Archive for Dicembre, 2008

Dic 31 2008

Edelman cartoon, Hugh, Stormhoek

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L’ottima Tatiana che, per motivi logistici, mi mette sempre fiato sul collo, ha appeso dietro la sua scrivania un manifesto di Hugh MacLeod sulle PR commissionatogli da Mr. Edelman Europe. Questo disegno è pieno di frasi intelligenti quanto argute e vere sul mondo delle PR: da “empowered customer, terrified executive” a “social media specialist hustling corporate dude for paid gigs“a “panic” e “human beings don’t scale“.

Da assumersi con molta autoironia e consigliato a chi si prende un po’ troppo sul serio quando parla di Social Media e magari fa anche peggio.

Peraltro, Hugh è colui che fece il bellissimo Microsoft Blue Monster e le bottiglie per la Stormhoek (blog ben fatto), la casa vinicola sudafricana che fu tra le prime a credere nel passaparola intelligente, operazione ripresa dal buon Tombolini in quella mitica Pesto ai blogger di qualche anno fa.

Nel blog di Hugh ci sono firme impensabili tra i commenti come quella di Blanchard, il mitico prof di macro sul cui libro hanno studiato innumerevoli generazioni, e infine ho letto con sommo interesse un post sulle PR, dove si dà un bella visione di quello che sono, dovrebbero essere, sono diventate.

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Dic 23 2008

You could have it so much better with…Sloppy winter

Published by admin under musica, segnalazioni

Eazye, che ormai insieme a qualcun altro si contende la palma di blog dell’anno - non solo musicale - fa una nuova releazye natalizia (cit.).
Pregio, buon gusto e chicche a fagiuolo sono dalla sua parte, come la solito. Accattatevilla!

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Dic 22 2008

Disco dell’anno 2008

Published by admin under musica

Ci sono dischi da far emozionare da quanto sono belli, per i quali la scelta come disco dell’anno 2009 è diretta, intuitiva, immediata, tanto che forse una vera decisione sarebbe per il secondo posto da ponderare, decidere e, infine, assegnare ad uno a caso tra Meg, Bugo, Baustelle, per gli italiani, e Yeti, Vampire Weekend, Glimmers per gli stranieri.
Il risultato è un po’ la logica conseguenza dei numerosi ascolti e di tutti quei momenti - nella banalità dell’esistenza - in cui uno dei loro brani era lì a fare da original soundtrack: salendo le scale da urban outfitters, davanti ai fornelli in cucina, camminando lungo, solitario e orgoglioso davanti a un certo portone.
Un album - questione di gusti - perfetto e spensierato, profondo e narciso. In Ghost Colours, Cut Copy e tutto il resto conta ma manco troppo. Home is where heart is. (my space)

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Dic 19 2008

Trend blend 2009 map

Published by admin under comunicazione, segnalazioni

trend blend 2009Come ogni anno, forse un po’ in anticipo, ecco la mappa di trend blend 2009 sulle tendenze che caratterizzeranno il prossimo anno. Il nuovo format polipone non è bello quanto quello degli anni scorsi che riprendeva le metropolitane di Londra e Tokio.

Per quanto riguarda la sostanza, mi sembra la solita plétora di cose già sentite e dette, da 10 anni, un po’ come la “conversazione” e la pubblicità Internet che è la prossima frontiera. Forse perché l’unica vera certezza è che c’è crisi e crisi?

*Prima o poi farò un confronto tra le diverse mappe per capire quanto è stato azzeccato. Secondo me, a istinto, poco.

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Dic 17 2008

Reminder: agevolazioni fiscali

Published by admin under segnalazioni, vita reale

Lo riporto sperando che venga ulteriormente ripreso: nel frattempo ringrazio chi lo ha già fatto.

Scrive Cru7do

Il decreto “salvacrisi”, pubblicato domenica 30 Novembre, contiene una norma che potenzialmente fa a pezzi il nostro sistema normativo e civile: è stato introdotto il principio del “silenzio diniego”!

 

Nella stesura definitiva, hanno inserito una richiesta obbligatoria, da mandare all’agenzia delle entrate nel percorso necessario per ottenere le c.d. “agevolazioni sul risparmio energetico 55%”. Se questa domanda non ottiene una risposta affermativa entro 30 giorni dall’invio SI INTENDE RIGETTATA!

 

Avete capito bene: questo è il “silenzio diniego”, il contribuente può avere tutte le ragioni del mondo, ma se la sua controparte può vincere il confronto sempre: rifiutandolo! Se tu chiedi un’agevolazione, segui tutto l’iter per la richiesta e lo Stato non vuole concedertela, semplicemente NON TI RISPONDE! Continue Reading »

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Dic 10 2008

Mad men è come il sesso, fatto bene

Published by admin under comunicazione, io, segnalazioni

Da queste parti c’è una vera passione per alcuni serial tv: lost, gossip girl, californication. Non ricordo dove l’ho letta questa (inkiostro?) ma alcuni serial sono un po’ come il sesso, sono belli durante ma dopo ti lasciano poco, mentre l’amore ti lascia qualcosa. [leva “qualcosa” se sei un disadattato]

Anyway, con Mad Men è sesso, fatto bene, e pure amore. Il massimo.
[mentre lost è il suo contrario, tanto amore ma troppo spesso l’atto è una palla; gossip girl è una relazione solo sesso mentre californication è quella tua amica con cui ti diverti ogni tanto e infatti le puntate durano solo 24 minuti]
Detto questo, quando qualche ora fa mi è stato detto della possibilità di incontrare Matthew Weiner, la prima reazione è stata, scimmiottando l’americano che da queste parti tira un casino: OMG!
Espressione seguita da un “noooooooooooo” perché purtroppo quella sera avrei un altro piacevole impegno, peraltro incerto per motivi di lavoro.
Comunque, l’occasione della social media press release inviatami da Ale è dovuta a:

  • L’incontro con lo sceneggiatore, giovedi 11 dicembre alle ore 20.30, al cinema Anteo in via Milazzo, 9 a Milano. L’ingresso è gratuito fino ad esaurimento dei posti
  • L’inizio della seconda serie il 28 dicembre, che ho già visto e dunque posso dirlo: dapppaura
  • Un concorso “Roba da Mad Men” dal 12 dicembre di cui non volevo scrivere per poter esser uno dei pochi a partecipare

Bravissimi questi di Fox perché i premi del concorso sono stupendi proprio nello stile della serie: un Giradischi Brionvega, una Sedia design Verner Panton, Puff nero. Che palle i soliti iSomething.
Questa dei premi mi dà lo spunto per due pensieri. La parte più bella della serie, oltre ai briefing intorno a prodotti famosi o alle battute “su una piccola agenzia di chicago che si chiama Leo Burnett”, sono le ambientazioni della serie. Pochi mesi fa su dei blog (forse american today) e un D di Repubblica, c’era un servizio proprio sull’arredamento della serie. Una delle critiche maggiori che si faceva verteva proprio sulla mancanza di coordinamento e di uniformità nello stile di alcune case. Eppure, pensandoci bene, è proprio questo il punto di forza che rende la serie così vera: prodotti di stili diversi che si accavallano, sedie di Ms. van der Rohe o Thonet che si sommano a pezzi di cultura sub americana di pezzi robusti e di buona fattura. [e qui ci vuole una parentesi su quanto è bello il termine “fattura” in questo contesto perché dà l’idea del lavoro fatto bene e con amore]

Insomma, sono il tratto estetico,la cura per il particolare, l’attenzione e la contestualizzazione - la parola filologia quasi quasi ci starebbe proprio bene - che mi fanno amare questa serie e rimpiangere già da ora l’impossibilità di ascoltare Weiner giovedì.

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Dic 10 2008

Babelgum: un altro business è possibile

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Come chi sa chi mi conosce, il mercato dei media, dei contenuti, della distribuzione non solo peer2peer ma anche top-bottom mi fa strippare di brutto. Così, quando nel pomeriggio mi è arrivato un invito per saperne di più su Babelgum, nn ci ho pensato due volte, bensì 3 perché ho un casino di cose da fare.

Babelgum è una creatura che solo due anni fa, insieme al suo alter ego che nn citiamo, era nelle cronache quotidiane del mio circoletto di rss. Sembrava che dovesse spaccare il mondo e invece è andato un po’ sotto silenzio, sommerso da un nuovo hype. Misteri del buzz.

Eppure ha continuato a marciare alla ricerca di un modello di business compatibile con la sua funzione di distribuzione contenuti gratuiti via web, prima attraverso client, poi seguendo altre tecnologie, se ricordo bene (andrò a controllare).
Una di queste è stata annunciata stasera in un locale milanese, peraltro uno dei miei preferiti. Babelgum sbarca su mobile, via vodafone, con un’offerta interessante: se hai una flat dati chiamata vodafone pack, il traffico su babelgum non viene scalato dal proprio monte ore. L’utente ha così a disposizione gratis circa 40mila titoli, di massimo 5 minuti l’uno.

Ho provato a chiedere i termini dell’accordo, blindatissimo, nonostante Vodafone sia una società quotata, ma non c’è stato verso. Apparentemente la logica dietro questa iniziativa è del tipo 3w: win il consumatore che ha dei contenuti di qualità, win vodafone che fidelizza il cliente stesso, win babelgum che ha a disposizione 30 milioni di utenti. Insomma, Hume e la somma zero ci fanno una pippa.

A spiegare le posizioni di Babelgum, il bravo Nick Tacchi, che ringrazio per la disponibilità insieme all’ottima Catherine: il mktg manager è stato assolutamente esaustivo sulla tenuta tecnica della banda,  sulle prospettive che l’advertising può avere in questo ambito se e quando verrà introdotta la pubblicità, la profilazione dell’utente e su un mucchio di altre cose. Sembra che un nuovo business sia possibile. Certo c’è da vedere la tenuta rispetto ad altri broadcast ma il connubio contenuti e operatore mi sembra davvero una manna.

Insomma questo accordo, stretto in Italia su iPhone e in UK con una partnership su Nokia, sembra avere le carte giuste per far bene. Proprio su Nokia in UK, che ha lanciato in ottobre la sua offerta di flat subscription sulla musica, sarei curioso di capire come si legherà questo accordo dal punto di vista della revenue sharing.

Immaginiamo, ad esempio, che Babelgum trasmetta un video sull’n96 e di lì un link per scaricare il video. Acquisto di impulso del consumatore, chiaro, ma su quale store? E soprattutto chi decide quale store: il consumatore, babelgum, nokia o l’operatore? Seghe mentali di un markettaro.

Sarei curioso di sapere nei prossimi giorni se gli accordi sono di esclusività o meno (e l’alter ego che non citiamo?) perché la discriminazione tra due content provider sembra partita in modo surrettizio e in un contesto di oligopolio come quello delle telco gli sviluppi, anche legali, sembrano molteplici. Ma mi sto un po’ dilungando su un versante che faccio finta di conoscere.

A latere, si è infine sviluppata un’interessante discussione sulle PR con Marco, eccellente padrone di casa che mi dà del materiale su cui scrivere (siano benedetti i PR), Maurizio e Salvatore (sic?) di Ninja Marketing. Begli spunti, qualche critica, anche animata, visioni parzialmente diverse sulle PR ma anche la consapevolezza che in questo mestiere, così come nel resto della vita, ci vuole etica e non si smette mai di imparare.

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Dic 07 2008

Webank, il cliente ideale di cui diventare cliente

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[bozza di giugno, mai pubblicata]

Disclaimer: grosso conflitto di interesse per legami con l’agenzia, odio verso le banche e qualche liaison passata con webank stessa

Webank, con gli amici di Digital PR, ha organizzato settimana scorsa un incontro con alcuni blogger. Trattandosi di una banca online è strano che nn lo abbia fatto prima. Tuttavia, trovo straordinario che una banca (ripeto, una BANCA) si metta in gioco così come trovo molto bravi i ragazzi di Webank che, nonostante qualche scivolone passato, si sono affidati ai consigli di un’agenzia di PR per procedere. La disponibilità significa intelligenza.

Leggo che Stefano ha deciso di aprire un conto. Anch’io se la pigrizia me lo permette potrei fare lo stesso. Direi che questi di webank si sono già ripagati il costo dell’incontro. Altro che pubblicità stupide tipo Che banca...

[update, dicembre]

Per caso mi ritrovo all’aperitivo di Webank, organizzato sempre dai ragazzzi di Digital. Finalmente l’occasione di capire qualcosa in più sui meccanismi che regolano la banca:

  • wiki interno per la soluzione dei problemi del cliente
  • richiami telefonici al cliente stesso o al prospect per capire perché non si è fidato a completare il form con il 70% di persone che hanno aderito dopo aver parlato con il team della banca
  • l’AD della Banca che controllava lui stesso le mail a info
  • il costo dei servizi che aumentano ma, essendo efficenti, non vengono percepiti come onerosi dal cliente
  • le ipotesi di cannibalizzazione tra le diverse divisioni della banca, Webank è infatti controllata dalla gloriosa Banca Popolare di Milano.

Tutti questi sono stati temi che hanno trovato risposte sicure, convinte e coerenti.
Va bene il potere della relazione, quello per il quale se conosci qualcuno smusserai alcune critiche, ma, in Webank, una forma mentis al servizio del cliente sembra proprio esserci, a differenza di altre banche. E qui potrei partire con la mia esperienza con le banche come quella piccola di provincia, la banca agricola mantovana, inglobata dal colosso senese e rivelatasi una bufal, ma tant’è.

Se quelli di Webank si comportano bene come clienti, intendendo il ruolo dei consulenti come attivo e non come mero esecutore in outsourcing, allora come cliente posso aspettarmi molto da loro, pur nei grandi numeri.

Tutto troppo perfetto? Forse sì, vedremo dopo che avrò aperto un conto da loro. Per il momento, bravi!

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