Archive for the 'faccio cose vedo gente' Category

Lug 17 2008

Girlfriend non vuol dire ragazza

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Uno degli errori che più faccio parlando, o tentando di parlare, l’idioma della perfida albione, è quello di tradurre amica con girlfriend. E’ un errore frequente che genera delle incomprensioni enormi: è che l’italiano - e lo schema mentale che lo sostiene - sente forte il bisogno di affermare questa precisa distinzione maschile/femminile che in un’amicizia non dovrebbe aver senso. Proprio perché è oggettivamente così raro, tuttavia, la motivazione a pronunciare tali parole è ancor più forte di quello che dovrebbe essere e supera qualsiasi logica di profitto nel breve periodo.
Sì, decisamente il mio favorite false friend.

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Lug 16 2008

We-are-your-Friendfeed: you’ll never be alone. Purtroppo

Ecco, da queste parti si è preso un po’ di tempo per avere un’idea chiara e ben definita, anzi per tentare di cambiare una prima impressione di per sé negativa. Eppure, io friendfeed proprio nn lo capisco.

Friendfeed è un aggregatore basato sulla persona più che sul mezzo che usa. Se voglio sapere le sue attività tra i diversi network sociali, mi iscrivo al suo friendfeed.  E poi?

Il bello di una persona sono le sue sfaccettature e credo siano veramente poche le persone interessanti sotto ogni aspetto. Per la maggior parte - me compreso - questo non vale.

Friendfeed non mi convince proprio ed è questo il motivo per cui non mi iscriverò: la prendo da lontana e sull’autoreferenziale, come si usa da queste parti.
Quando incontro un amico che non vedo da molto, gli racconto per filo e per segno quello che è successo con il solo risultato di ammorbarlo. Fortunatamente per lui nn capita spesso (credo), e il più delle volte aggiorno il mio interlocutore con le cose salienti senza perdermi eccessivamente in dettagli (NDR: sì, due volte).
Il punto è questo: perché dovrei rendere partecipi gli altri della mia vita noiosissima?
Uno strumento come friendfeed non è l’ennesimo strumento che porta a overload informativo ovvero a un eccesso di rumore? Alla fine della fiera, non è più bello scoprire una persona ogni tanto, per salti, o seguendola costantemente su pochi media?

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Lug 15 2008

E’ questione di cura

Published by admin under faccio cose vedo gente, io

Ho speso in due giorni più soldi in birra, circa 100 euro, che in spostamenti, 32 euro, tasse e spostamenti da/per aereoporto  compresi. Ah, ero in Germania, dove come al solito ho potuto constatare dalle piccole cose fondamentali (birra a 2,80, felafel a 2,50, locali che chiudono alle 8 del mattino) che quello è un paese civile dove sanno come divertirsi. Certo il nostro è un paese dove il bello, pure nella capitale del male, domina e molte cose portano al desiderio di stare.
Ma l’uomo è un animale sociale e preferisce spesso stabilirsi dove trova le componenti fondamentali per stare bene. Non importa dove, né quando, bensì cosa, ovvero: la soluzione ad ogni problema (birra), locali, buona educazione. In una parola un’espressione che da queste parti si usa per far colpo sulle francesine: socialità diffusa.

Insomma ancora una volta, forse più che la Danimarca, la Germania è il paese dove più mi piacerebbe emigrare. Se fossi latitante, sottoqualificato, pregiudicato e un pochino disperato. Proprio come un tipo * incontrato accendendo una sigaretta. Quarantina, emigrato quando ne aveva 15 e con alcune espressioni così desuete.

” Sì, quella tipa aveva il marchese”.

Faccia dubbiosa della spedizione.

“Ma in che senso?”

“Mi stai prendendo in giro?”

La parte migliore qual’è dunque? Forse sono proprio le parole scambiate per caso, più degli sguardi, delle gambettine o del felafel fatto a regola d’arte.

La parte migliore è riscoprire che essere italiani è sì spesso prerogativa dei mondiali o di eventi sportivi di dubbia rilevanza (già, le olimpiadi) ma a volte arriva con uno stupore breve e così vivo. Come una sigaretta scambiata per caso e un enorme senso di fratellanza dato dalla lingua e dalle espressioni che nessuno più usa, o forse più semplicemnte l’idea di trovare genialità in poco?
Insomma, tanto per smentirmi, dopo gli US, Germania come prossima mèta. E voi? Anche solo per sognare? Dove?

*Senza enfasi, questo tipo era probabile indagato per omicidio.

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Lug 06 2008

Foodcamp ovvero quale sarà la prossima pampanella

Fra meno di una settimana sarà possibile partecipare a un corso di igiene mentale: è gratuito, è in un bel posto e con persone genuine. I ragazzacci terribili dei Sovversivi del Gusto hanno deciso, infatti, di organizzare una edizione straordinaria del FoodCamp per il 13 luglio. Il Foodcamp reloaded, come lo chiama Vittorio Sara, sarà in contemporanea al terzo raduno nazionale dei Sovversivi del Gusto a Soprazzocco di Gavardo, sul lago di Garda.

Purtroppo, per impegni inderogabili, non sarò presente. E’ un peccato perché, dopo il primo foodcamp, avrei volentieri scoperto una nuova pampanella.

Qui il wiki per iscriversi.

Via Vittorio

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Giu 09 2008

I went to the pictures (and nobody understands me)

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Appunti sparsi da una lezione in classe e dal solito corso di igiene mentale semestrale.

“Every age suffers from its own prejudices” (Samuel Johnson)

“Qual è il comune denominatore nel mondo? War” (MP)

Cheron is like Charon and Chiron.

Gli amici ti diranno un sacco di cose e non capirai quale è il bene e quale il male.

Ironman è una figata e quando a sceglierlo è qualcun altro lo è ancor di più.

La partita di baseball pure lo è, forse più delle batting cages.

Hollister è il negozio della gioventù hitleriana, peccato che si siano confusi con il fascismo e scrivano 1922 sulle maglie.

L’americano è una lingua diversa da quella che tenti di parlare e, sometimes, di capire.

I ragazzi si stupiscono quando si dice che si è amici dalla high school.

Non si offendono quando gli ricordi che da quelle parti puoi comprare una pistola ma che non puoi fumare “within 15 feet”.

La paranoia, citando, ti salva dalle pseudorapine.

Differenze ce ne sono anche se alla fine Europa tutta la vita.

Poi pensi al Belpaese e ti viene un bel nervoso con quello squallore di Malpensa.

Il bicchiere d’acqua te lo portano di default. I clivage di confronto EU vs US si basano sulla matrice sciatteria e raffinatezza, dettagli adorabili e cafonate di fondo. E non sempre al vecchio continente si associa il buon gusto e la cura dei dettagli.

melvin

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Mag 14 2008

Darjeeling non è solo thé

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Visto Il treno per Darjeeling, in ottima compagnia ça va sans dire. Film bellissimo e molto personale (come lo fu L’arte del sogno di Gondry) e capace di far sognare come dovrebbe fare ogni pellicola. Eppure non capisco: perché nel buio della sala ci innamoriamo della stranezza dei personaggi e poi dal vivo le rifuggiamo?

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Mag 03 2008

Foodcamp ‘08 ovvero Pampanella rules!

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Il comune di San Martino in Pensilis e l’ottimo padrone di casa sono stati meravigliosi . Giornate di rara tranquillità dove si è discusso amabilmente, come da sottotitolo della manifestazione, del Gusto di Internet. A parte aver imparato moltissime cose, utili anche in altri ambienti, ho potuto scoprire questo angolo di Molise molto ospitale e conoscere realtà che mai avrei detto potessero esistere.

Il Foodcamp si lascia dietro molti interrogativi aperti sul ruolo del consumatore (vittima del marketing o consapevole?), su realtà piccole e di qualità che stanno cercando - anche con l’aiuto della rete - nuovi modelli di business in cui muoversi sul mercato, sulle produzioni di qualità in bilico tra accessibilità al grande pubblico e mantenimento di purezza, altre piccole cose di cui si discuterà probabilmente a Riva del Garda il prossimo settembre. Come direbbe il mio pdr (prof di riferimento), sono stati 3 giorni di igiene mentale.

Un grazie di cuore a Silvia e Pietro, ad Alessandro e Manu, Vittorio e Antonio, Giovanni e Simona, Luca per la disponibilità le parole e i sorrisi.

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Apr 14 2008

Qui lo dico

E’ da un po’ che penso di trasferire la mia residenza dalla capitale dell’amore a quella del male. Poi per una serie di motivi, non solo per gli sconti del treno o per andare a trovare la mi’ madre, decido di lasciarla lì. Il motivo principale è che voto in una scuola elementare, fatto che mi permette di riconciliarmi - ogni due anni, visto l’andamento delle elezioni in Italia - con il mondo.

Il voto mi dà così  l’occasione di tornare a scuola dopo 20 anni, salire le scale, vedere i lavori die ragazzi che scrivono e, più sovente, disegnano le loro gite o espongono i temi che la maestra dà loro. 

La visita alle fattorie, come si fa il pane e si curano gli animali, come si viveva nell’800, la celebrazione di Salgari (siamo a Verona, infatti) o la monografia dei mostri. Mostri bassi, alti, verdi, pelosi, con le braccia in alto, le spalle grosse, fiamme dalla bocca o teste di serpente. Meraviglia di fronte alle cose perdute prima di infilare la sezione che il certificato elettorale mi ha assegnato.  

Forse un po’ anch’io nel silenzio della cabina trovo da una parte lo stesso stupore di poter incidere con un solo gesto - e insieme ad altri - sulla vita di questo paese, dall’altra ho la stesssa preoccupaizone dei mostri generati dal nostro voto.

Un ultimo assaggio dell’odore delle schede e via con le ultime speranze che vanno morendo nell’urna prima di una nuova passeggiata nei corridoi, meravigliato da altri disegni, colori, frasi. 

Sarà per questo che per oggi pomeriggio - anzi, domani - penso avremo delle belle - ma belle davvero - sorprese.

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Apr 02 2008

Portishead, post

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Da un punto di vista tecnico e musicale, c’è gente di un certo livello che ne ha già raccontato in modo ben più competente. Mi limito a dire che è stato da paura. O che i peletti delle braccia hanno fatto un bel po’ di ginnastica domenica con i nuovi pezzi che anche dal vivo rendono decisamente bene: tornare 10 anni dopo, fare un disco diverso ma sempre loro non è da tutti.

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Mar 30 2008

Portishead, momenti prima

Published by admin under faccio cose vedo gente, musica

Brunch domenicale al Roialto, bimbi fortunati, commensali piacevoli, qualche reduce di una walk of glory (o shame, dipende) e di sottofondo un’orribile quanto vecchia easy-listening che pure qualche anno fa piaceva.
Fortunatamente a tirar su di morale il pensiero (musicale, of course) di quel che verrà. E così stasera si recupera qualcosa del proprio passato: in ottima compagnia, alla volta dell’alcatraz, per un concerto in hold on da molti anni, da quando, magicamente - anzi, grazie ema - due dischi fecero la loro comparsa nel cassetto del lettore per portare alla luce una generazione di ombre e intimità segnata dalla voce di Beth Gibbons.
Probabilmente sarà anche l’evento mondano indie di questo 2008. Impossibile non andarci con la maglietta sgualcita, l’espressione un po’ così e il fare très blasé.

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