Archive for the 'io' Category

Ott 20 2009

Sono io che me ne vado

Published by admin under io

E’ metà ottobre, è da molto che questo blog non è aggiornato, forse perché ci sono state troppe cose cui pensare e da mettere a posto: impossibilità di stare in compagnia, rapporti sbagliati, lavori incasinati e momenti di vita da regalare a persone in qualche modo - e per troppo - trascurate.
Così, in questo mese ci si è dedicati ai giri degli affetti, alla ricerca di un nuovo lavoro, a colloqui con zero voglia addosso, alla pianificazione di un futuro prossimo.
C’è stato un po’ di tempo anche per l’amata Paris, noiosa in sé ma che non delude quando la si condivide con le persone migliori.
Prossime settimane dedicate, dunque, allo studio, alla ristrutturazione di casa e a sbrigare le ultime cose. Poi si vedrà ma chi mi è vicino già lo sa.

* Per il titolo del post leggere il libro di Violetta

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Set 09 2009

Amar di nuovo Milano

Published by admin under io, vita reale


Difficile descrivere le sensazioni di un martedì sera a manifestare, soprattutto dopo quello che Marco, fra gli altri, ha scritto. La cosa era nata in uno stanzino di friendfeed, quasi come una boutade all’interno di un discorso più ampio e in linea con altre manifestazioni. Poi la cosa è stata portata su FB e di lì sono arrivate perlomeno 1500 persone, tante rispetto alle previsioni iniziali. E’ sempre una  questione di under promising and over delivering.

A latere di quanto da altri riportato, la cosa che colpisce è proprio la partecipazione di Milano, una città che si è un po’ persa negli anni dietro un effimero senso esteriore della vita e del disimpegno.

Se ne parlava con Alessio e Luca in corteo: Milano è una città che ha nel suo DNA la passione per una società equa e una vocazione per dettare al Paese come muoversi. E sta vivendo il suo periodo peggiore – non solo dal punto di vista intellettuale ma anche meramente finanziario - proprio nel momento in cui a guidare c’è un governo che si dice espressione della milanesità.

Nel dopoguerra, il modello Milano prevedeva un impegno della borghesia illuminata che, in preda ai complessi di colpa, restituiva alla città parte della ricchezza accumulata.

Il modello è andato in cortocircuito negli anni ’80 quando la televisione commerciale ha sdoganato qualsiasi mezzo per arricchirsi e fatto sì che la ricchezza fosse giustificata in quanto tale, esattamente come oggi è il successo la chiave di tutto.

Milano – locomotiva di Italia – ha mutuato e fatto suoi modelli provenienti da altre parti, dalla provincia e dall’estero, e creato le condizioni per esportarle nel resto di Italia. Lo ha fatto con il socialismo, il centrosinistra, il cattolicesimo ambrosiano ma anche con il fascismo e il berlusconismo. Quest’ultimo è ciò che ha trascinato tutto al ribasso, annullando anche il senso del pudore, già fortemente provato dagli anni ’80*.

Per questo, vedere tanta gente arrivata in piazza con il potere del semplice passaparola, è carico di significato e ottimismo. Forse è troppo per parlare di rinascita di Milano ma credo proprio che solo da Milano possa partire un segnale nuovo, insieme ad altri.  

 

*A proposito, grazie alla gentilezza e alla cortesia di Current e Livia, ho potuto assistere al miglior film dell’orrore degli ultimi anni, Videocracy, che parla proprio del berlusconismo. Temi già affontati altrove e, in gran parte, risaputi ma una narrazione asciutta e scelte registiche ben studiate lo rendono un film degno del prezzo del biglietto. Da vedere.

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Gen 06 2009

Di iPod, longevità e fruizione

Published by admin under io, musica, segnalazioni

E’ tanto tempo che ho in canna questo post: l’ottimo Gioxx chiedeva alla fine di novembre quali fossero gli album più longevi sul proprio lettore mp3. Nel mio caso, con una certa calma, mi fa piacere segnalarne 3 che, nonostante siano cambiati i gusti di chi scrive e soprattutto il modo di fruire la musica, rimangono lì imperterriti.

  • Lenny Kravitz5“: bellissimo album del ‘98, scoperto durante una vacanza con Eazy, che all’epoca era Wasta, all’Elba, vacanza dove l’unica volta che finimmo in spiaggia nn facemmo neanche il bagno, per le meduse. Per poi dormire, alzarci alle 5 e andare per i dancefloor dell’isola all nite long (seeeeeeeh). L’Elba fu anche il luogo della prima versione di Sweet home Alabama dei Lynird Skynird che mi ricordi e di una pasta krasta wurstel e tonno che ci inventammo. Grandissima vacanza dove Eazy cominciò a diventare il mio spacciatore di riferimento.
  • Autori Vari300% dynamite“: compilation con i più classici autori reggae da Lee Scratch Perry a Shark Wilson a Sister Nancy, praticamente la base per ogni dj che si rispetti e per ogni serata con un unico comune denominatore: il grande fun. Anche questa è opera di mr. beloved Eazy ma il ricordo più vivo legato a questo album fu il soggiorno di una casa di Limerick alle 6 del mattino, con il bagno del piano di sopra che colava acqua di sotto sul dancefloor e noi di sotto a ballare, fradici, sulle note di Jungle Lion (parte a 23s con quel fenomenale riff). Gran vacanza, grand potatoes.
  • Autori Vari7 - Gli Anni ‘50“: anche questa è una compilation di quelle dedicate al Jazz che uscirono con Repubblica intorno al 2000. Ci sono dentro pezzi famosissimi jazz come Take 5 di Dave Brubeck o That old black magic di Oscar Peterson, pezzi magici e simbolo del periodo jazz più vispo, spensierato e ricercato che sono stati gli anni ‘50. E’ un album molto legato ad un volto: la persona non c’è più da un certo punto di vista ma per fortuna l’album è rimasto :)

Questi sono gli album più vecchi che, mi sembra, ho caricato per primi e ho continuato a portarmi dietro i diversi lettori che ho avuto. Certo, il modo di fruire la musica è cambiato ed è quasi antistorico parlare di album in un momento in cui gli album esistono sempre meno e si ascoltano bulimicamente singole tracce così come gli artisti sono sempre più orientati a ragionare proprio in questa direzione.

Proprio per questo motivo, ancor più apprezzabile dovrebbe essere un’opera come Dystopia (gran rece di Eazy) degli amati Midnight Juggernauts che hanno creato questo album pensando ad atmosfere spaziali, quasi alla star trek, sul viaggio, la fuga, la ricerca di se stessi e di un nuovo spazio, lontani da una Terra distrutta.

Il concept album, una creatura misteriosa che rinasce nel 2008 con questo gruppo, i Midnight, decisamente anni ‘70 nelle sue sonorità e nelle citazioni. Quest’opera, nella speciale classifica di fine anno, non è stata citata perché la si credeva erroneamente del 2007 ma si sarebbe piazzata sicuramente seconda dopo quel capolavoro dei Cut.

Inutile ricordarlo, il 2008 è stato l’anno dell’Australia.

This world don’t mean a thing to me, without those songs you sing to me

Midnight Juggernauts “Nine lives

Midnight Juggernauts “Shadows” (cominciano lente ma poi spaccano)

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Dic 10 2008

Mad men è come il sesso, fatto bene

Published by admin under comunicazione, io, segnalazioni

Da queste parti c’è una vera passione per alcuni serial tv: lost, gossip girl, californication. Non ricordo dove l’ho letta questa (inkiostro?) ma alcuni serial sono un po’ come il sesso, sono belli durante ma dopo ti lasciano poco, mentre l’amore ti lascia qualcosa. [leva “qualcosa” se sei un disadattato]

Anyway, con Mad Men è sesso, fatto bene, e pure amore. Il massimo.
[mentre lost è il suo contrario, tanto amore ma troppo spesso l’atto è una palla; gossip girl è una relazione solo sesso mentre californication è quella tua amica con cui ti diverti ogni tanto e infatti le puntate durano solo 24 minuti]
Detto questo, quando qualche ora fa mi è stato detto della possibilità di incontrare Matthew Weiner, la prima reazione è stata, scimmiottando l’americano che da queste parti tira un casino: OMG!
Espressione seguita da un “noooooooooooo” perché purtroppo quella sera avrei un altro piacevole impegno, peraltro incerto per motivi di lavoro.
Comunque, l’occasione della social media press release inviatami da Ale è dovuta a:

  • L’incontro con lo sceneggiatore, giovedi 11 dicembre alle ore 20.30, al cinema Anteo in via Milazzo, 9 a Milano. L’ingresso è gratuito fino ad esaurimento dei posti
  • L’inizio della seconda serie il 28 dicembre, che ho già visto e dunque posso dirlo: dapppaura
  • Un concorso “Roba da Mad Men” dal 12 dicembre di cui non volevo scrivere per poter esser uno dei pochi a partecipare

Bravissimi questi di Fox perché i premi del concorso sono stupendi proprio nello stile della serie: un Giradischi Brionvega, una Sedia design Verner Panton, Puff nero. Che palle i soliti iSomething.
Questa dei premi mi dà lo spunto per due pensieri. La parte più bella della serie, oltre ai briefing intorno a prodotti famosi o alle battute “su una piccola agenzia di chicago che si chiama Leo Burnett”, sono le ambientazioni della serie. Pochi mesi fa su dei blog (forse american today) e un D di Repubblica, c’era un servizio proprio sull’arredamento della serie. Una delle critiche maggiori che si faceva verteva proprio sulla mancanza di coordinamento e di uniformità nello stile di alcune case. Eppure, pensandoci bene, è proprio questo il punto di forza che rende la serie così vera: prodotti di stili diversi che si accavallano, sedie di Ms. van der Rohe o Thonet che si sommano a pezzi di cultura sub americana di pezzi robusti e di buona fattura. [e qui ci vuole una parentesi su quanto è bello il termine “fattura” in questo contesto perché dà l’idea del lavoro fatto bene e con amore]

Insomma, sono il tratto estetico,la cura per il particolare, l’attenzione e la contestualizzazione - la parola filologia quasi quasi ci starebbe proprio bene - che mi fanno amare questa serie e rimpiangere già da ora l’impossibilità di ascoltare Weiner giovedì.

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Nov 13 2008

E’ il periodo

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Sembra di essere in questo spot

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Nov 07 2008

Cioccolato amaro

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Già che c’era poteva definirlo cioccolatino. Dare del cioccolatino non è un’offesa: a chi non piacciono i cioccolatini?

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Ott 06 2008

Internet tour (parte seconda)

Published by admin under comunicazione, io

Le polemiche sui gggiovani e su una generazione che non si smolla dalla poltrona sono ogni volta quantomeno pretestuose. La dimostrazione sabato pomeriggio quando all’internet tour si sono confrontati Pietro Jovane di Microsoft e Stefano Venturi di Cisco. Non ricordo bene i discorsi (mnaledetta arterio…), dico solo che due persone così chiare è raro trovarle in Italia: benché coo-petitor (la bizzarra definizione per cui le due società che rappresentano hanno una partnership di competizione), hanno dimostrato molto fairplay e una capacità di analisi  orientata al pragmatismo e al futuro.
Bravi, anche perché sono la dimostrazione che i cosiddetti gggiovani fanno strada quando hanno idee precise, più di metodologia, e determinazione nel portarle avanti.

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Set 30 2008

Regalo 30 pounds

Published by admin under io

..da spendere sui voli british airways entro il 30 ottobre. Fatemi sapere.

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Ago 31 2008

Ancora una volta

Published by admin under io, vita reale

Il calcio è la triste metafora di una nazione in declino. Ecco uno dei tanti motivi per cui nn lo seguo più (e così tanti dei miei amici).

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Lug 26 2008

L’estate in cui i Cut Copy mi dissero basta

Published by admin under io, musica

Non si può andare a tutti i concerti che si vorrebbe, bisogna saper fare delle scelte, rinunce, sacrifici (NB adoro i climax, soprattutto d’estate, come i kleenex d’inverno), ben consapevoli del rischio che uno dei gruppi cui hai rinunciato potrebbe diventare la colonna sonora della tua estate, così in bilico tra giovinezza e prese di coscienze. Ed è così che è cominciata.

I Cut Copy nascono da queste parti in marzo e, dopo la sbornia americana a base di beatles, li ho riscoperti: 316 ascolti in 3 settimane su 7-8 canzoni (la mia preferita è feel love, subito dopo il bridge) nn sono pochi, più quelli della loro compilation sotto il marchio Fabric, il locale londinese.

Il loro pop elettronico è l’ideale per chi vive la sua ultima estate prima degli autunnali 30: rigurgiti adolescenziali, temi leopardiani da dì di festa di allora, atmosfere delle feste di oggi dove scatta il “liberi tutti” e ci si pente subito dopo di una vita vuota.

Una solarità che volge alla nostalgia e al tramonto, proprio come i 30.

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