Mar 22 2011

L’invidia delle passioni: cronache dalla Milano-Sanremo di auto d’epoca

Published by at 12:06 under io

Partecipare alla Coppa Milano-Sanremo di auto d’epoca è una di quelle esperienze da ricordare. Non si tratta solo di auto, è qualcosa di più: si tratta di condividere dei momenti che non tutti possono avere. Non si parla proprio di disponibilità economica o di limiti particolari, l’unica barriera d’entrata è la passione per un piccolo mondo antico di marmitte e linee sinuose dei bei tempi in cui il design non era ancora industriale bensì artigianato.
Da queste parti, grazie ai buoni uffici della società, si è avuta la possibilità di seguire la manifestazione – di cui Hagakure era media partner – da Milano a Sanremo, dal pomeriggio di venerdì al pranzo di sabato.
Dopo aver fatto il flâneur tra le auto in esposizione (qui la gallery delle foto), alla ricerca di angolature e riflessi particolari, siamo finalmente montati su una macchinina niente male.
La prima tratta fino ad Alessandria è stata su una Jaguar XKR-S, decappottabile. Siamo usciti da piazza Duomo, Milano, tra due ali di folla, direzione traffico della circonvalla.

Date le caratteristiche dell’auto e l’assegnazione dei turni di guida, chi scrive all’inizio era seduto dietro, scarpe levate e disteso miami-beach style, fotografando le persone e godendo della vista della città e del cielo di cui troppo spesso ci si dimentica.

Nonostante il forte ritardo che avevamo, abbiamo fatto le stradine per paesini sconosciuti in middle of nowhere, fino alla volta di Alessandria, dove abbiamo fatto un pit-stop volante e, finalmente, ho preso in mano il gioiellino.

Dico solo due due cose: tuc-tuc ovvero il rumore delle marce che scalano, salgono e scendono. Era un attimo per arrivare a far girare il motore, veramente molto divertente.

Poco prima di Torino, altro cambio alla vita in tempo per arrivare a mangiare verso mezzanotte e qualcosa, lavoricchiare su due cose in sospeso e fare due salti da Giancarlo, sui Murazzi. Un paio d’ore a letto e poi pronti alla partenza sotto lo sguardo severo di Garibaldi.

Fortunatamente, abbiamo conosciuto un tipo che aveva un posto libero come navigatore nella sua Jaguar E-type, così sono riuscito a spararmi questo viaggio da Torino a Sanremo, passando per Carrù e San Bartolomeo su questo gioiellino degli anni ’60.

Il viaggio con questo signore è stato un bel corso di igiene mentale: ha raccontato le sue esperienze, il suo lavoro, la sua passione per le macchine e in particolare per questo modello, che quest’anno compiva 50 anni. Lui l’ha acquistata 30 anni fa a 22 anni e da allora ha probabilmente cambiato più donne che auto. Un amore decisamente duraturo: quando mi ha detto di salire dopo la partenza perché c’era la palta, gli ho detto che non c’era problema per le mie scarpe. Ha risposto  che “no, infatti è per i tappetini dell’auto“.

Comunque, il discorso della passione ritorna: parlando con lui, mi ha fatto capire che, come dappertutto per le belle cose, ci sono sia quelli che adottano uno stile di vita, sia i poser dell’auto d’epoca, quelli che vogliono partecipare a queste cose senza sposarne i valori e – i dolori – di questa scelta. Li riconosci subito. Ho scoperto da un lato di un vero e proprio mercato degli affitti d’auto d’epoca con pacchetti che, evidentemente, vanno a ruba in Russia – tanta era la loro presenza – e dall’altro che l’appassionato d’auto d’epoca, un vero e proprio viaggiatore nel tempo che fu, ha sempre in macchina un libro, anch’esso d’epoca, per “aspettare il carro d’attrezzi quando la macchina ti abbandona“. E una delle cose interessanti è proprio la conta dei feriti e delle casualties sul percorso di gara. Fortunatamente ci sono diverse auto di scorta e carri attrezzi in caso di incidenti e guasti, cosa che in parte abbiamo rischiato anche noi. “Zeno, si è rotta una specie di guida del volante, c’è un piccolo rischio ma la nota positiva è che se cadiamo in un burrone, moriamo all’istante“.”Ok“.

Arrivati sani e salvi a Sanremo, le chiacchiere finiscono e cominciano i ricordi ma si può dire che è stata una grande fortuna poter fare questo viaggio, imparare qualcosa in più su questo mondo e su questa nicchia di appassionati, fare da navigatore e conoscere da vicino questi gioiellini.

Tutto questo ti lascia una domanda che non è mai “quanto costa comprare una [inserire modello d’epoca a caso] ? ” ma “cosa devo fare per meritarmi una [ins. modello]?

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