Mar 12 2008
L’eccezione conferma la regola?
La peggèrrima Darièlla si interroga sull’espressione “l’eccezione che conferma la regola?”. Pure io ho (avuto) qualche problema nel provare a spiegarla, senza venirne a capo.
Giusto ieri, tuttavia, trafficando con il mio L.a.d.r.o. (libro attualmente di riferimento occulto, sembra un acronimo alla topolino che poi tanto occulto non è viso che lo cito abbastanza spesso), ho scovato questa affermazione sulla traduzione inglese dell’espressione che è “the exception proves the rule“.
Most people take this to mean that the exception confirms the rule but they usually cannot explain the logic in this statement. […] The answer is that an earlier meaning of prove was to test (a sense preserved in proving ground) and with that meaning the statement suddenly becomes sensible - the exception tests the rule.
io non ho capito cmq…
P.S. trash oggi il re CAPTCHA:damages U(s)TICA
l’eccezione non sarebbe tale se non ci fosse una regola.
la regola conferma l’eccezione, e viceversa (?)
ripeto la citazio colta:
“Eccezione: dite che “conferma la regola” ma non azzardatevi a spiegare come”. (Gustave Flaubert)
PS: fico sto post
Quindi è un errore di traduzione nostro. O qua si evita il problema incolpando l’evoluzione della lingua?
‘tia, direi che è un problema di evoluzione dei significati. Vedi al giorno d’oggi quel che succede con l’uso di “piuttosto”: ogni volta è un dramma per quanto mi riguarda.
grande admin, odio quelli che dicono “piuttosto che” ogni due parole.
per quanto riguarda l’aforisma vorrei aggiungere che l’eccezione non conferma la validità della regola, ma solo la sua esistenza.
Mi stuzzica questa storia dell’eccezione…eccezziunale veramente! insomma, per farla breve: se esiste l’eccezione, esiste anche la regola, indipendentemente dal fatto che la detta regola sia valida vera o altro. Se è vero che l’eccezione esiste in funzione della regola infranta, è altrettanto vero che ci sono regole che non hanno eccezioni. La frase si riferisce comunque a un ambito strettamente grammaticale e ha senso solo entro quei limiti. Va da sé che l’amico Flaubert intendeva colpire le famigerate frasi fatte, che gli erano, giustamente, antipatiche in quanto espressione tipica della “prevalenza del cretino”