Archive for the 'musica' Category

Feb 18 2009

Il volto migliore di San Remo

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Dallo schifo della manifestazione ligure emergono delle chicche dappaura.
Una di queste è il twitter di Chiarula in versione sanremese, assolutamente in gran forma, dissacrante e ottima dispensantrice di perle. Leggere per credere.

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Feb 17 2009

Doveva succedere: i Vocoder e Facebook

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Proprio qualche settimana fa in ufficio avevo esordito con un “ma nn hanno ancora fatto una canzone citando Facebook?

Già, perché il vero successo di un fenomeno si misura dalle canzoni ad esso dedicate.
Così, dopo la Ragazza MySpace dei Dio della Love di qualche anno fa, ecco finalmente Facebook dei Vocoder. Il testo è quel volgarotto che piace, meno ironico della Ragazza Myspace ma perlomeno ha una sonorità nuova.

Di 10 anni.

Come i primi Daft Punk cui, esplicitamente, si ispirano. Per l’ascolto di un morceau, clicca qui.

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Feb 17 2009

Babelgum e musica

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E’ interessante notare come non solo le grandi multinazionali come Bacardi ma anche le media company startup utilizzino il veicolo della musica per far brand awareness, far leva sugli utenti e creare con questi un legame emotivo.
Anche Babelgum
si muove sempre più nel territorio della musica: recentemente si è concluso un concorso di videoclip indipendenti con una giuria presieduta dall’amato Michel Gondry. Ha vinto il video di Quio, un’artista (?) berlinese. Il video è molto carino, la canzone invece fa un po’ schifo ma tant’è: alla cantante basta fare l’artista.

Babelgum ha altre esclusive sui Franz Ferdinand: tutte belle cose, gli unici crucci sono che non siano embeddabili sui blog e che si debba installare il player babelgum, in ogni caso un piccolo pegno per dei contenuti di qualità.

(via catherine)

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Feb 16 2009

Pharrell e l’aftershow dei Daft Punk

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Ci sono pochi set che riescono a coinvolgere così tanto: in mezz’ora – tra intro, flusso, pestone, chilling finale, onore per i partecipanti – c’è dentro la summa di tutto quello che bisogna fare per prendere all’amo gli ascoltatori e portarli, zompettando, nel proprio mondo.

Il set di Pharrell – che per descriverlo ad una mia amica è diventato quel dj nero con un branco di tartarughe sulla pancia – in un aftershow al concerto parigino dei Daft Punk ci riesce perfettamente. Lo si può scaricare da qui.

In questo caso, sarà stato meglio il concerto o l’aftershow?
Per scoprirlo, vi basta appizzare le cuffie: tease your earphonez!

(thanks to Disconnesso)

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Feb 13 2009

Simian Mobile Disco: Synthesise

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I Simian Mobile Disco, dopo averci deliziato con il video più erotico della storia della musica dance, lanciano il video più “palloso”. Scoprite perché.

(via rocksuckers)

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Feb 06 2009

Groove Armada e Bacardi: shakin’your drink

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Gli artisti oggigiorno sempre più ricorrono alle sponsorship aziendali per andare avanti e alle aziende spesso serve un veicolo molto forte per entrare nelle grazie dell’utente, prima che del consumatore.

Proprio a metà strada si sono ritrovate Bacardi e Groove Armada, uno dei gruppi migliori che mi sia mai capitato di sentire e, come dj chic:), mettere su, per un progetto che si chiama B-live.

Non è solo un tour musicale diretto dai Groove ma funziona anche come una piattaforma che ricorda quelle strutture piramidali tipiche del marketing, quelle per le quali, a seconda delle persone che riesci a far iscrivere, accedi a dei livelli e a dei premi. Una cosa piuttosto antipatica, insomma, con la differenza per cui “the more you share, the more music you get”.

I premi sono carini: una volta iscritti, si riceve il primo pezzo; fatti iscrivere degli amici, si ricevono altri pezzi e così via, fino a 3 gradini.

Il primo pezzo lo devo ancora scaricare, mentre il secondo lo avevo già. Così, lascio il link personale per iscrivervi e aiutarmi a raggiungere il terzo step: mi date una mano?

Le canzoni, una volta scaricate, si possono tranquillamente condividere: è tutto gratuito e legale perché l’azienda paga già alla fonte. Ma è un modello di business replicabile questo? Si può fare solo con i gruppi già avviati? E con gli emergenti?

zenoteo has shared an exclusive Groove Armada track with 0 people on B-Live Share

Get the track for yourself and start sharing

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Gen 21 2009

Il tuo artista preferito..

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..è quello che puoi vedere nella tua città. Via FB, una mia amica ha segnalato un sito dove è possibile firmare una sorta di petizione per chiedere un concerto.Forse non sazia del fatto che questo dj andrà al matrimonio di lei a suonare, la mia amica ha optato per Federico Aubele della ESL lounge, la casa degli amati benché persi Thievery,Dopo essermi perso il concerto nel maggio scorso – ma la contropartita, come direbbe la carmen, era considerevole – ho richiesto un nuovo concerto dell’amata Feist.Me la date una mano, per favore?

View all Milan events at Eventful

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Gen 16 2009

Uno spagnolo di Verona

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Insomma, questo 2009 é cominciato da un po’ ma sembra un 2005 riedizione deluxe (ndr, l’anno fondamentale della mia vita). Lavoro, amici e quello strano smirk degli occhi che ricorda questo pezzo, tanti altri scampoli di vita milanese e di socialità diffusa, concetto che da queste parti si predica e – almeno in questo caso – si razzola con altrettanto furore.

Tra le novità dell’anno a venire ci sono un po’ di concerti da seguire, qualche malsana quanto velleitaria idea e l’ipotesi nome in codice 4A che bazzica da un po’ da queste parti. Nel frattempo ci si diverte un po’ con pronti al peggio, già segnalato da molti.

La puntata di oggi vede protagonista il bravo Tommaso Labranca, purtroppo scomparso negli ultimi anni ma sempre capace di dare delle perle (“si canta in inglese per essere ignorati sia in Italia che all’estero” o la frase del titolo, ge-nia-le). Se oggi questo scampolo di 2009 mi ricorda il 2005 un po’ lo si deve anche ad aver rivisto gente come lui. Godetevelo!

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Gen 07 2009

Music Blog Zeitgeist

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Sulla falsariga dello zeitgeist di Google, uno dei principali spacciatori di buona musica ha messo su quest’anno il Music Blog Zeitgeist, speciale classifica degli album, gli artisti e le canzoni più scaricate nel 2008. Piano piano, di ogni categoria ne stanno mostrando 10 al giorno fino a venerdì.
Insomma, è d’obbligo un giretto per recuperare le chicche su cui si è scatenato più hype nel 2008 – ma ancora attuali nel 2009 – e per scoprire qualcosa di nuovo.
Di seguito il lettore degli album da ascoltare. Solo per palati fini.

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Gen 06 2009

Di iPod, longevità e fruizione

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E’ tanto tempo che ho in canna questo post: l’ottimo Gioxx chiedeva alla fine di novembre quali fossero gli album più longevi sul proprio lettore mp3. Nel mio caso, con una certa calma, mi fa piacere segnalarne 3 che, nonostante siano cambiati i gusti di chi scrive e soprattutto il modo di fruire la musica, rimangono lì imperterriti.

  • Lenny Kravitz5“: bellissimo album del ’98, scoperto durante una vacanza con Eazy, che all’epoca era Wasta, all’Elba, vacanza dove l’unica volta che finimmo in spiaggia nn facemmo neanche il bagno, per le meduse. Per poi dormire, alzarci alle 5 e andare per i dancefloor dell’isola all nite long (seeeeeeeh). L’Elba fu anche il luogo della prima versione di Sweet home Alabama dei Lynird Skynird che mi ricordi e di una pasta krasta wurstel e tonno che ci inventammo. Grandissima vacanza dove Eazy cominciò a diventare il mio spacciatore di riferimento.
  • Autori Vari300% dynamite“: compilation con i più classici autori reggae da Lee Scratch Perry a Shark Wilson a Sister Nancy, praticamente la base per ogni dj che si rispetti e per ogni serata con un unico comune denominatore: il grande fun. Anche questa è opera di mr. beloved Eazy ma il ricordo più vivo legato a questo album fu il soggiorno di una casa di Limerick alle 6 del mattino, con il bagno del piano di sopra che colava acqua di sotto sul dancefloor e noi di sotto a ballare, fradici, sulle note di Jungle Lion (parte a 23s con quel fenomenale riff). Gran vacanza, grand potatoes.
  • Autori Vari7 – Gli Anni ’50“: anche questa è una compilation di quelle dedicate al Jazz che uscirono con Repubblica intorno al 2000. Ci sono dentro pezzi famosissimi jazz come Take 5 di Dave Brubeck o That old black magic di Oscar Peterson, pezzi magici e simbolo del periodo jazz più vispo, spensierato e ricercato che sono stati gli anni ’50. E’ un album molto legato ad un volto: la persona non c’è più da un certo punto di vista ma per fortuna l’album è rimasto :)

Questi sono gli album più vecchi che, mi sembra, ho caricato per primi e ho continuato a portarmi dietro i diversi lettori che ho avuto. Certo, il modo di fruire la musica è cambiato ed è quasi antistorico parlare di album in un momento in cui gli album esistono sempre meno e si ascoltano bulimicamente singole tracce così come gli artisti sono sempre più orientati a ragionare proprio in questa direzione.

Proprio per questo motivo, ancor più apprezzabile dovrebbe essere un’opera come Dystopia (gran rece di Eazy) degli amati Midnight Juggernauts che hanno creato questo album pensando ad atmosfere spaziali, quasi alla star trek, sul viaggio, la fuga, la ricerca di se stessi e di un nuovo spazio, lontani da una Terra distrutta.

Il concept album, una creatura misteriosa che rinasce nel 2008 con questo gruppo, i Midnight, decisamente anni ’70 nelle sue sonorità e nelle citazioni. Quest’opera, nella speciale classifica di fine anno, non è stata citata perché la si credeva erroneamente del 2007 ma si sarebbe piazzata sicuramente seconda dopo quel capolavoro dei Cut.

Inutile ricordarlo, il 2008 è stato l’anno dell’Australia.

This world don’t mean a thing to me, without those songs you sing to me

Midnight Juggernauts “Nine lives

Midnight Juggernauts “Shadows” (cominciano lente ma poi spaccano)

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Dic 23 2008

You could have it so much better with…Sloppy winter

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Eazye, che ormai insieme a qualcun altro si contende la palma di blog dell’anno – non solo musicale – fa una nuova releazye natalizia (cit.).
Pregio, buon gusto e chicche a fagiuolo sono dalla sua parte, come la solito. Accattatevilla!

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Dic 22 2008

Disco dell’anno 2008

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Ci sono dischi da far emozionare da quanto sono belli, per i quali la scelta come disco dell’anno 2009 è diretta, intuitiva, immediata, tanto che forse una vera decisione sarebbe per il secondo posto da ponderare, decidere e, infine, assegnare ad uno a caso tra Meg, Bugo, Baustelle, per gli italiani, e Yeti, Vampire Weekend, Glimmers per gli stranieri.
Il risultato è un po’ la logica conseguenza dei numerosi ascolti e di tutti quei momenti – nella banalità dell’esistenza – in cui uno dei loro brani era lì a fare da original soundtrack: salendo le scale da urban outfitters, davanti ai fornelli in cucina, camminando lungo, solitario e orgoglioso davanti a un certo portone.
Un album – questione di gusti – perfetto e spensierato, profondo e narciso. In Ghost Colours, Cut Copy e tutto il resto conta ma manco troppo. Home is where heart is. (my space)

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