Feb 19 2008
Relazioni ai tempi di facebook
Tempo fa Vittorio si interrogava sul concetto di fiducia quando si accettano richieste di contatti da parte di persone più o meno conosciute: una volta accettata la connessione, su linkedin, facebook o altri social network, scatta un meccanismo per cui i miei contatti, vedendo la nuova aggiunta, credono di potersi fidare di questo nuovo contatto.
Tuttavia, esistono elementi di distorsione, continua Vittorio: Ma se poi qualcuno di quelli che ho in lista, fra cinque anni poni l’esempio, lo beccano per traffico d’armi, a me che succede? Chi glielo spiega ai carabinieri che eri solo stato cortese su Facebook?
Purtroppo su molti contatti non è possibile fare una selezione: non è carino non accettare una request da chi non sopportavi al liceo o che consideri una baciapile accademica. Proprio per questo motivo, tra le applicazioni che vanno per la maggiore su Facebook, ci sono quelle che permettono di ordinare le tue amicizie, così come su linkedin, il network per le relazioni professionali, è possibile raccomandare alcune persone.
Questo preambolo per dire che proprio ieri mi è capitato di vedere tra i miei contatti, la nuova foto del profilo inneggiante a un nuovo soggetto politico, sedicente pro vita. A parte il disgusto per questa banalizzazione dell’agone politico, teso a esasperare gli animi, a radicalizzare l’arena del confronto, ad ottenere squallidi contropartite, ho deciso di eliminare questo contatto, non tanto per le idee - legittime, pur mooooolto opinabili -ma perché mi disturbava l’idea che i miei contatti - tramite i meccanismi di minifeed o anche semplicemente andando sul mio profilo a vedere i miei amici - potessero vedere quel logo.
Esagerato? Probabile, il punto è questo: presumo, so che i miei amici si fidano di me e in questo modo li tutelo: non voglio farmi veicolo inconsapevole di propaganda di idee in cui non credo.
Io direi che non è affatto esagerato, ed io avrei fatto probabilmente la stessa cosa. Così come (ma forse in questo caso sono io ad essere esagerato) inizio a non apprezzare chi appare su Facebook con un nick, invece che con nome e cognome come tutti (e come dovrebbe essere, aggiungo).
A volte tocca fare delle scelte, Zeno… e per quanto possano sembrare impopolari, è sempre meglio pensare prima a se stessi e poi agli altri… e se una cosa ci da fastidio… click, la si fa fuori (e magari si potesse fare la stessa cosa nella vita reale).
groovie baby! hai fatto bene..
idem, posizione perfettamente legittima!
sai però che mi hai fatto venire un orribile dubbio, che potrebbe convincermi a cambiare il numero di cellulare? il discorso degli “n” gradi di separazione vale - per ora - molto di più con le connessioni “via terra”.
o.t.: a me librofaccia ha un po’ stancato, più che altro per l’orda di shrapnel che colpisce la mia mail, tutte le volte che qualche contatto decide di attaccare un nuovo pezzetto al profilo. qualche cosa di utile arriva, ma il 90% è pura fuffa che riduce enormemente l’utilità dell’intero profilo.
io sarò anche uno stronzetto indisponente, ma spesso non accetto nemmeno le richieste di gente che conosco benissimo.
facebook, per dire un nome, è per gli amici nella vita reale o quasi.
terval litt