Archive for the 'io' Category

Ott 06 2008

Internet tour (parte seconda)

Published by admin under comunicazione, io

Le polemiche sui gggiovani e su una generazione che non si smolla dalla poltrona sono ogni volta quantomeno pretestuose. La dimostrazione sabato pomeriggio quando all’internet tour si sono confrontati Pietro Jovane di Microsoft e Stefano Venturi di Cisco. Non ricordo bene i discorsi (mnaledetta arterio…), dico solo che due persone così chiare è raro trovarle in Italia: benché coo-petitor (la bizzarra definizione per cui le due società che rappresentano hanno una partnership di competizione), hanno dimostrato molto fairplay e una capacità di analisi  orientata al pragmatismo e al futuro.
Bravi, anche perché sono la dimostrazione che i cosiddetti gggiovani fanno strada quando hanno idee precise, più di metodologia, e determinazione nel portarle avanti.

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Set 30 2008

Regalo 30 pounds

Published by admin under io

..da spendere sui voli british airways entro il 30 ottobre. Fatemi sapere.

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Ago 31 2008

Ancora una volta

Published by admin under io, vita reale

Il calcio è la triste metafora di una nazione in declino. Ecco uno dei tanti motivi per cui nn lo seguo più (e così tanti dei miei amici).

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Lug 26 2008

L’estate in cui i Cut Copy mi dissero basta

Published by admin under io, musica

Non si può andare a tutti i concerti che si vorrebbe, bisogna saper fare delle scelte, rinunce, sacrifici (NB adoro i climax, soprattutto d’estate, come i kleenex d’inverno), ben consapevoli del rischio che uno dei gruppi cui hai rinunciato potrebbe diventare la colonna sonora della tua estate, così in bilico tra giovinezza e prese di coscienze. Ed è così che è cominciata.

I Cut Copy nascono da queste parti in marzo e, dopo la sbornia americana a base di beatles, li ho riscoperti: 316 ascolti in 3 settimane su 7-8 canzoni (la mia preferita è feel love, subito dopo il bridge) nn sono pochi, più quelli della loro compilation sotto il marchio Fabric, il locale londinese.

Il loro pop elettronico è l’ideale per chi vive la sua ultima estate prima degli autunnali 30: rigurgiti adolescenziali, temi leopardiani da dì di festa di allora, atmosfere delle feste di oggi dove scatta il “liberi tutti” e ci si pente subito dopo di una vita vuota.

Una solarità che volge alla nostalgia e al tramonto, proprio come i 30.

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Lug 17 2008

Girlfriend non vuol dire ragazza

Published by admin under io

Uno degli errori che più faccio parlando, o tentando di parlare, l’idioma della perfida albione, è quello di tradurre amica con girlfriend. E’ un errore frequente che genera delle incomprensioni enormi: è che l’italiano - e lo schema mentale che lo sostiene - sente forte il bisogno di affermare questa precisa distinzione maschile/femminile che in un’amicizia non dovrebbe aver senso. Proprio perché è oggettivamente così raro, tuttavia, la motivazione a pronunciare tali parole è ancor più forte di quello che dovrebbe essere e supera qualsiasi logica di profitto nel breve periodo.
Sì, decisamente il mio favorite false friend.

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Lug 15 2008

Name voyager

Published by admin under io, segnalazioni

Attenzione, il seguente sito può provocare assuefazione.

L’ho scoperto l’altro ieri (nn ricordo dove) e me ne sono innamorato di brutto. Vuoi sapere quanto il tuo nome è stato comune negli ultimi 120 anni? Name Voyager è la risposta. E se, dopo averlo inserito in alto a sinistra, il vostro nome nn c’è, allora potreste avere qualche problema. Il mio nn c’è, infatti.

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Lug 15 2008

E’ questione di cura

Published by admin under io

Ho speso in due giorni più soldi in birra, circa 100 euro, che in spostamenti, 32 euro, tasse e spostamenti da/per aereoporto  compresi. Ah, ero in Germania, dove come al solito ho potuto constatare dalle piccole cose fondamentali (birra a 2,80, felafel a 2,50, locali che chiudono alle 8 del mattino) che quello è un paese civile dove sanno come divertirsi. Certo il nostro è un paese dove il bello, pure nella capitale del male, domina e molte cose portano al desiderio di stare.
Ma l’uomo è un animale sociale e preferisce spesso stabilirsi dove trova le componenti fondamentali per stare bene. Non importa dove, né quando, bensì cosa, ovvero: la soluzione ad ogni problema (birra), locali, buona educazione. In una parola un’espressione che da queste parti si usa per far colpo sulle francesine: socialità diffusa.

Insomma ancora una volta, forse più che la Danimarca, la Germania è il paese dove più mi piacerebbe emigrare. Se fossi latitante, sottoqualificato, pregiudicato e un pochino disperato. Proprio come un tipo * incontrato accendendo una sigaretta. Quarantina, emigrato quando ne aveva 15 e con alcune espressioni così desuete.

” Sì, quella tipa aveva il marchese”.

Faccia dubbiosa della spedizione.

“Ma in che senso?”

“Mi stai prendendo in giro?”

La parte migliore qual’è dunque? Forse sono proprio le parole scambiate per caso, più degli sguardi, delle gambettine o del felafel fatto a regola d’arte.

La parte migliore è riscoprire che essere italiani è sì spesso prerogativa dei mondiali o di eventi sportivi di dubbia rilevanza (già, le olimpiadi) ma a volte arriva con uno stupore breve e così vivo. Come una sigaretta scambiata per caso e un enorme senso di fratellanza dato dalla lingua e dalle espressioni che nessuno più usa, o forse più semplicemnte l’idea di trovare genialità in poco?
Insomma, tanto per smentirmi, dopo gli US, Germania come prossima mèta. E voi? Anche solo per sognare? Dove?

*Senza enfasi, questo tipo era probabile indagato per omicidio.

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Lug 06 2008

Foodcamp ovvero quale sarà la prossima pampanella

Published by admin under io, social network

Fra meno di una settimana sarà possibile partecipare a un corso di igiene mentale: è gratuito, è in un bel posto e con persone genuine. I ragazzacci terribili dei Sovversivi del Gusto hanno deciso, infatti, di organizzare una edizione straordinaria del FoodCamp per il 13 luglio. Il Foodcamp reloaded, come lo chiama Vittorio Sara, sarà in contemporanea al terzo raduno nazionale dei Sovversivi del Gusto a Soprazzocco di Gavardo, sul lago di Garda.

Purtroppo, per impegni inderogabili, non sarò presente. E’ un peccato perché, dopo il primo foodcamp, avrei volentieri scoperto una nuova pampanella.

Qui il wiki per iscriversi.

Via Vittorio

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Giu 09 2008

I went to the pictures (and nobody understands me)

Published by admin under io

Appunti sparsi da una lezione in classe e dal solito corso di igiene mentale semestrale.

“Every age suffers from its own prejudices” (Samuel Johnson)

“Qual è il comune denominatore nel mondo? War” (MP)

Cheron is like Charon and Chiron.

Gli amici ti diranno un sacco di cose e non capirai quale è il bene e quale il male.

Ironman è una figata e quando a sceglierlo è qualcun altro lo è ancor di più.

La partita di baseball pure lo è, forse più delle batting cages.

Hollister è il negozio della gioventù hitleriana, peccato che si siano confusi con il fascismo e scrivano 1922 sulle maglie.

L’americano è una lingua diversa da quella che tenti di parlare e, sometimes, di capire.

I ragazzi si stupiscono quando si dice che si è amici dalla high school.

Non si offendono quando gli ricordi che da quelle parti puoi comprare una pistola ma che non puoi fumare “within 15 feet”.

La paranoia, citando, ti salva dalle pseudorapine.

Differenze ce ne sono anche se alla fine Europa tutta la vita.

Poi pensi al Belpaese e ti viene un bel nervoso con quello squallore di Malpensa.

Il bicchiere d’acqua te lo portano di default. I clivage di confronto EU vs US si basano sulla matrice sciatteria e raffinatezza, dettagli adorabili e cafonate di fondo. E non sempre al vecchio continente si associa il buon gusto e la cura dei dettagli.

melvin

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Mag 16 2008

Ciao!

Published by admin under io

E’ un po’ come gli ultimi giorni di scuola che si stanno avviando alla conclusione: compiti in classe finiti, qualche interrogazione a sorpresa ma il più è fatto e si pensa già all’anno successivo, dopo aver salutato privatamente, via mail, alcuni compagni che si stimano.
Si lascia una bella società con ottime persone e si prova con curiosità il nuovo.

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