Ott 25 2010

Valerio Onida e la politica perbene

Published by at 00:12 under io,vita reale

Qualche settimana fa ho avuto la fortuna di assistere all’incontro di Valerio Onida con i ragazzi di 11 metri che stanno organizzando questa serie di occasioni per conoscere meglio i candidati alle primarie del centrosinistra per il sindaco di Milano.

Questa volta era l’occasione di Valerio Onida, una brava persona. E’ inutile sottolineare i suoi successi e meriti passati, è meglio concentrarsi su quelli presenti: riportare, in buona compagnia degli altri candidati, la politica a livelli di coinvolgimento delle persone. Una politica non gridata, con i ragionamenti complessi forse non è oggi un modo scontato per farla. Del candidato, di fronte a una platea di sinistra come quella di 11 metri, è piaciuto soprattutto la sua capacità di essere indipendente nel suo pensiero e di imporlo tramite argomentazioni e meno slogan. Nell’epoca della comunicazione veloce, immediata e, a volte deficitaria di cultura, le sue parole sono valide. Approvato.

Rispetto all’incontro con Pisapia, è stato decisamente più bravo quanto a capacità di tenere la platea. Di lui piace molto la timidezza che dimostra e che riesce a domare con l’uso della parole. Alcuni criticano la sua età – ma che brutta cosa se ci pensate, i tempi sono talmente grami che avere raggiunto i 74 anni è diventato una colpa – ma da queste parti piace vederne la lucidità di pensiero, la brillantezza e l’esperienza.

Il passaggio che più è piaciuto e illuminante è stato quando qualcuno gli ha domandato cosa avrebbe fatto, una volta diventato sindaco, per rilanciare i grandi eventi per la città. Non è stata una risposta scontata che ognuno si sarebbe aspettato, perlomeno in quel contesto. Ha detto che c’è meno bisogno di una società dell’effimero basata sugli eventi. Disorientamento, applausi, chapeau. Poi il discorso è caduto e ci sono più chiavi di lettura: da queste parti piace immaginare una città talmente bella che non ha bisogno di estemporanee occasioni.
L’ambiguità c’è stata anche quando ha detto che vorrebbe Milano molto simile alle città tedesche: intendeva per la burocrazia che viene incontro ai cittadini. Per molti il consenso si è esteso per tutto il discorso della musica elettronica :P.

Un altro argomento che lo ha portato ad avere successo tra il pubblico è stato il rimarcare l’idea di Milano come comunità e promuovere l’associazionismo di zona come leva per una democrazia partecipativa, come in Germania.

Insomma, Onida ha una bella presenza: è sveglio, ha esperienza e credo che il grosso della sua forza sia nel sapere cogliere le buone idee che ci sono in giro, legandovi la sua solida esperienza.

Per la qualità dei candidati, in ogni caso, le primarie di Milano sono l’inizio della fine per il berlusconismo.

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