Mar 11 2016

Consigli per mangiare bene a Firenze

Published by at 13:58 under io,segnalazioni

Gli ingredienti per l'Inzimino mon amour

Facendo la spola con Firenze da oltre 4 anni, mi si chiede spesso di fornire consigli culinari per il weekend e così con il mio lapis ho deciso di fare una sciacquata in Arno con quello che Ilaria ed io – ma lei partiva avvantaggiata – abbiamo scoperto in questi anni.

È un po’ un’ossimoro ma sono un po’ tutti i miei posti preferiti, spesso per la cucina, ogni tanto per il carattere, sempre per una loro punta di unicità. Ovviamente, è tutto molto soggettivo (come vedrai, non c’è il Lampredotto per il quale non vado ghiotto) e peraltro aspetto ancora di provare alcune icone come Burde e Coco Lezzone.
Una cortesia: se trovi utile questo post, metti un like e rilancialo su Facebook per favore, così magari raccogliamo qualche altro indirizzo. Ora noi si parte, però: troppe parole e noi si ha già fame! :)

Premessa, evito come la peste quei posti come Eataly o il piano di sopra del Mercato Centrale, che saranno buonissimi e anche carini per carità – de gustibus – ma mi mettono un’ansia e riescono a farmi diventare no global.

Piuttosto, per cominciare, restate al piano terra del Mercato Centrale di San Lorenzo, cercatevi i pesciolini fritti, i lampredotti veraci o qualche salumaio consumato (immaginate Homer Simpson quando dite la parola “Finocchiona“), e rimirate le formihine che si accalcano per le corsie strette dei banchi di cavolo nero (licenza poetica, qui è d’uopo).

Subito fuori dal Mercato Centrale, c’è uno dei miei posti preferiti, le Focaccine Bondi, che potremmo far rientrare nella categoria street food anche se ci si può tranquillamente sedere. Qui è d’obbligo la focaccina all’inzimino, un trionfo di seppioline, erbette e pomodoro, che trovate solo qui (ma c’è anche una versione genovese), quella alle acciughine e capperi, quella al cavolo nero, tutto condito dal vino rosso della casa. Il trucco qui è ordinare, sedersi, mangiare, ordinare di nuovo.

Poco lontano, il tradizionale Da Mario (“Ripeti con me: Ribollita“), che ricordo con piacere: purtroppo ha orari solo a mezzogiorno con domenica chiuso. Per chi viene per il weekend è difficoltoso.

Vero street food è l’Antico Vinaio, via de’ Neri, dove ci sono due punti vendita uno di fronte all’altro. Qui il mio preferito è la schiaccia con finocchiona (qui nella variante sbriciolona), crema di carciofi, melanzanine piccanti e crema di pecorino. Puoi prendere anche il mezzo panino. Preparatevi a una lunga fila ma è veloce e ne vale la pena, anche per farci l’aperitivo al volo verso le 6.30-7, vinello e polpettine.

Per un tramezzino veloce, beveroni rigeneranti, una torta o un thè delle 5 fino a degli Spritz wow, consiglio Amblé, molto shabby-chic come te che stai leggendo.

Altro indirizzo da inserire nel proprio carnet d’adresse è Semel, dopo Santa Croce di fronte al mercato di S. Ambrogio (non sbagliate!), dove assaggiare panini gustosissimi e dove la vostra anima fighetta e pretenziosa verrà satollata a dovere: stracotto di ciuchino al radicchio, acciughe-puntarelle-arancia, vegetariano con cicoria e pecorino sono quelli che ricordo con maggior piacere ma la lista cambia ogni giorno in base alla disponibilità degli ingredienti del mercato di fronte.

Sempre dall’altro lato della piazza c’è il mio hamburger preferito di tutta Firenze, posto che volerne uno è da Canto Sesto di Dante, quello dei Golosi: alla Drogheria troverete tra le versioni più interessanti e ricche (non riesco a completarlo, per dire) della città, lasciate stare il resto, oh voi ch’entrate, ché vi spennano (e difatti le stelline su Tripadvisor si abbassano).

Capitolo trattorie e ristoranti. Noi da queste parti si è affezionati a La Lola, ovvero il Chicco di Caffè, per un tradizionale-spesso-rivisitato ma recentemente ha alzato i prezzi. Comunque è dietro Santo Spirito e di fronte al mitico Caffè Notte, un posto che è l’equivalente fiorentino di Peppuccio di v.le Gorizia-Darsena a Milano, un via-vai dell’umanità fiorentina la più varia.

Per andare a bere qualcosa in piazza dopo cena, sempre Oltrarno, consigliati il Volume o il Pop Caffè d’inverno, altrimenti si sta fuori sui gradini di Santo Spirito d’estate.

Sempre per rimirare le ragazze di Sanfrediano (Pratolini rules), la Trattoria ‘i Raddi per me è la migliore e la più interessante di tutto quello che ho provato in questi anni. I critici direbbero toscano rivisitato e hanno ragione: piatti della tradizione con più di un guizzo che li rende mai banali, sempre ricercati senza sfociare nella leziosità. Prezzi medi, prenotare.

Altro ottimo indirizzo Oltrarno è il Tranvai, tanta tradizione e qualche nota di originalità e in più è vicino al Tasso Hostel, che fa spesso serate o domeniche pomeriggio carine. Per ingannare l’eventuale attesa, potete anche andare di fronte al grazioso Circolo Aurora per un aperitivo o una birretta oppure nel nuovo MAD di Borgo San Frediano.
Prenotare, prezzi medi.

Verso San Niccolò, perfetto per una sosta mentre si va al Giardino delle Rose di Folon o a p.le Michelangelo, c’è Zeb con la sua cucina italiana spesso ardita ma efficace. Lasciatevi stupire e guidare dai simpatici proprietari. Prezzi medi e prendete una boccia di vino, piuttosto che il calice.

Ritornando in centro, nella categoria i Tradizionalissimi (di Rete 4), segnalo la Fiaschetteria Nuvoli (chiude presto, c’è un po’ di fila a mezzodì ma è molto divertente) dietro il Duomo, oppure da Anita (dietro la Signoria). Mi ci sono sono trovato bene e con un buon rapporto/qualità prezzo.

Dietro Santa Croce, vale la pena anche La Cucina del Ghianda che offre un supermenù a pranzo, seduti ma servendosi da sé. Per un pasto veloce e corposo è il miglior rapporto ricercatezza-prezzo della città (ma occhio che la sera comincia a picchiare).

Sempre dietro Santa Croce, quasi all’angolo con il mercato di S. Ambrogio, all’enoteca dei Macci c’è un cuoco bravissimo a mezzogiorno che sperimenta dei piatti fantasiosi. Menù primo-secondo-caffè a 15 euro. Attualmente è il nostro preferito.

Capitolo Veggie. Incredibile dictu, il vegetariano a Firenze può essere una grande esperienza e riservare piacevoli sorprese. Per me la magica triade è composta da:

a. Brac, ambiente molto carino dove mangiare il loro mitico e relativamente economico piatto unico composto di 3 accostamenti a scelta e di esperimenti a volte arditi ma con il giusto equilibrio. Necessaria la prenotazione con qualche giorno di anticipo, anche a mezzodì. Se restate sul piatto unico (al più se avete ancora fame vi infilate all’Antico Vinaio lì vicino), è abbastanza economico.

b. Il Vegetariano di via delle Ruote: cibi sempre diversi, tutto molto verace e con la salsa vegan spettacolo per il pane, ne vale molto la pena. Ci si serve da soli. Economico.

c. Dolce Vegan ovvero il vegetariano  di via San Gallo: non anticipo nulla ma qui è dove le certezze da onnivoro verranno meno. Parlami di quell’arrosto di Seitan che detto così fa, per paradosso, accapponare la pelle ma ne vale la pena.

Capitolo Pizze. Qui si è fan della pizza omonima della Cucina del Torcicoda, del Caffè Italiano (entrambi dietro Santa Croce) e di Gherardo (prenotare!), in Oltrarno, ma ce ne sono tante altre. Alla fine, comunque una pizza è una pizza (soprattutto in faccia).

In breve, se dovessi dire l’imprescindibile per un weekend sono:
a. Per un pasto veloce le Focaccine Bondi (se in zona Mercato Centrale/Stazione), l’Antico Vinaio (Signoria) e Semel (7m dopo Santa Croce).
b. Per la sera, punterei su ‘i Raddi così si beve poi qualcosa a Santo Spirito o al Caffè Notte. 

Capitolo Etnico. Non c’è molta varietà ma a Firenze puoi trovare delle eccellenze vere e proprie.
Per il Cinese sono un grande fan di Tang: si ama o si disprezza ma se impazzite per il manzo con pioggia di coriandolo nel cartoccio (Manzo Tang) andate sul sicuro.

Per il Giapponese, a Firenze è famoso il Momoyama che mi è sembrato un po’ pretenzioso. Preferisco Hoseki, l’ambiente che hanno creato – cercate di farvi mettere alle sedute basse della seconda sala o nei séparé se siete più di 4 – e la loro gentilezza, oltre alle loro meravigliose polpettine di polpo che valgono il viaggio.

Sempre per la categoria asiatico, noi siamo grandissimi frequentatori di Dim Sum dove è necessario prenotare: ramen (quelli bao sono i miei preferiti), noodle stir fry, ravioli lon bao. La cucina è ottima ma il vero spettacolo è il mastro noodolaio dietro il vetro a creare stelle filanti di pasta tutto il tempo.

Per finire, ecco l’indiano di Porta al Prato, Haveli. Una volta provato questo, dimenticherete tutti quelli precedenti, anche quelli indiani, programmerete nuovi viaggi a Firenze e porterete quell’amico lì che ha fatto Yoga in Uttar Pradesh per 6  mesi. Su tutto i polli alla menta e o quello al burro, il cheese nan danno sensazioni pazzesche. E hanno anche il Kulfi, purtroppo non nella versione originale, ma la grana è quella dei migliori baracchini di Delhi.

Spero ti sia divertito a leggere tutti questi consigli: per favore, metti un like al post e scrivimi le tue impressioni o altri suggerimenti dopo il tuo weekend fiorentino. :)

2 responses so far

2 Responses to “Consigli per mangiare bene a Firenze”

  1. Rita Ferrari Bardileon 11 Mar 2016 at 15:35

    Ciao Zen! Mi permetto di approfondire, dopo rigorosi test in prima persona, il capitolo lampredotto, aggiungendo alla tua lista il chiosco di via dei Macci angolo Borgo la Croce e il piccolo locale “Da’ vinattieri” in via Santa Margherita (sotto il cosiddetto arco di san Pierino)..

  2. Zeno Tomioloon 11 Mar 2016 at 15:36

    Daje, grande Rita!