Lug 26 2008

L’estate in cui i Cut Copy mi dissero basta

Published by admin at 00:56 under io, musica

Non si può andare a tutti i concerti che si vorrebbe, bisogna saper fare delle scelte, rinunce, sacrifici (NB adoro i climax, soprattutto d’estate, come i kleenex d’inverno), ben consapevoli del rischio che uno dei gruppi cui hai rinunciato potrebbe diventare la colonna sonora della tua estate, così in bilico tra giovinezza e prese di coscienze. Ed è così che è cominciata.

I Cut Copy nascono da queste parti in marzo e, dopo la sbornia americana a base di beatles, li ho riscoperti: 316 ascolti in 3 settimane su 7-8 canzoni (la mia preferita è feel love, subito dopo il bridge) nn sono pochi, più quelli della loro compilation sotto il marchio Fabric, il locale londinese.

Il loro pop elettronico è l’ideale per chi vive la sua ultima estate prima degli autunnali 30: rigurgiti adolescenziali, temi leopardiani da dì di festa di allora, atmosfere delle feste di oggi dove scatta il “liberi tutti” e ci si pente subito dopo di una vita vuota.

Una solarità che volge alla nostalgia e al tramonto, proprio come i 30.

3 Responses to “L’estate in cui i Cut Copy mi dissero basta”

  1. Eazyeon 26 Lug 2008 at 01:08

    ah però.

    molto syn-pop. da sbracciate robotiche!

  2. cru7doon 28 Lug 2008 at 12:12

    il nuovo devo ancora digerirlo tutto, ma il vecchio album me lo riascolto in parte ancora oggi: ha quell’alta percentuale di “ombre lunghe da tramonto di fine estate in spiaggia” tradotta in suono che mi garba proprio!
    ;)

  3. adminon 29 Lug 2008 at 13:04

    E’ colpa tua cru7do se me ne sono innamorato: ma è anche vero che se tu nn avessi paccato a marzo li avrei visti :)

    sbracciata robotica (grazie ema)
    z

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