa girare la macchina di Etsy: il segreto è dare agli utenti la possibilità di stringere legami oltre l’online.

Il secondo, Soundcloud, è un sito che nasce per permettere ai dj di caricare i propri mix musicali, si basa su un modello freemium e fa un uso strategico dell’interazione con i propri utenti, cercandoli, coccolandoli, risolvendone i problemi e offrendo loro regali extra. Le loro regole d’azione sono always go the extra mile, be patient, place dots, connect the dots into lines, fornendo anche uno spunto per molte delle startup presenti: getting aqcuired is not a vision.

Proprio da quest’ultimo punto si può chiudere il cerchio della due giorni berlinese e capire quali saranno le startup che racconteranno il loro successo il prossimo anno: dovranno trattare grandi volumi di dati, curare un prodotto senza preoccuparsi delle strategie di vendita, contare su utenti alleati piuttosto che su clienti. Ma dopo tutto, pensandoci bene, dovrebbe essere stato sempre così.

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mag 18 2011

Next Conference 2011: I giorno, la cronaca

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Si è aperta martedì Next, la ormai tradizionale conferenza su Web e dintorni che si tiene ogni anno a Berlino. L’edizione di quest’anno ha come sottotitolo “Data Love” proprio a sottolineare l’importanza che i dati hanno sempre più nello sviluppo di nuovi servizi.

Su questo tema, uno speaker della sessione più brillante – dal titolo evocativo di “Bright data, bright city”, che cita un libro bello come quello di Jay McInerney – ha ricordato la frase di Hal Varian: “the sexy job of the next ten years will be statician“, proprio a sottolineare la potenza e la duttilità dei dati nel processo di input e manipolazione dei risultati. L’argomento sembra alquanto noioso e fuori dalle necessità comuni, eppure i risvolti pratici sulla vita delle persone e delle comunità sono decisamente tangibili.

Euro Beinatitaliano di nascita e cittadino del mondo per vocazione - ha così analizzato manifestazioni navali, l’emergenza Vulcano dell’aprile 2010, le conversazioni in Toscana con americani presenti nell’entroterra. Tramite lo studio di questi dati – recuperati via twitter, flickr oppure in accordo con le compagnie telefoniche che li han forniti depurati dei dati sensibili – è riuscito ad esempio scoprire che francesi e spagnoli in Olanda fanno più escursioni di un giorno di quante ne facciano inglesi e danesi. Sono inferenze utili per il turismo ma anche per la sicurezza e, in potenza, per tutte quelle situazioni che coinvolgono il movimento e la concentrazione delle persone.

Altro spunto molto importante è stato quello di un provocatore di professione. Andrew Keen ha sottolineato il pericolo di un monopolio dei dati da parte delle big corporation ma al di là di frasi di impatto come “Ideas are the new coal“, “Data are the new oil“, “Real identities generating massive data” non è andato molto in profondità.

Cosa che invece è riuscito a fare Stefan Wehrmeyer, founder di Mapnificent, un app per il trasporto pubblico che mostra in termini di tempo la distanza di un punto da alcune zone della città, considerando i mezzi pubblici (qui c’è Torino, unica città italiana). Segnato un punto sulla mappa e definita con una barra il tempo a disposizione, l’app restituisce in verde le zone più vicine. Mapnificent ad oggi raccoglie dati su 40 città ((qui c’è Torino, unica città italiana), interessando oltre 30 milioni di persone.
Un’altra persona che cambierà il mondo è Raúl Krauthausen@raulde, che ha spiegato perché “fell in love with data”, raccontando la sua esperienza di disabile. Il suo sogno si chiama Wheelmap.org, “a free, crowdsourced and open platform” per raccogliere dati sull’accessibilità. Ad oggi ha raccolto oltre 50mila segnalazioni. La prova tangibile di come i dati possano essere utilizzati anche per i fini più nobili.

L’altro grande tema della giornata ha riguardato le startup in gara per Next elevator: dalla selezione votata dagli utenti sono emerse 12 finaliste che si sono sfidate a colpi di pitch di 5 minuti.

Concesso che la più parte delle selezionate era decisamente in fase di avviamento, senza neanche una beta version da mostrare, ecco, rispetto ad altri pitch visti in Italia, le presentazioni non sono approfondite, non hanno un mercato di riferimento, un’analisi della concorrenza o una benché minima idea di business model. Da questo punto di vista, le iniziative italiane e il fermento che si respira in Italia hanno avuto il merito di tirare fuori un modus operandi e una schematizzazione della propria idea. Strano che questo non succeda in Germania, per quanto visto qui.

Entrando nel merito della competizione, di quelle viste, tra le startup migliori si segnalano:

  • Trustyou, aggregate and structure worldwide opinions of local data and products in the form of comments, reviews, tweets and opinions to create the biggest opinion database. Il prodotto sembra molto potente tecnologicamente, ha sicuramente forti ambizioni. I dati verrano venduti alle diverse aziende. E’ gi
  • Wahwah, share the playlist that they are listening to on their smartphone in real time with others. Anche le venues possono farlo creando leading sulla location. Prodotto grazioso e ben presentato. Non ha l’ambizione di cambiare il mondo ma semplicemente di renderlo un po ‘meno grigio. C’è da capire la tecnologia dietro perché potrebbe adattarsi ad altri ambiti al di fuori della musica.
Con il secondo giorno i ritmi verranno rallentati e dovrebbe esserci più spazio per le riflessioni. Parleranno nuovi pensatori globali come Pirate Party e Mr. Etsy.

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mag 18 2011

Next Conference ’11: II giorno, live

Published by under segnalazioni

Continua qui e su Friendfeed il live-blogging di Next Conference, Berlin.

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