Nov 19 2009
Saltare lo squalo degli hamburger: DMK burger
Avvertenza: post da leggere solo dopo aver mangiato e se si ha in programma una puntatina su Chicago.
Andare negli Stati Uniti, soprattutto se Europei e della bio-bourgeosie, significa confrontarsi con una dieta fortemente proteica. D’altra parte, quando sei a Roma, ti comporti da romano. (e se sei a Lecco? Non e’ lo stesso perche’ Roma cmq non e’ stata costruita in un giorno, obviously).
Cosi’, tra guide per turisti e riviste locali per indigeni, da queste parti si e’ andati alla ricerca dell’hamburger perfetto: il delicato risultato di un equilibrio tra morbido pane, carne per cotta all’esterno, al sangue dentro, bacon croccante ma non bruciato, cheddar stagionato sciolto, salse che legano i diversi ingredienti.
Avete presente quando succede qualcosa nella propria vita e sapete che nulla sara’ piu’ come prima? Da oggi, da queste parti si puo’ dire di aver superato il tipping point degli hamburger - e delle patatine - e che ogni hamburger non sara’ piu’ lo stesso dopo aver provato quello di DMK Burger.
Come si puo’ vedere dai video, mangiare qui e’ un’esperienza mistica: hamburger perfetto, cornice molto carina, patatine fritte al parmesan, pepe nero e crema di tartufo, birra europea. Infine, c’e’ stato un dono - anzi, love, come scritto sullo scontrino - della casa: un affogato al cappuccio con crunchie dentro.
Il servizio e’ molto americano: solerte, veloce, disponibile, puo’ risultare a volte invadente ma lo si apprezza molto, soprattutto se ti e’ stata assegnata la piu’ graziosa cameriera ever, Christiane (la si puo’ mirare nei video), coadiuvata dall’ottima caposala Marina. La cura del cliente negli US e’ impareggiabile, anche al netto della mia Europeness, rispetto a realta’ come Francia o Italia dove e’ quasi il cliente a dover ringraziare per esser andato nel loro locale e non il contrario.
Abituati a questo genere di servizio, noi europei in US siamo portati alla sagra di farsi quelle cose a vicenda in Pulp fiction.
Chiaramente, nel piu’ puro stile dello scriba, si e’ attaccato bottone con i gestori: hanno aperto da poche settimane e stanno registrando un ottimo successo, anche grazie all’articolo su Timeout, al twitter e alla galleria di foto da scoprire.
Oh! finalmente mi si chiariscono le idee, ma soprattutto mi si è aperto lo stomaco dannazione. Invidia massima perché sei a Chicago, perché mangi hamburger e io no, perché sei in un posto dove sono tutti svegli alla tua stessa ora e non come me qui nel letto alle 2.17 ora italiana ma come se fosse primo pomeriggio. Sconfiggerò mai il fuso? non lo so, intanto sbavo davanti al tuo cheeseburger.
PS: già che gli fai pubblicità una bella recensione su ww.tipsandtrip.com la potresti anche mettere eh, abbiamo cambiato alcune cose
Juliette, effettivamente avevo consultato tips and trips per i chicago place…ma ora vado ad arricchirlo. Quanto alle domande…be’, nn volevo famri sgamare!
baci
z
hai fatto il tuo marshall insomma…