Set 24 2010

Il meglio per Milano passa dalle primarie. E dal meglio emergerà Boeri

Published by at 13:09 under vita reale

Nel giro di due mesi si deciderà il candidato sindaco del centrosinistra a Milano: alla griglia di partenza ci sono ben 3 candidati, tutti di ottimo profilo: Giuliano Pisapia, Stefano Boeri e Valerio Onida.
Il primo è, per chi scrive, il candidato la cui discesa in campo si aspetta da almeno il 2001, fin da quando il centrosinistra locale ha candidato personaggi dal solo aggettivo utile: sciapi.
Pisapia è avvocato, è stato per anni presidente della Commissione Giustizia della Camera, ammirato da tutti per il suo rigore e le sue capacità di dialogo nel solco di una coerenza di solidi principi. E’ lui l’avvocato grazie al quale sono stati appurati in sede processuale irregolarità e crimini al G8 di Genova del 2001.

Chi scrive ne ha seguito un paio di settimane fa l’incontro pubblico organizzato al Bitte di Milano dai ragazzi di 11metri, un collettivo politico di sinistra.

La presentazione del candidato è durata circa due ore durante le quali Pisapia ha risposto a domande prettamente di carattere troppo personale, che forse si potevano evitare. Un’occasione persa insomma. A metà della sessione, la gente era già abbastanza annoiata e il candidato non era in grado di tenere la platea, tanto che le file si sono svuotate e c’era un certo brusìo dalla zona bar.

Tuttavia, le linee guida che sembrano emergere dal suo programma sembrano essere una città solidale, giovane e verde. Cose che a dir la verità si potrebbero applicare a qualsiasi candidato della stessa area e no. Il punto – infatti – è sempre quello: it’s all about people.

Senza dubbio, Pisapia è una persona seria, preparata, intelligente ma nell’occasione è sembrato essere privo di carisma per coinvolgere le persone che non siano già della sua parte. Se, come visto in questo incontro, le persone pure amiche si disinteressano, allora non vedo come possa far breccia in un’opinione pubblica neutrale, se non ostile. Forse era il formato dell’incontro e l’impostazione data da chi organizzava, ma così non va.

Il candidato sembrava troppo preoccupato a dimostrare anziché mostrare, di piacere – innumerevoli i tentativi di compiacere il pubblico con i richiami al suo ”amico” Nichi Vendola – e fare il brillante. Sarà in grado Pisapia di essere se stesso nelle prossime uscite pubbliche?
Quello di cui Milano ha bisogno è una persona che sappia scaldare i cuori e con un’idea forte: non dev’essere difficile trovare entrambe, visto il livello imbarazzante della Moratti.

Così arriviamo ad alcune note. Una è su Onida, il candidato del gruppo dei 92. E’ senza dubbio una di quelle candidature eccellenti, competenti e di peso presso una certa nicchia. Ma anche qui è in dubbio la capacità di aggregare o riuscire a smuovere quella massa sufficiente di persone, ad allargare i confini oltre i soliti perimetri. Altissima personalità ma il carisma?

Chi scrive aspetta di vederlo in pubblico. In ogni caso, si annunciano come le migliori primarie mai viste: non c’è una regìa ma il peso dei 3 candidati nello schieramento di centrosinistra va a coprire perfettamente diverse nicchie. Nelle prossime settimane, si dovrà verificare come la competizione per le primarie sia in grado di trasformarsi – una volta chiuse le consultazioni – in capacità di aggregazione. Le chanche di vittoria del centrosinistra passano attraverso il sottile equilibrio tra le legittime esigenze dei candidati di distinguersi per prendere voti e il loro buon senso nel non usare parole di piombo che potrebbero pregiudicare l’unità dopo le primarie.A tal proposito, il fuoco amico su Stefano Boeri proveniente da alcuni settori del centrosinistra è imbarazzante. Boeri è uno stimato professionista, è un architetto che ha lavorato per diversi committenti, tra cui Ligresti e il comune di Milano stesso. Molti ritengono impraticabile la sua candidatura per questo motivo. E’ un problema di non poco conto: c’è chi ritiene che non si debba lavorare per chi ha un passato dubbio. Da queste parti invece si pensa che chi ha una professionalità distinta abbia il dovere di migliorare le cose nel suo piccolo grazie a quello che sa fare, e debba pertanto lavorare per chiunque se questi dà la possibilità di rendere il progetto migliore. E’ il caso di Boeri.

Per quel poco che ho visto i progetti di Boeri sono belli, eleganti, sobri. Milanesissimi in questi 3 aggettivi. E non si osa immaginare come sarebbero oggi quelle stesse aree senza il suo contributo. A Milano ciascuno fa il suo mestiere, il suo è quello di architetto e non vedo cosa centri con gli affari dei suoi committenti o con le porcherìe fatte, ad esempio, alla Maddalena.

Rivangare certe scelte significa non aver capito nulla riguardo all’economia dei servizi che oggi, a Milano, coinvolgono sempre più persone.
Contro Boeri è in atto la stessa partigianeria che ha ucciso Biagi, bersagliato dalla sua stessa parte politica perché collaborava per portare avanti le sue idee e migliorare, dal suo punto di vista, le cose.
Devo ancora seguirne un dibattito ma, dopo l’incontro con Pisapia, penso che mi orienterò su Boeri per diversi motivi: è un esponente delle professioni, Milano ha bisogno di bello, il suo CV è espressione di una competenza ben definita, può continuare a dare molto alla città. In merito, qui interviene un ricordo personale. Come sappiamo, Boeri è direttore di Domus, il mensile di architettura.
Durante il Salone del Mobile di aprile, Domus contribuisce attivamente alla sua buona riuscita. Milano è meravigliosa in quel periodo. E’ difficile non amarla: bella, desiderata, prospera, internazionale, gioiosamente confusa, dal divertimento diffuso, spontaneo, guidato. Nell’ambito delle manifestazioni fuorisalone, Domus ogni anno organizza qualcosa.
Qualche anno fa, era il 2005, Domus fece una cosa molto bella a San Siro, aprendo lo stadio alle persone e le sue aree alle persone. Tanto fu una esperienza incredibile – ancora agli annali nel ristretto gruppo di amici vecchi e argomento di discussione con le nuove conoscenze – ché il giorno dopo cercai la mail del direttore per ringraziarlo. La sua risposta – benché pochissime righe – non tardò ad arrivare.

Ecco, il sindaco che vorrei: educato, aperto, cultore del bello e del rispetto, ispiratore attraverso l’esempio. Tutti e tre i candidati rispondono a queste caratteristiche ma, in questo momento, chi scrive crede che Boeri sia quello che più riesca ad arrivare ad un elettorato più vasto.

PS. I ragazzi di 11 metri propongono un incontro con Boeri il 30 settembre. Ecco l’evento FB.

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4 Responses to “Il meglio per Milano passa dalle primarie. E dal meglio emergerà Boeri”

  1. […] differenze poche. Dopo tutto, sono primarie di coalizione. Ognuno ha il proprio taglio personale: Pisapia, il lavoro e la solidarietà; Boeri, un nuovo modello di città; Onida, la legalità e la […]

  2. […] pesanti speculazioni sulla città, giudizio forse un po’ingeneroso rispetto a quel che si pensa da queste parti ma comunque […]

  3. […] all’incontro con Pisapia, è stato decisamente più bravo quanto a capacità di tenere la platea. Di lui piace […]

  4. […] già affrontato il discorso della sua candidatura, su quanto sia importante e carica di significato la sua figura […]