Mag 14 2014

Hackathon aziendali: R&D per aziende smart

Published by at 14:45 under segnalazioni,Startup

Appathon UnicreditDa queste parti uno dei cavalli di battaglia più abusati è la similitudine tra ecosistema odierno delle startup e il mercato discografico di qualche anno fa: una volta, 3-4 major importanti e la miriade di etichette indipendenti che facevano A&R e scouting alla scoperta di nuovi artisti; oggi, gli agguerriti player che, oltre che internamente, trovano innovazione anche tramite acquisizioni di startup esterne.
Questo mondo emergente è fatto di giovani imprenditori (basta chiamarli startupper) che tentano nuovi modelli di business, adattando quelli tradizionali o scoprendone di nuovi.
Ci sono, poi, le classiche aziende che si sono accorte di questo fermento – un R&D fatto dalle startup e da giovani di talento – e tentano di cavalcarlo più o meno bene.

Qualche mese fa, ad esempio, un’iniziativa di Metropolitana Milanese organizzava un hackathon per la realizzazione di un’app e un montepremi di 1.000€ (sic!): con un brief così dettagliato (leggi qui) sembrava una gara a basso costo, un modo per risparmiare sulle agenzie e avere lavoro quasi gratis facendo leva sul bisogno delle persone di emergere.
Per fortuna non tutte le aziende sono così: imprese illuminate, coadiuvate da ottimi partner, cominciano a guardare con reale interesse –  senza dare la mera impressione di sfruttare in una sola direzione, la propria ça va sans dire – a questo fenomeno genuino degli hackaton.

Tra gli ultimi eventi più interessanti su cui sono stato recentemente coinvolto, oltre all’iniziativa Iveco con Talent Garden Torino, c’è Unicredit che ha lanciato un Appathon e lo ha fatto nel modo giusto dando valore vero ai partecipanti –  web designer, developer e business – con diversi punti di forza:
a. Il montepremi, prima di tutto: 18.000 euro, di cui 10.000 al team vincitore, saranno bruscolini per una banca ma sono un bel cambiamento di rotta rispetto alla “visibilità” che spesso si traduce in visibilità solo per l’organizzatore.
b. L’impegno di risorse della banca: sono 24 i mentor coinvolti da ogni livello e settore di Unicredit durante la maratona, notte compresa. Mentre quello della banca è evidente, il valore per i partecipanti è aver piena focalizzazione sul business e avere stimoli di pragmatismo. A memoria non ricordo un impegno così forte da parte di una società tanto importante.
c. I brief e i temi sono talmente generici – mobile banking e edu-finance – da dare l’impressione di una reale apertura di Unicredit alle idee esterne che possano essere di innovazione vera.
L’innovazione è infatti tale se è vicina ai bisogni dei clienti, come hanno più volte affermato durante la conferenza di lancio.
d. La possibilità per i partecipanti di farsi notare e di vedersi riconosciuto il talento finalmente in modo proficuo. Purtroppo – ma non potrebbe essere altrimenti – le gare delle grandi imprese su certi servizi sono spesso sottoposte a molti vincoli. Questo Appathon supera questi limiti e permette ai talentuosi fuori dal mondo delle agenzie di fare il loro.

Combinando questi elementi, Appathon è forse il primo esempio in Italia di strategia azzeccata di hackathon aziendali da parte di una realtà enorme: le aziende smart sono quelle che tramite questi eventi hanno uno scambio paritario,  in modo onesto e proficuo per tutte le parti, con un reparto R&D diffuso fatto di talenti.

L’appuntamento è per il 21 e il 22 giugno. Io ci sarò, chi mi fa compagnia?

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