Set
11
2008
Facebook è diventata la regina delle piattaforme e, con la rapida popolarità che lo caratterizza, sorgono inconvenienti non di poco conto. Sulla falsariga di quanto scritto dall’ottimo - come al solito - Napo, ecco le 5 cose da non fare su Facebook:
1. Chiedere l’add alle ex (che ti hanno lasciato): ti fai solo del male a vedere le foto con il nuovo tipo.
2. Postare foto con il tuo partner o aggiornare il tuo status relationship: non vorrai rovinarti la piazza e, soprattutto, crearti la fama di ragazza allegra alla centesima foto con un ragazzo diverso? Ovviamente, questa regola si può non rispettare se l’obiettivo è proprio quello di liberarsi di pesi morti.
3. Permettere il tagging delle tue foto: nn vorrai mica che il tuo capo o i tuoi colleghi ti vedano con l’occhio sfattanza e quella parrucca bionda che ti piace portare? Elimina la possibilità per gli altri di vedere le foto in cui sei taggato.
4. Accettare request dagli sconosciuti, da chi hai intravisto pochi secondi o non vedi da 10 anni: l’unico rischio è che ti si accozzino e non ti smollino più quando ti beccano in chat. Ma [%&$*£*”%*&] se non ci siamo sentiti per anni e non siamo mai stati amici, perché mi chiedi l’add? Non è un dramma avere pochi contatti, meglio pochi ma buoni, suvvia.
5. Stare troppo tempo su Facebook: hey, quando Milano e la vita sono così eccitanti, è un peccato stare in casa!
Ovviamente, da queste parti, tutte queste regole sono state tutte infrante. Altri consigli?
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Set
03
2008
Via mashable, leggo che i regali virtuali su Facebook genererebbero, secondo una stima, circa 35 milioni di dollari l’anno sull’intero fatturato di oltre 300 milioni. Leggendo il post, è interessante la metodologia di com’è stato valutato questo fenomeno. Sembra impossibile che ci siano persone disposte a spendere anche un solo dollaro per regalare un oggetto da esporre sul wall dell’amico.
E’ vera economia virtuale questa.
Chissà quali potrebbero essere i prossimi sviluppi.
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Ago
21
2008
Prima delle svaccanze il buon Guido ha buttato giù qualche riflessione su Twitter sull’onda di una discussione sul futuro che il servizio di microblogging potrebbe avere (vd Alessio e Luca).
Il tema, alla fine, è quello comune a molte startup con business plan dubbio, un’idea approssimativa e il convincimento che siano gli utenti a scovare, con i loro comportamenti, la monetizzazione dello strumento (cm rileva Luca), per poi vendere al gigante di turno.
In ogni caso, di primo acchito, alla precisa domanda di Guido, ho risposto che l’integrazione con MSN sarebbe stato l’ideale poi però mi sono incuriosito e sono andato a scovare i dati di utilizzo di questo strumento. Insomma, si parla forse di 2 milioni di utenti a livello mondiale*. Peraltro, la mia impressione è che di questi utenti una buona parte è commerciale, molto più di quanto parrebbe tra altri strumenti.
Lo strumento è simpatico e carino, ben fatto, semplice e usabile, ne faccio a volte uso, ma non è che è un filino sopravvalutato, oltre che essere ridondante rispetto ad altri strumenti ben più diffusi?
* Se non ricordo male MSN ne fa almeno 6, forse 12, solo in Italia, giusto per dare un ordine di grandezza.
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Lug
31
2008
Ma alla fine dite che questa roba qua della marvel serve per fare focus group per un possibile nuovo personaggio? Intanto godetevi Masta Killa!
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Lug
31
2008
Oggi nasce Digitalia 08. Dopo ieri, si tratta di casualità o causalità? Che ne pensi, Matteo?
Update: chiedo scusa a Matteo, la domanda può essere interpretata in modo retorico, nn era voluto
Update 2: un’occhiata da Quinta
(via Andrey)
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Lug
31
2008
In Italia sarebbero inimmaginabili iniziative come questa?
Secondo me è un ottimo spot per il target redneck che si prefigge: ci sono riferimenti allo star system delle coste, ai paesi stranieri, e al petrolio più che alle tasse, tematiche certamente sentite da un certo tipo di elettorato.
Un messaggio che va al cuore e al portafoglio di chi non ama le ingerenze straniere, odia il gossip cittadino e si è visto aumentare il costo della benzina in un paese dove muoversi in macchina è una necessità.
C’è anche chi non è d’accordo.
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Lug
31
2008
Il primo assunto delle PR, pare, è “parlatene come volete purché se ne parli”. Personalmente, darò tante mazzate al primo amico che si piglia un iphone (prima di me cmq).
Sarà che sono decisamente di parte ma proprio non sopporto l’hype che si è sviluppato attorno. Ci sono innumerevoli telefoni con più funzioni e meno blocchi. Pertanto non mi capacito che un geek, inteso come amante della tecnologia spinta dalle innumerevoli funzioni, ne faccia oggetto di adorazione.
L’unica cosa veramente buona - e nn è poco, chiaro - è l’usabilità, l’interfaccia a prova di utonto, le app (ma sono poi veramente necessarie?). Questo aiuterà l’internet mobile a sfondare presso il pubblico di massa.
La cosa paradossale è che su un apparecchio come questo, pieno di chiusure, restrizioni e limitazioni, si sta consumando un vero e proprio scontro (vd. Francesco Sacco) che potrebbe portare alla fine della neutralità della rete, unico volàno per lo sviluppo dell’economia digitale. Si rischia il paradosso per cui comprare iPhone diventerà un gesto quasi rivoluzionario, mannaggia.
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Lug
31
2008

Il web è bello anche per queste facezie quando puoi crearti il tuo supereroe Marvel nello stile chatto-chic che preferisci.
(via Pop Candy)
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Lug
23
2008
I ragazzi di Compete si sbizzarriscono in un confronto tra i due Social Network definitivi. La mia impressione, condivisa a più voci con alcuni amici e addetti ai lavori, è che, quando passerà di moda mostrarsi a tutti in questo modo, Facebook avrà dei seri problemi.
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Lug
22
2008
Monty mi segnala codice internet e gentilmente giro. Vedo che la gran parte degli iscritti è blogger: speriamo che con questa iniziativa, che prevede incontri ed eventi nel mondo offline, si riesca a fare un po’ di educazione e andare dove l’internet italiana spesso non arriva. Magari è la volta buona che mia mamma, i miei amici, i loro genitori, i clienti [aggiungere categorie a caso] capiscono cosa faccio.
Complimenti ai Marco che ci mettono tanta passione e agli sponsor che ci sono dietro.
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