Archive for the 'comunicazione' Category

Mag 19 2009

Party 10 e lode

Published by admin under comunicazione

Per chissà quale arcàno motivo mi arrivano ancora inviti per degli eventi ma è sempre un piacere: più che altro c’è crisi e in qualche modo bisogna magna’.

Così, venerdì scorso sono andato alla presentazione dei frullati Chiquita, il miglior evento di sempre: dall’organizzazione alle attività previste fino alla dimora, Villa Necchi Campiglio.
Alla fine della fiera è stato il solito evento markettoso, chiaro, con la differenza che l’azienda ha saputo ben padroneggiare i social media*.

Penso che sia molto più importante per un’azienda lavorare su questi aspetti che facilitano il dialogo tra le persone verso il brand piuttosto che star lì a metter su inutili strumenti di comunicazione bilaterale, senz’anima né parte, che poi diventano ricettacolo di cartelle stampa e verranno abbandonati dopo pochi mesi.

E i prodotti com’erano? Bellina l’idea, già vista in IRL, di indicare gli ingredienti in termini di pezzi di frutta perché sottolinea la genuinità del prodotto.

I frullati nn dispiacciono - lampone+melagrana il preferito - e con l’aggiunta di vodka erano proprio deliziosi: anzi, sottolinerei come possibile canale di vendita le discoteche dove è più giustificabile la fascia alta del prodotto. Difatti, come alcuni sottolineano la preferenza per alcuni tipi di rhum, perché nn fare lo stesso sulle basi di frutta?

Da quel che ho capito non si tratta di prodotti proprio economici, più che altro perché le bottigliette sono proprio piccoline. Vedremo.

*quello di usare il wiki per organizzare un evento aziendale è stato un mio vecchio pallino che nn sn mai riuscito a far passare al cliente: A+ per l’organizzatore che è riuscito a ottenerlo e un big up per l’azienda che ne ha colto l’opportunità, evitando le polemicucce - create ad arte da persone meschinette - sugli inviti.

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Feb 17 2009

Il primo blog IBM Italia

La filiale italiana di IBM ha aperto pochi giorni fa un blog intitolato IBM Softwareland. Ogni iniziativa che porti l’apertura di un’azienda verso l’esterno non può che essere ben accetta: da queste parti si considera molto importante non solo per l’utente, prima che il consumatore, ma anche per l’azienda stessa. E’ molto meglio avere in casa che altrove le eventuali critiche.

Entrando nel merito del progetto, anche se per adesso ci sono solo 3 post, il blog dovrebbe essere dedicato al sofware IBM e alle soluzioni che questo porta alla quotidianità.
E’ prevista anche una sezione in cui gli utenti possono proporre le proprie idee (a fronte di che?). Ottimo che non ci sia bisogno di registrazione e che i commenti vengano subito approvati.

L’unica cosa secondo me un po’ misleading - come dicono in IBM* ;) - è la dicitura Editoriale per la parte principale del blog. Dettagli.

Così concepito, quello di Softwareland mi sembra un esperimento che potrebbe portare ad un corporate blog di IBM Italia, sulla falsariga di quanto già fatto in precedenza da altre multinazionali, come Microsoft, di stanza a Segrate, che forse è il comune italiano con il più alto tasso di aziende enormi per fatturato presenti con un blog. (NDR: potremmo inventarci un misuratore con abitanti del comune, fatturato multinazionali, numero blog aziendali).

In ogni caso, è prematuro dirlo: è più probabile che sia un pilota sul quale misurare questa eventualità. Ciò che è certo è che IBM, finalmente, vuole sperimentare - nel pensiero di uno dei suoi responsabili, Stefano - nuovi canali di comunicazione, più interattivi, che trascendano il sito internet di IBM Italia. Bravi.

* ho fatto lì lo stage, peraltro con gente fantastica, per cui so come parlano. Una volta, alla mensa, una tizia mi fa “puoi shiftare di un posto, per favore?”

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Feb 11 2009

Auguri MClips

Published by admin under comunicazione

In qualche modo, il blog dei dipendenti Microsoft è un progetto che mi sta a cuore. Nei giorni scorsi, MClips ha compiuto un anno, festeggiato con tanto di torta.
Superate le prime timidezze iniziali, penso che come progetto sia positivo: ha i presupposti per essere un caso aziendale duraturo di successo grazie a Microsoft che è riuscita a interpretare con freschezza nuove logiche di comunicazione, affiancandole ad un approccio tradizionalmente top-down, ancor oggi necessario. Soprattutto, è ancora valida l’idea iniziale di MClips come incubatore di blogger, idea che si è sviluppata fino a coinvolgere oltre 60 persone e i vertici aziendali.

Chi conosce le multinazionali, sa quanto è difficile per loro aprirsi. MClips è il paradigma di come una società dovrebbe farsi coinvolgere, accogliendola, dalla rivoluzione in atto. Lo si vede in piccoli segnali: dall’utilizzo di strumenti di altre aziende alla conversazione rispetto a temi tradizionalmente difficili per l’azienda quali l’interoperabilità. Ricordo un post esemplare di Valboni proprio su questo punto.

Mettere in gioco la propria autorevolezza rispetto a più temi, ecco cosa significa MClips al quale, per alcuni motivi, sono legato. Certamente, come rilevato da Gigi e dagli stessi blogger di MClips, ci sono margini di miglioramento ma la strada è tracciata per restarci e trasformarsi.

Torta MClips from MClips on Vimeo.

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Gen 16 2009

Uno spagnolo di Verona

Published by admin under comunicazione, musica, segnalazioni

Insomma, questo 2009 é cominciato da un po’ ma sembra un 2005 riedizione deluxe (ndr, l’anno fondamentale della mia vita). Lavoro, amici e quello strano smirk degli occhi che ricorda questo pezzo, tanti altri scampoli di vita milanese e di socialità diffusa, concetto che da queste parti si predica e - almeno in questo caso - si razzola con altrettanto furore.

Tra le novità dell’anno a venire ci sono un po’ di concerti da seguire, qualche malsana quanto velleitaria idea e l’ipotesi nome in codice 4A che bazzica da un po’ da queste parti. Nel frattempo ci si diverte un po’ con pronti al peggio, già segnalato da molti.

La puntata di oggi vede protagonista il bravo Tommaso Labranca, purtroppo scomparso negli ultimi anni ma sempre capace di dare delle perle (”si canta in inglese per essere ignorati sia in Italia che all’estero” o la frase del titolo, ge-nia-le). Se oggi questo scampolo di 2009 mi ricorda il 2005 un po’ lo si deve anche ad aver rivisto gente come lui. Godetevelo!

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Dic 31 2008

Edelman cartoon, Hugh, Stormhoek

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L’ottima Tatiana che, per motivi logistici, mi mette sempre fiato sul collo, ha appeso dietro la sua scrivania un manifesto di Hugh MacLeod sulle PR commissionatogli da Mr. Edelman Europe. Questo disegno è pieno di frasi intelligenti quanto argute e vere sul mondo delle PR: da “empowered customer, terrified executive” a “social media specialist hustling corporate dude for paid gigs“a “panic” e “human beings don’t scale“.

Da assumersi con molta autoironia e consigliato a chi si prende un po’ troppo sul serio quando parla di Social Media e magari fa anche peggio.

Peraltro, Hugh è colui che fece il bellissimo Microsoft Blue Monster e le bottiglie per la Stormhoek (blog ben fatto), la casa vinicola sudafricana che fu tra le prime a credere nel passaparola intelligente, operazione ripresa dal buon Tombolini in quella mitica Pesto ai blogger di qualche anno fa.

Nel blog di Hugh ci sono firme impensabili tra i commenti come quella di Blanchard, il mitico prof di macro sul cui libro hanno studiato innumerevoli generazioni, e infine ho letto con sommo interesse un post sulle PR, dove si dà un bella visione di quello che sono, dovrebbero essere, sono diventate.

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Dic 19 2008

Trend blend 2009 map

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trend blend 2009Come ogni anno, forse un po’ in anticipo, ecco la mappa di trend blend 2009 sulle tendenze che caratterizzeranno il prossimo anno. Il nuovo format polipone non è bello quanto quello degli anni scorsi che riprendeva le metropolitane di Londra e Tokio.

Per quanto riguarda la sostanza, mi sembra la solita plétora di cose già sentite e dette, da 10 anni, un po’ come la “conversazione” e la pubblicità Internet che è la prossima frontiera. Forse perché l’unica vera certezza è che c’è crisi e crisi?

*Prima o poi farò un confronto tra le diverse mappe per capire quanto è stato azzeccato. Secondo me, a istinto, poco.

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Dic 10 2008

Mad men è come il sesso, fatto bene

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Da queste parti c’è una vera passione per alcuni serial tv: lost, gossip girl, californication. Non ricordo dove l’ho letta questa (inkiostro?) ma alcuni serial sono un po’ come il sesso, sono belli durante ma dopo ti lasciano poco, mentre l’amore ti lascia qualcosa. [leva “qualcosa” se sei un disadattato]

Anyway, con Mad Men è sesso, fatto bene, e pure amore. Il massimo.
[mentre lost è il suo contrario, tanto amore ma troppo spesso l’atto è una palla; gossip girl è una relazione solo sesso mentre californication è quella tua amica con cui ti diverti ogni tanto e infatti le puntate durano solo 24 minuti]
Detto questo, quando qualche ora fa mi è stato detto della possibilità di incontrare Matthew Weiner, la prima reazione è stata, scimmiottando l’americano che da queste parti tira un casino: OMG!
Espressione seguita da un “noooooooooooo” perché purtroppo quella sera avrei un altro piacevole impegno, peraltro incerto per motivi di lavoro.
Comunque, l’occasione della social media press release inviatami da Ale è dovuta a:

  • L’incontro con lo sceneggiatore, giovedi 11 dicembre alle ore 20.30, al cinema Anteo in via Milazzo, 9 a Milano. L’ingresso è gratuito fino ad esaurimento dei posti
  • L’inizio della seconda serie il 28 dicembre, che ho già visto e dunque posso dirlo: dapppaura
  • Un concorso “Roba da Mad Men” dal 12 dicembre di cui non volevo scrivere per poter esser uno dei pochi a partecipare

Bravissimi questi di Fox perché i premi del concorso sono stupendi proprio nello stile della serie: un Giradischi Brionvega, una Sedia design Verner Panton, Puff nero. Che palle i soliti iSomething.
Questa dei premi mi dà lo spunto per due pensieri. La parte più bella della serie, oltre ai briefing intorno a prodotti famosi o alle battute “su una piccola agenzia di chicago che si chiama Leo Burnett”, sono le ambientazioni della serie. Pochi mesi fa su dei blog (forse american today) e un D di Repubblica, c’era un servizio proprio sull’arredamento della serie. Una delle critiche maggiori che si faceva verteva proprio sulla mancanza di coordinamento e di uniformità nello stile di alcune case. Eppure, pensandoci bene, è proprio questo il punto di forza che rende la serie così vera: prodotti di stili diversi che si accavallano, sedie di Ms. van der Rohe o Thonet che si sommano a pezzi di cultura sub americana di pezzi robusti e di buona fattura. [e qui ci vuole una parentesi su quanto è bello il termine “fattura” in questo contesto perché dà l’idea del lavoro fatto bene e con amore]

Insomma, sono il tratto estetico,la cura per il particolare, l’attenzione e la contestualizzazione - la parola filologia quasi quasi ci starebbe proprio bene - che mi fanno amare questa serie e rimpiangere già da ora l’impossibilità di ascoltare Weiner giovedì.

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Dic 10 2008

Babelgum: un altro business è possibile

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Come chi sa chi mi conosce, il mercato dei media, dei contenuti, della distribuzione non solo peer2peer ma anche top-bottom mi fa strippare di brutto. Così, quando nel pomeriggio mi è arrivato un invito per saperne di più su Babelgum, nn ci ho pensato due volte, bensì 3 perché ho un casino di cose da fare.

Babelgum è una creatura che solo due anni fa, insieme al suo alter ego che nn citiamo, era nelle cronache quotidiane del mio circoletto di rss. Sembrava che dovesse spaccare il mondo e invece è andato un po’ sotto silenzio, sommerso da un nuovo hype. Misteri del buzz.

Eppure ha continuato a marciare alla ricerca di un modello di business compatibile con la sua funzione di distribuzione contenuti gratuiti via web, prima attraverso client, poi seguendo altre tecnologie, se ricordo bene (andrò a controllare).
Una di queste è stata annunciata stasera in un locale milanese, peraltro uno dei miei preferiti. Babelgum sbarca su mobile, via vodafone, con un’offerta interessante: se hai una flat dati chiamata vodafone pack, il traffico su babelgum non viene scalato dal proprio monte ore. L’utente ha così a disposizione gratis circa 40mila titoli, di massimo 5 minuti l’uno.

Ho provato a chiedere i termini dell’accordo, blindatissimo, nonostante Vodafone sia una società quotata, ma non c’è stato verso. Apparentemente la logica dietro questa iniziativa è del tipo 3w: win il consumatore che ha dei contenuti di qualità, win vodafone che fidelizza il cliente stesso, win babelgum che ha a disposizione 30 milioni di utenti. Insomma, Hume e la somma zero ci fanno una pippa.

A spiegare le posizioni di Babelgum, il bravo Nick Tacchi, che ringrazio per la disponibilità insieme all’ottima Catherine: il mktg manager è stato assolutamente esaustivo sulla tenuta tecnica della banda,  sulle prospettive che l’advertising può avere in questo ambito se e quando verrà introdotta la pubblicità, la profilazione dell’utente e su un mucchio di altre cose. Sembra che un nuovo business sia possibile. Certo c’è da vedere la tenuta rispetto ad altri broadcast ma il connubio contenuti e operatore mi sembra davvero una manna.

Insomma questo accordo, stretto in Italia su iPhone e in UK con una partnership su Nokia, sembra avere le carte giuste per far bene. Proprio su Nokia in UK, che ha lanciato in ottobre la sua offerta di flat subscription sulla musica, sarei curioso di capire come si legherà questo accordo dal punto di vista della revenue sharing.

Immaginiamo, ad esempio, che Babelgum trasmetta un video sull’n96 e di lì un link per scaricare il video. Acquisto di impulso del consumatore, chiaro, ma su quale store? E soprattutto chi decide quale store: il consumatore, babelgum, nokia o l’operatore? Seghe mentali di un markettaro.

Sarei curioso di sapere nei prossimi giorni se gli accordi sono di esclusività o meno (e l’alter ego che non citiamo?) perché la discriminazione tra due content provider sembra partita in modo surrettizio e in un contesto di oligopolio come quello delle telco gli sviluppi, anche legali, sembrano molteplici. Ma mi sto un po’ dilungando su un versante che faccio finta di conoscere.

A latere, si è infine sviluppata un’interessante discussione sulle PR con Marco, eccellente padrone di casa che mi dà del materiale su cui scrivere (siano benedetti i PR), Maurizio e Salvatore (sic?) di Ninja Marketing. Begli spunti, qualche critica, anche animata, visioni parzialmente diverse sulle PR ma anche la consapevolezza che in questo mestiere, così come nel resto della vita, ci vuole etica e non si smette mai di imparare.

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Dic 07 2008

Webank, il cliente ideale di cui diventare cliente

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[bozza di giugno, mai pubblicata]

Disclaimer: grosso conflitto di interesse per legami con l’agenzia, odio verso le banche e qualche liaison passata con webank stessa

Webank, con gli amici di Digital PR, ha organizzato settimana scorsa un incontro con alcuni blogger. Trattandosi di una banca online è strano che nn lo abbia fatto prima. Tuttavia, trovo straordinario che una banca (ripeto, una BANCA) si metta in gioco così come trovo molto bravi i ragazzi di Webank che, nonostante qualche scivolone passato, si sono affidati ai consigli di un’agenzia di PR per procedere. La disponibilità significa intelligenza.

Leggo che Stefano ha deciso di aprire un conto. Anch’io se la pigrizia me lo permette potrei fare lo stesso. Direi che questi di webank si sono già ripagati il costo dell’incontro. Altro che pubblicità stupide tipo Che banca...

[update, dicembre]

Per caso mi ritrovo all’aperitivo di Webank, organizzato sempre dai ragazzzi di Digital. Finalmente l’occasione di capire qualcosa in più sui meccanismi che regolano la banca:

  • wiki interno per la soluzione dei problemi del cliente
  • richiami telefonici al cliente stesso o al prospect per capire perché non si è fidato a completare il form con il 70% di persone che hanno aderito dopo aver parlato con il team della banca
  • l’AD della Banca che controllava lui stesso le mail a info
  • il costo dei servizi che aumentano ma, essendo efficenti, non vengono percepiti come onerosi dal cliente
  • le ipotesi di cannibalizzazione tra le diverse divisioni della banca, Webank è infatti controllata dalla gloriosa Banca Popolare di Milano.

Tutti questi sono stati temi che hanno trovato risposte sicure, convinte e coerenti.
Va bene il potere della relazione, quello per il quale se conosci qualcuno smusserai alcune critiche, ma, in Webank, una forma mentis al servizio del cliente sembra proprio esserci, a differenza di altre banche. E qui potrei partire con la mia esperienza con le banche come quella piccola di provincia, la banca agricola mantovana, inglobata dal colosso senese e rivelatasi una bufal, ma tant’è.

Se quelli di Webank si comportano bene come clienti, intendendo il ruolo dei consulenti come attivo e non come mero esecutore in outsourcing, allora come cliente posso aspettarmi molto da loro, pur nei grandi numeri.

Tutto troppo perfetto? Forse sì, vedremo dopo che avrò aperto un conto da loro. Per il momento, bravi!

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Ott 25 2008

Moltomedia rules

Published by admin under comunicazione, segnalazioni

Ogni volta che mi segnalano il progetto, ormai al terzo giro, mi fa proprio piacere: Moltomedia è un laboratorio di idee creative e che coniuga diversi media. Erano partiti molto bene sfruttando i diversi media sociali - i loro twitter e il blog sono dei piccoli capolavori - hanno poi coinvolto in modo attivo e non piacione diversi blogger, ora la loro avventura continua con il pragmatismo che hanno già dimostrato.

Dicevo all’inizio che mi faceva piacere formalmente questa segnalazione e mi è venuto in mente il motivo, però alla fine che importa? Non lo scrivo, come dire che ormai il progetto ha vita a sé e tutto il resto non importa, bravi bis.

Ah, naturalmente, tanto per restare sulla sostanza, la segnalazione era dovuta al fatto che ci sono ancora pochi giorni per fare una proposta. Mumble mumble..

Update: c’è tempo fino al 10 dicembre

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