Dic 10 2008

Babelgum: un altro business è possibile

Published by admin at 01:21 under comunicazione, segnalazioni

Come chi sa chi mi conosce, il mercato dei media, dei contenuti, della distribuzione non solo peer2peer ma anche top-bottom mi fa strippare di brutto. Così, quando nel pomeriggio mi è arrivato un invito per saperne di più su Babelgum, nn ci ho pensato due volte, bensì 3 perché ho un casino di cose da fare.

Babelgum è una creatura che solo due anni fa, insieme al suo alter ego che nn citiamo, era nelle cronache quotidiane del mio circoletto di rss. Sembrava che dovesse spaccare il mondo e invece è andato un po’ sotto silenzio, sommerso da un nuovo hype. Misteri del buzz.

Eppure ha continuato a marciare alla ricerca di un modello di business compatibile con la sua funzione di distribuzione contenuti gratuiti via web, prima attraverso client, poi seguendo altre tecnologie, se ricordo bene (andrò a controllare).
Una di queste è stata annunciata stasera in un locale milanese, peraltro uno dei miei preferiti. Babelgum sbarca su mobile, via vodafone, con un’offerta interessante: se hai una flat dati chiamata vodafone pack, il traffico su babelgum non viene scalato dal proprio monte ore. L’utente ha così a disposizione gratis circa 40mila titoli, di massimo 5 minuti l’uno.

Ho provato a chiedere i termini dell’accordo, blindatissimo, nonostante Vodafone sia una società quotata, ma non c’è stato verso. Apparentemente la logica dietro questa iniziativa è del tipo 3w: win il consumatore che ha dei contenuti di qualità, win vodafone che fidelizza il cliente stesso, win babelgum che ha a disposizione 30 milioni di utenti. Insomma, Hume e la somma zero ci fanno una pippa.

A spiegare le posizioni di Babelgum, il bravo Nick Tacchi, che ringrazio per la disponibilità insieme all’ottima Catherine: il mktg manager è stato assolutamente esaustivo sulla tenuta tecnica della banda,  sulle prospettive che l’advertising può avere in questo ambito se e quando verrà introdotta la pubblicità, la profilazione dell’utente e su un mucchio di altre cose. Sembra che un nuovo business sia possibile. Certo c’è da vedere la tenuta rispetto ad altri broadcast ma il connubio contenuti e operatore mi sembra davvero una manna.

Insomma questo accordo, stretto in Italia su iPhone e in UK con una partnership su Nokia, sembra avere le carte giuste per far bene. Proprio su Nokia in UK, che ha lanciato in ottobre la sua offerta di flat subscription sulla musica, sarei curioso di capire come si legherà questo accordo dal punto di vista della revenue sharing.

Immaginiamo, ad esempio, che Babelgum trasmetta un video sull’n96 e di lì un link per scaricare il video. Acquisto di impulso del consumatore, chiaro, ma su quale store? E soprattutto chi decide quale store: il consumatore, babelgum, nokia o l’operatore? Seghe mentali di un markettaro.

Sarei curioso di sapere nei prossimi giorni se gli accordi sono di esclusività o meno (e l’alter ego che non citiamo?) perché la discriminazione tra due content provider sembra partita in modo surrettizio e in un contesto di oligopolio come quello delle telco gli sviluppi, anche legali, sembrano molteplici. Ma mi sto un po’ dilungando su un versante che faccio finta di conoscere.

A latere, si è infine sviluppata un’interessante discussione sulle PR con Marco, eccellente padrone di casa che mi dà del materiale su cui scrivere (siano benedetti i PR), Maurizio e Salvatore (sic?) di Ninja Marketing. Begli spunti, qualche critica, anche animata, visioni parzialmente diverse sulle PR ma anche la consapevolezza che in questo mestiere, così come nel resto della vita, ci vuole etica e non si smette mai di imparare.

3 Responses to “Babelgum: un altro business è possibile”

  1. Andrea Beggion 10 Dic 2008 at 02:19

    Alla lunga, il consumatore non “win” per nulla. E’ una violazione conclamata della net neutrality: costi e pesi diversi del traffico a seconda dei contenuti. E’ un precedente pericoloso, a mio avviso…

  2. adminon 10 Dic 2008 at 02:29

    @Andrea, è vero, anch’io ho avuto questa sensazione: per questo, successivamente, parlo di via surretizia e di apparente logica 3w.
    Non so come si dica in marketing ma ha un nome specifico che ahimé nn ricordo.
    In ogni caso, sono argomenti, quelli di net neutrality, che conosco molto poco e nella fattispecie molto delicati, sia per i contenuti dell’accordo che di implementazione della tecnologia.

    ciao
    zen

  3. Marco Massarottoon 10 Dic 2008 at 10:08

    Grazie per la benedizione… :-)

Trackback URI | Comments RSS

Leave a Reply

Chiudi
Invia e-mail