Gen 16 2009

Uno spagnolo di Verona

Published by admin at 01:18 under comunicazione, musica, segnalazioni

Insomma, questo 2009 é cominciato da un po’ ma sembra un 2005 riedizione deluxe (ndr, l’anno fondamentale della mia vita). Lavoro, amici e quello strano smirk degli occhi che ricorda questo pezzo, tanti altri scampoli di vita milanese e di socialità diffusa, concetto che da queste parti si predica e - almeno in questo caso - si razzola con altrettanto furore.

Tra le novità dell’anno a venire ci sono un po’ di concerti da seguire, qualche malsana quanto velleitaria idea e l’ipotesi nome in codice 4A che bazzica da un po’ da queste parti. Nel frattempo ci si diverte un po’ con pronti al peggio, già segnalato da molti.

La puntata di oggi vede protagonista il bravo Tommaso Labranca, purtroppo scomparso negli ultimi anni ma sempre capace di dare delle perle (”si canta in inglese per essere ignorati sia in Italia che all’estero” o la frase del titolo, ge-nia-le). Se oggi questo scampolo di 2009 mi ricorda il 2005 un po’ lo si deve anche ad aver rivisto gente come lui. Godetevelo!

5 Responses to “Uno spagnolo di Verona”

  1. Williamon 16 Gen 2009 at 10:51

    Ciao,
    non conosco questo signor Labranca ed in giornata approfondirò…ma mi lascia un po’ sbarellato quel “si canta in ing…..etc etc”

    Non so il contesto, però credo di intuire e potrei condividere anche la provocazione…detta così però, girando un po’ la frittata, quella frasae lascia ad intendere che chi canta lo faccia per essere notato…beh penso che quanto meno non dovrebbe essere affatto così….chi canta lo “deve” fare perchè gli piace farlo - full stop - o no?…

    ….un po’ come tutti quegli artisti che vedi intervistati e la prima cosa che ti dicono sono frasi del tipo: “ho lavorato duramente per arrivare fin qui…ho fatto la gavetta etc”….io mi chiedo: ma chi se ne frega?!?!?!?….questi artisti che vedono il cantare od il suonare come un “lavoro” è secondo me decisamente sbagliato e diseducativo.

    Cantare, fare musica o quadri, non è e non deve essere mai un “lavoro” o un “mestiere”…non deve essere quello il fine almeno secondo me…

    al massimo, può in certi casi considerarsi ai fatti, un’”attività più o meno retribuita” ed è legittimo che un artista possa pensare di poter cantare tutto il giorno invece che doversi alzare per andare in posta a lavorare, questo sì, mi sembra anche ovvio.

    Ma che ciò sia quasi dovuto, la trovo una stupidaggine…è pieno di gente che suona 14 ore al giorno ed ha magari anche un certo talento, ma continua a suonare nel pub, senza per forza arrivare chissà dove…quindi se uno canta in inglese perchè semplicemente gli va, mi chiedo: perchè no?!!?…se invece le motivazioni sono altre, beh…sarebbe meglio che si dedicasse ad altre attività….o no?

    Buona giornata a tutti

    W.

  2. adminon 16 Gen 2009 at 14:14

    William, era una battuta, dai!

  3. Williamon 16 Gen 2009 at 15:25

    :-)

    stamattina mi sono svegliato male, dai!…ihihih…

    non preoccuparti…era pur parlè…non prendermi troppo seriamente…o meglio sono solo pensieri, idee che si incorciano nella mia testaccia!…

    dovevi vedere la mia faccia quando digitavo!!!….mi avresti quantomeno offerto un caffè doppio!!!! ahaha

    Ciao

  4. eMaon 16 Gen 2009 at 16:02

    devo dire che gli iPodCasino sono di meglio in meglio….

  5. zio Gilon 21 Gen 2009 at 12:25

    In realtà si canta in inglese perché a furia di monosillabi si possono dire più ca%%ate nella stessa strofa.
    Acuto il ragazzo però.

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