Dic 22 2008
Disco dell’anno 2008
Ci sono dischi da far emozionare da quanto sono belli, per i quali la scelta come disco dell’anno 2009 è diretta, intuitiva, immediata, tanto che forse una vera decisione sarebbe per il secondo posto da ponderare, decidere e, infine, assegnare ad uno a caso tra Meg, Bugo, Baustelle, per gli italiani, e Yeti, Vampire Weekend, Glimmers per gli stranieri.
Il risultato è un po’ la logica conseguenza dei numerosi ascolti e di tutti quei momenti - nella banalità dell’esistenza - in cui uno dei loro brani era lì a fare da original soundtrack: salendo le scale da urban outfitters, davanti ai fornelli in cucina, camminando lungo, solitario e orgoglioso davanti a un certo portone.
Un album - questione di gusti - perfetto e spensierato, profondo e narciso. In Ghost Colours, Cut Copy e tutto il resto conta ma manco troppo. Home is where heart is. (my space)