Archive for settembre, 2015

Set 08 2015

Correre è una scusa per ascoltare musica

Published by under musica

ZenoLa corsa è un momento che mi ritaglio solo per me (a parte quando sono con gli amati Cityrunners): iPhone in modalità lunetta (aka antiscocciatori), cuffie tecniche, le care adidas energy boost ai piedi e via.
Amo molto la musica mentre corro. Molti la considerano doping ed è proprio vero: dà una marcia in più.
Quella che scelgo è spesso proveniente da dj-set scovati in rete (Boiler Room e Gomma Records su tutti) ma esiste una playlist di
riserva per quando non trovo niente di nuovo. Il suo nome è übernice run.

Ritmi non troppo veloci, max 125 bpm, sonorità vicine ai mondi dell’indie, l’elettronica e il pop con qualche incursione pretenziosa o tamarra, rigorosamente in modalità shuffle.
Grazie a una richiesta di Deezer, che mi ha omaggiato di un 3 mesi di abbonamento, mi sono messo a scrivere due righe per alcuni dei pezzi inseriti nella playlist (che potete ascoltare qui).

Sunflare, Moullinex 
E’ un pezzo che adoro e che mi ricorda l’estate 2012, un’estate molto speciale per motivi sentimentali e che mi voglio portare dietro in ogni momento. L’ideale per cominciare qualsiasi cosa, una storia d’amore o anche un allenamento, che poi è la stessa cosa: in fondo lo si fa per volersi bene.

Poolside, (Pixelated Remix), Slow Down
Uno di quei brani che ogni volta mi stupisce per la semplicità dei suoni e la complessità della partitura. Mi permette di distrarmi
immediatamente anche perché a un certo punto le parole invitano a rilassarsi e ad andar piano. Quando si corre infatti, bisogna fare attenzione a non partire a razzo.

Nobosy lost, nobody found, Cut Copy
Ritmo e riff ipnotici: un sano spleen tardo adolescenziale e d’altra parte si sa che il running è una di quelle cose che si fanno con le crisi generazionali.

I Won’t Kneel, Groove Armada
Correre è una di quelle attività che ti portano molto a riflettere su quello che stai facendo, i risultati che hai ottenuto ed è facile
divagare verso i lidi dei ricordi. Questo è un pezzo che a me parla di nottate a Parigi, a camminare esausti con gli amici di una vita (Ema su tutti) con quella stessa forza e incoscienza che vorrei avere mentre corro.

Odessa, Caribou 
Lui è uno dei geni della musica elettronica contemporanea: è il momento di regolarità per la macchina che è il corpo quando corre.

Enjoy the Silence, Depeche Mode
Lo conoscete tutti. Quelli bravi che corrono dicono che non si dovrebbe ascoltare musica e che bisognerebbe ascoltare il proprio respiro, il proprio silenzio.

La musica, Munk feat Azari & III
Un caro amico di un’etichetta supercool, la Fresh Yo!, mi dice ogni volta che è Disco Riviera: eppure trovo che sia un pezzo con la sua dignità nonostante il testo superficiale. Anzi proprio per la sua spensieratezza mi fa ogni volta sorridere e dimenticare le fatiche che sto affrontando.

Melt (Zimmer rmx), Kamp
Di questo brano amo la solarità, il partire lento, il beat di sottofondo, il ritmo che cresce, il riverbero, le seconde voci. Il pezzo ammazza-fatica per eccellenza.

Animal, Miike Snow
Un altro pezzo che mi ricorda lunghe camminate, questa volta a Chicago, a novembre. Purtroppo all’epoca non correvo ancora ma
l’esplorazione urbana era già qualcosa che sentivo nelle mie corde e che ho messo poi nelle mie gambe.

Radar (Michael Mayer Remix), Hauschka
Costruzione del pezzo, dettagli, suoni che si rincorrono, il ritmo. Niente di più, niente di meno. Proprio come la corsa.

Blitz, Digitalism
Il pezzo per la ripetuta dove dar tutto e finire esausti. Regolarità e progressione tutte tedesche.

Altri pezzi, senza spiega, qui.

Commenti disabilitati su Correre è una scusa per ascoltare musica

Set 02 2015

Pop Economy tra Big Data, Gamification e Crowdfunding

Published by under libri,segnalazioni

luciano pop economyQuesta recensione va cominciata con una premessa ragionevole quanto necessaria: poi ognuno metta la tara, come meglio crede.
Conosco Luciano Canova, l’autore, dal primo anno di università, da quando sentivano il mitico prof. Marco Cattini di storia economica spiegare il suo obiettivo per quell’anno, quello di fare un corso di igiene mentale – espressione che ormai, da allora, ho fatto mia –  per aiutarci a pensare da storici con tutto quel che ne consegue: profondità di giudizio, capacità di considerare più aspetti e variabili, l’abilità di immedesimarsi nella razionalità dei diversi soggetti che avremmo incontrato.
Ecco, Luciano con Pop Economy (Hoepli) ha perfettamente assimilato quell’insegnamento e sia riuscito a combinarla con gli insegnamenti di quel libro immortale che è Lezioni Americane del buon Calvino.
Dopo un attacco così non vorrei alzare il livello dell’aspettativa: Pop Economy è un libro divulgativo, sistema argomenti già conosciuti per gli addetti ai lavori che quotidianamente si informano leggendo riviste e blog da tutto il mondo, ma non si limita a mettere ordine a diverse materie e spunti ma ha il grande merito di porre delle domande e di lasciare al lettore la curiosità di seguirlo nei suoi ragionamenti.
Ho in particolar modo apprezzato i capitoli sulla “Spinta Gentile”, le “Cascate Informative” e le “Reti della Società Iper-connessa”. La prosa è scorrevole, le citazioni sono mai banali e gli esempi sono chiari.

Non voglio rovinare la sorpresa ma sono soldi ben spesi (10,97 euro carta, 5,97 su Kindle con possibilità di un estratto gratuito) per una gradevole lettura di poche ore che vi aiuterà a restare curiosi.

Commenti disabilitati su Pop Economy tra Big Data, Gamification e Crowdfunding